L’Italia non è più considerata dal mondo intero la terra, dove voler vivere per la ricchezza delle opere d’inestimabile valore artistico, culturale, del bel canto, del sole e del paesaggio incantevole.
Agli occhi dei popoli, la bella Italia sembra essere un manicomio di pazzi pericolosi per furia omicida dovuta alla reciproca intolleranza comportamentale.
Hanno superato ogni limite i fenomeni d’intolleranza tra le classi sociali.
Accadono veri e propri scontri fisici tra i rappresentanti dei partiti politici.
Il fenomeno più aberrante è lo scontro tra la magistratura e il potere legislativo, tra i magistrati d’assalto e quelli che fanno in silenzio il proprio lavoro, tra le procure per aggiudicarsi il primato nella lotta alla mafia, ai politici corrotti e al governo Berlusconi.
Deflagrante è la lotta dell’opposizione al governo per farlo cadere. La minoranza compatta chiede a Berlusconi di dimettersi perché sta rovinando l’Italia per la sua incapacità di governare e soprattutto per gli scandali di natura etica e sessuale.
A rendere più drammatica la situazione politica concorrono i giornali, le televisioni, che non sono più strumenti per le notizie di cronaca ma portavoce della magistratura che anticipa i nomi dei personaggi, prevalentemente politici, trascinati in reati perseguibili penalmente.
Le televisioni sono vere sedi di tribunali, dove si discutono i reati e si emanano sentenze di colpevolezza. E’ molto noto il giornalista, dott. Marco Travaglio, che in televisione osa indossare la toga da giudice per condannare Berlusconi.
Il dott. Marco Travaglio fa credere che potrebbe sostituire tutta la Magistratura facendo, in tal modo, risparmiare ingenti somme di euro allo Stato.
Lo stile del dott. Travaglio nella lotta politica è completamente diverso da quello dei segretari dei partiti della minoranza. Bersani, per fare un esempio, diventa ridicolo e noioso quando, recita il rosario contro Berlusconi.
L’impegno di Bersani è trovare consensi, anche innaturali, per mandare a casa Berlusconi e occupare lui la sedia di capo del governo.
Bersani sfugge alla reale situazione politica, soprattutto quella della sinistra, dove esplodono le ambizioni di Vendola e dove il sindaco di Firenze, Matteo Renzi, parla con insistenza di rottamare tutti quelli che hanno fatto più male che bene al PD. E tra i dirigenti da rottamare c’è proprio Bersani.
Chi è seriamente preoccupato per le sorti dell’Italia per il dopo Berlusconi è il Capo dello Stato.
Egli conosce bene i limiti strutturali delle diverse realtà politiche della minoranza e teme che qualsiasi cambiamento di governo non potrà risolvere i problemi legati al debito pubblico e alla crisi economica mondiale.
Il Presidente Napolitano quotidianamente ammonisce i responsabili della politica, del sindacato, dell’imprenditoria e della giustizia a fare il proprio dovere per salvare l’Italia.
Il Capo dello Stato ha risposto alla minoranza parlamentare che fino a quando il Governo ha la maggioranza in Parlamento non si cambia niente. Non è stato leggero nemmeno con la Magistratura, insofferente per la presenza di Berlusconi a dirigere il Governo.
Il silenzio del Presidente sugli scontri tra le toghe a Milano, a Roma, a Napoli, a Bari e Lecce, conferma la sua sofferenza interna che va interpretata come condanna verso i responsabili di tali situazioni.
Incomprensibili sono le minacce di querele di Bersani e di D’Alema. Il primo perché non intende essere associato al caso giudiziario di Filippo Penati e il secondo per non avere nulla a che spartire con faccendiere Tarantini.
Il clima politico di oggi sta facendo male all’Italia più di quanto ne ha fatto il caos del 1992.
Il mondo allora definì l’Italia, un carcere duro, oggi pensa che l’Italia sia un manicomio di pazzi criminali.
Domenico Civitano

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