Correva l’anno 2010 e Pensalibero cominciò a ragionare sulla ipotesi di una legge che rendesse obbligatorie le “primarie” e le regolamentasse, sottraendole al pressapochismo, all’improvvisazione ed al rischio di essere strumento di ulteriore confusione e turbativa della politica italiana. Regolamentare per legge non significava che aumentassero le spese della politica per i cittadini: i soldi sarebbero venuti da quelli destinati ai rimborsi elettorali. Inoltre, per rispettare la totale autonomia dei partiti, l’idea era quella di rendere le primarie obbligatorie non per tutti, ma solo per quei partiti che non rinunciavano al finanziamento-rimborso pubblico. Chi vuole farsi l’idea, clicchi sul sottostante link (avvertiamo che si tratta di un lavoro incompiuto): https://www.facebook.com/Primarie-Obbligatorie-PER-Legge-125238850862050/?fref=ts.
Oggi, alla luce dell’ennesimo scandalo delle primarie del PD a Napoli, credo che le nostre riflessioni di sei anni fa abbiano una qualche attualità. Per carità, senza asagerare. Non sono innamorato delle primarie. Ma, nel 2010, c’era, come legge elettorale il “porcellum” per il Parlamento nazionale e tanti piccoli “porcella” per eleggere i consigli regionali. Le primarie per legge, in quel contesto, apparivano l’unico modo per restituire agli elettori almeno una piccola parte di ciò che era stato loro tolto.
Oggi le leggi elettorali non sono migliori del porcellum, tuttaltro. Ma le primarie, sotto i colpi dei ripetuti scandali (manipolazioni, truppe cammellate, clientele condotte in massa ai seggi, compravendite di voti) non appaiono più come la soluzione del problema. Anzi lo esasperano: è molto più semplice ed efficace applicare il voto di scambio in fase di primarie che alla elezioni vere e proprie. Gli abolizionisti delle preferenze che le descrivevano come fonte di curruzione sono serviti: senza preferenze la corruzione è aumentata. E non è una sorpresa. Era una conseguenza prevedibile, prevista e inesorabile. L’archivio di Pensalibero con le centinaia di articoli scritti contro l’abolizione del voto di preferenza lo dimostra ampiamente.
Al dunque, è venuto il momento di ripensare sull’errore compiuto quando sono state demonizzate le preferenze. Non lo si vuole fare? Allora si metta sotto l’egida della legge il meccanismo delle primarie.
Non volete fare nemmeno questo? Beh, allora ditelo che volete imbrogliare, ad ogni costo. E che non vi frega nulla, anzi lo volete, se ai gazebo delle primarie ci andrà sempre meno gente. Così come non vi frega niente che alle urne, quelle vere, ci va, ad essere ottimisti, un elettore su due.

Grazie Gino per avere ricordato una scadenza sulla quale troppa stampa sta glissando. Come sai, Pensalibero, invece, tiene in grande considerazione l’iniziativa tua e di altri giuristi (Besostri, Bozzi ed altri) alla quale si deve la pronuncia di incostituzionalità del Porcellum e, mi auguro, il prossimo annullamento, per lo stesso motivo, dell’Italicum.
Caro Nicola, Ti ricordo che sulla soppressione delle preferenze è stata sollevata eccezione di incostituzionalità. Già accolta dal Tribunale di Messina con rinvio alla Consulta. Comunque sono 18 i Tribunali che si devono pronunciare sulle preferenze e su altri aspetti.