IL SACCO DEL NORD
Saggio sulla giustizia territoriale
con una nuova introduzione
Federalismo Addio
di Luca Ricolfi
Di fatto, il federalismo era già stato sostanzialmente svuotato
dal precedente governo e dalla Lega stessa»
Luca Ricolfi
Oxford, febbraio 2012
A due anni di distanza torna in libreria, in un momento quanto mai significativo,
“Il sacco del nord”, in una nuova edizione paperback, con un inedito saggio
introduttivo di Luca Ricolfi.
Ricolfi fa il punto sullo stato di attuazione della riforma federalista e conduce un’analisi lucida e impietosa sull’operato dei più ferventi sostenitori del federalismo in Italia. Le riflessioni dell’autore sull’atteggiamento della Lega, alla luce degli scandali che hanno investito il partito del Carroccio in questi giorni, sembrano avere toni quasi profetici.
Nel 2010 Il sacco del Nord aveva violentemente riacceso la discussione politica su questione settentrionale e federalismo, suscitando commenti e reazioni nel panorama politico e sulla stampa.
«Bisogna andare oltre l’oleografia giornalistica della “questione meridionale”, cercandone la dimensione più prettamente istituzionale. E provando a immaginare vie d’uscita che siano coerenti con un modello federale. Luca Ricolfi ci prova e ci riesce […].»
Alberto Mingardi, Il Sole 24 Ore
«Il problema del federalismo fiscale, in ultima analisi, è questo: decidere quanto denaro e per quanto tempo il Nord debba assicurare al Sud. Gli studi di Luca Ricolfi sugli squilibri territoriali sono, in questa prospettiva, indispensabili.»
Sergio Romano, Corriere della Sera
Dopo venti anni di progetti e discorsi inconcludenti, l’eventualità di vedere, finalmente, un’Italia rifondata e risanata dal federalismo è completamente evaporata.
Ma come siamo arrivati a questo punto? E soprattutto, perché le cose sono andate così?
“Bruciato dai suoi stessi ideatori, il sogno federalista svanisce e l’Italia perde la possibilità di ridare slancio alla produttività.”
dall’introduzione di Luca Ricolfi
Secondo Ricolfi il federalismo è naufragato ben prima della nascita del nuovo governo Monti e della nuova posizione della Lega in parlamento. Il progetto federalista ha perso ogni possibilità di realizzazione a causa di una “condotta frenante” della Lega stessa che, così facendo, ha commesso uno dei suoi più gravi errori politici.


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