Pubblichiamo un apassionato appello di Giampaolo Mercanzin che invita laici liberali e socialisti a cogliere l’occasione della nuova stagione che sta per aprirsi, per unire in un nuovo vero e organizzato soggetto politico la rete di circoli e associazioni che sono attualmente il loro rifugio ed il loro limite. Presto anche Pensalibero renderá nota una iniziativa con lo stesso obbiettivo.

Da anni abbiamo (non ho, abbiamo!) assistito ed insistito con argomenti i più vari, su blog e forum di vario tipo, fino all’avvento di FB o Twitter e simili.
Oggi in FB, per esempio, esistono, oltre a gruppi regionali, gruppi nazionali di notevole peso. Non cito tutti gli altri, ma uno per tutti al quale ho collaborato per la formazione, la diffusione e soprattutto cullato la speranza di una sua affermazione. A fianco di questi vi sono i siti dei vari circoli, centri studi, ecc., come ad esempio il Gruppo di Volpedo; i vari Circoli Rosselli, Turati, Matteotti, Pertini, Nenni, Lombardi Craxi ecc.
A fare la somma c’è da fregolarsi le dita dalla soddisfazione: molte migliaia di persone aderenti. Che non ho da dubitare non si sentano socialisti.
Poi però vado a verificare chi sono i frequentatori e scopro che sono poco piu’ di 200 persone che spaziano da anni e da tutte le parti: le solite persone. Più o meno acculturate, idealmente sensibilizzate, che di regola hanno un unico obbliettivo dissimulato: pensare solo al proprio modo di intendere la riaffermazione,ricongiunzione, riaggregazione rinascita del socialismo (democratico, liberale, liberalsocialista, laicosocialista – con o senza trattini – socialista e basta, riformatore, riformista e chi più ne ha più ne mette!).
Legamento comune è che: non piace il PS di Nencini, non piace il NPSI di Caldoro, si snobba il PD, si fa l’occhiolino a Vendola. Ma soprattutto l’egocentrismo è il conduttore esclusivo. Quasi che dovessimo essere gli unici eletti a rappresentare il popolo italiano.
Non me ne vorranno spero molti compagni ed amici che riconosco competenti, se li associo ad altri mossi solo dalla voglia di contribuire, ma da quasi vent’anni noi giriamo attorno alle stesse boe, quasi fosse una regata velica. Mentre organizzazioni politiche e partitiche vere, hanno gia doppiato capo nord parecchie volte e le conseguenze sono che loro anche senza governare comandano, mentre noi ….rimaniamo dietro al ……monumento di Mazzini.
Non vi pare sia ora di un vero passo avanti! Magari rinunciando alla nostra “vis polemica” e trovando il modo per confrontarci apertamente con l’unico scopo del rilancio di una grande storia, che può essere in grado il giorno dopo di dare un po’ di soddisfazione a tutti?
Eccomi sfogato: la mia rampognata l’ho fatta. Adesso fate pure le vostre, ma poi mettiamoci al lavoro seriamente. Individuando campi di competenza e un minimo comune denominatore organizzativo (e finanziario, perché mi risulta che i cacchi vuoti non stiano in piedi!).
Se saremo capaci di fare questo, rinunciando alle nostre orgogliose siglette, metteremo davvero paura a quelli che ci tengono cosi’ divisi, perche’ loro non dispongono di circa 200 persone di buona volontá che possono scorazzare virtualmente e materialmente per tutti il paese. Pensiamoci!

Grazie Nicola per la tempestività, che tra l’altro ti è propria.
So benissimo che gli appelli spesso finiscono in quel pozzo senza fondo che è il dimenticatoio.
Però nell’ottimismo della nostra volontà c’è anche un motto che ci piò far ben sperare: TANTO TUONO’ CHE PIOVVE.
Ecco: dopo tanta siccità con magrissimo raccolto non è più tempo di tridui (parrocchiali) ma di farci un acquedotto comune. Non ti pare?