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Ridare il potere al popolo: ecco la riforma elettorale

di Luca Bagatin | 4 Marzo 2012

Sarebbe opportuno introdurre un sistema elettorale a due schede: la prima per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, la seconda  per l’elezione del Parlamento, monocamerale ed eletto su base proporzionale pura.

E’ curioso come il tema della legge elettorale sia ancora oggi più caldo che mai.
E’ parimenti curioso che nessuna forza politica rilevi che la Costituzione della Repubblica italiana preveda un’unica legge elettorale, modificabile solo modificando gli articoli 56 e 57 della medesima, i quali prevedono un sistema elettorale proporzionale puro.
E’ dunque quantomeno incredibile che, dal ’93 ad oggi siano state introdotte leggi elettorali maggioritarie (o, meglio, falsamente maggioritarie, ovvero veramente pasticciate) e che si siano ammessi persino referendum di modifica alla legge elettorale.
Il nostro, politicamente, è un Paese davvero curioso, ove le forze politiche sembrano piuttosto raggirare gli elettori a loro esclusivo tornaconto…elettorale, appunto !
Orbene, se proprio la legge elettorale si vuole modificare, sarebbe bene che il Presidente della Repubblica proclamasse l’elezione di un’Assemblea Costituente atta allo scopo. Purtroppo, così non avviene da lungo tempo e la discussione su improbabili leggi elettorali pasticciate e pasticcione prosegue inesorabile (e per fortuna che, quantomeno, si è evitata l’ammissione dell’ennesimo quesito referendario, ancora una volta incostituzionale).
Ad ogni modo, chi scrive, posto che, per legge, sia opportuna un’Assemblea Costituente, ritiene che le uniche leggi elettorali in grado di soddisfare l’elettorato senza prenderlo per i fondelli (come avvenuto dal ’93 ad oggi), siano o il proporzionale puro o il maggioritario puro.
Il primo garantisce rappresenzanza elettorale, senza antidemocratici sbarramenti (che rimangono antidemocratici anche se applicati in altri Paesi europei). Il secondo garantisce stabilità di governo.
Chi scrive, da lungo tempo, ritiene che sarebbe opportuno introdurre un sistema elettorale a due schede: la prima per l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, finalmente con funzioni di governo e di nomina e revoca dei ministri, slegato dai partiti ed eletto a turno unico da tutti gli aventi diritto al voto. La seconda scheda per l’elezione del Parlamento, monocamerale, con funzioni unicamente legislative e di controllo ed eletto su base proporzionale pura, senza alcuno sbarramento e con il sistema delle due o tre preferenze.
Un siffatto sistema garantirebbe al 100% rappresentatività parlamentare e stabilità governativa. Sarebbe a totale vantaggio degli elettori che, finalmente, vedrebbero effettivamente pesare il loro voto. Sarebbe invece a totale svantaggio delle segreterie di partito che non potrebbero più condizionare l’attività di un governo che dovrebbe essere totalmente indipendente dai partiti politici e dunque non condizionabile.
A quel punto potrebbero essere introdotte misure quali ad esempio i referendum propositivi, che restituirebbero totalmente lo scettro del potere nelle mani dei cittadini.
Sappiamo bene che tali misure sono e saranno sempre avverse alla politica italiana per la sua congenita scarsa fiducia nei confronti dell’elettorato, così come scarsa fiducia ebbero le proposte di riforma presidenziale proposte dal già Eroe della Resistenza Randolfo Pacciardi, in tempi non sospetti.
Sappiamo però altrettanto bene che esse sono le uniche in grado di rendere le elezioni politiche italiane autenticamente democratiche e degne della più ampia partecipazione. Diversamente ci chiediamo davvero che senso abbia ancora andare a votare in Italia.

Pubblicato in : Primo piano

Info Luca Bagatin

Nato a Roma il 15 febbraio 1979, blogger dal 2004 (www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e oggi www.amoreeliberta.blogspot.it), in passato collaboratore del quotidiano nazionale “L’Opinione delle Libertà” e de “La Voce Repubblicana”, oltre che di riviste di cultura esoterica e Risorgimentale.
Ha fondato nel maggio 2013 il pensatoio (anti)politico e (contro)culturale “Amore e Libertà (www.amoreeliberta.blogspot.it).
Suoi articoli sono stati pubblicati in Francia, Belgio, Serbia, Brasile e Nicaragua e tradotti anche in tedesco e spagnolo.
E’ autore dei saggi “Universo Massonico” con prefazione del prof. Luigi Pruneti; “Ritratti di Donna” con prefazione di Debdeashakti; “Amore e Libertà – Manifesto per la Civiltà dell’Amore” con prefazione del principe Antonio Tiberio di Dobrynia; “L’Altra Russia di Eduard Limonov – I giovani proletari del nazionalbolscevismo” con prefazione di Sandro Teti e di “Ritratti del Socialismo” con prefazione di Ananda Craxi.
E’ redattore della rivista di geopolitica “BRICS & Friends”

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Luca Bagatin

    6 Marzo 2012 alle 16:32

    Sì, peccato che non lo siano le forze politiche attuali, sempre più fuori dalla legalità, sempre più eversive…senza che le pubbliche autorità intervengano.

    Rispondi
  2. mario rossi

    5 Marzo 2012 alle 19:19

    Repubblica presidenziale e basta, i tempi sono maturi .

    Rispondi
  3. Luca Bagatin

    5 Marzo 2012 alle 16:39

    L’articolo è tratto da: http://www.criticasociale.net

    Nell’articolo originale tratto da http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it e da http://www.terzarepubblica.it è presente anche la frase finale: “Diversamente ci chiediamo davvero che senso abbia ancora andare a votare in Italia”.

    Rispondi

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