• Passa al contenuto principale
  • Skip to after header navigation
  • Skip to site footer

Iscriviti alla newsletter

  • Facebook
  • Twitter
  • YouTube
Pensalibero.it, Informazione laica on line

Pensalibero.it, Informazione laica on line

Quotidiano on line indipendente di area laica dove parlare di politica e tanto altro

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

  • Editoriali
  • Primo piano
  • Cultura ed eventi
  • Blog
    • AttuoPoesia (L’attualità letta dalla Poesia)
    • CornerBlog
    • Metamorfosi
  • Dossier

Diventiamo tutti tedeschi

di Elio Di Caprio | 15 Gennaio 2012

O è meglio che Angela Merkel si convinca che degli italiani non si può fare a meno?

Chi l’avrebbe mai immaginato che Mario Monti avrebbe “confessato” che la sua segreta aspirazione negli ultimi anni sarebbe stata quella di far diventare gli italiani più tedeschi? Magari per cancellare la brutta immagine dell’arciitaliano Berlusconi – ma ce ne sono tanti di “arci” senza essere il Cavaliere- che ci ha democraticamente rappresentato anche nei difetti nazionali negli ultimi anni offrendo l’immagine di un popolo gaudente, disordinato, irresponsabile pronto a preoccuparsi solo del proprio interesse personale o di categoria? I mass media tedeschi almeno avranno così qualche soddisfazione in più per questa indiretta conferma dei loro pregiudizi o giudizi storici che hanno un certo fondamento per fatti passati e recenti. In qualche modo riconosciamo così una nostra posizione subalterna, l’aspirazione ad un modello irraggiungibile che può solo diventare un termine di paragone e null’altro, ma poi Monti- anch’egli italianissimo- bilancia la sua autocritica con l’esortazione alla Germania a coniugare nel suo stesso interesse rigore e solidarietà con gli altri Paesi europei. L’Italia di Monti alla fine può almeno dare qualche consiglio…

Certo il nostro Capo del governo può dare tante lezioni ma non quella dello sviluppo ai tedeschi che vengono accusati di essersi già super sviluppati alle spalle degli altri Paesi grazie all’euro e pur tuttavia siamo realisticamente coscienti che se la Germania non dovesse più fungere da locomotiva economica europea non ci rimarrebbe più nulla, sarebbero guai per tutti i Paesi del Continente, sia per quelli dell’eurozona che per coloro che ne sono fuori. Facile ricordarsi e ricordare che ben prima di Monti Benito Mussolini si era esercitato senza risultato a creare a tappe forzate l’italiano nuovo in soli 20 anni illudendosi che ne venisse fuori un popolo se non guerriero, almeno laborioso, unito, disciplinato e organizzato come quello tedesco. Meno che mai potrà riuscire nell’intento Mario Monti con un governo che durerà, se va bene, solo 15 mesi. Lo sa perfettamente il Presidente del Consiglio che è diventato tale quasi per caso, costretto dalle circostanze a giocare la parte del tecnico ben sapendo che dovrà affrontare scelte politiche scomode con l’appoggio di quegli stessi partiti che, come dice impietosamente, gli fanno pena per il discredito crescente che riscuotono nell’opinione pubblica. Ci sarà un altro miracolo italiano nell’emergenza che sorprenderà i nostri vicini che evidentemente non ci conoscono mai abbastanza?

C’è da augurarselo anche se neppure noi italiani riusciamo a fare bene i conti in casa nostra sul punto in cui siamo e sui sacrifici ancora da compiere. Se l’evasione fiscale fosse sconfitta o ridotta ci assicurano che avremmo una crescita del PIL del 3-4% all’anno e forse più, se liberalizzassimo otterremmo un’ulteriore crescita dell’1 o 2 per cento, se ci fosse meno corruzione almeno un altro 1%, se poi sconfiggessimo la mafia o le mafie che ci dicono ( con quali dati?) avere un fatturato annuo di 160 miliardi di euro e 100 miliardi di profitti saremmo ancora più avanti. Se fossimo in grado di turare tulle le falle potremmo quasi dare lezioni di sviluppo alla Germania e all’Europa e dimezzare il debito pubblico in pochi anni. Cosa ci manca per portare avanti un programma così vasto, l’essere tedeschi o diventare colonia economica della Germania di Angela Merkel ? La realtà che il povero Monti si trova ad affrontare non riguarda però solo la sfiducia dei mercati e il nostro spread conla Germania, quella interna è ben più insidiosa e non si può pretendere che d’incanto vengano meno i lasciti delle stagioni precedenti e dell’ultima berlusconiana ancora incarnata da tanti personaggi che fanno da ponte tra due epoche che ostentatamente si vogliono rappresentare come incomparabilmente differenti. Uno di questi è senza dubbio Antonio Catricalà, attuale sottosegretario alla Presidnza del Consiglio, un tecnico doc o un gran commis di Stato cooptato da Monti, sempre presente ai vertici dell’amministrazione pubblica da almeno un ventennio, Presidente dell’Antitrust dal 2005 al 2011 con i governi Prodi e Berlusconi. In quest’ultima veste aveva partecipato fino a ieri ai tanti talk show televisivi inconcludenti che servono più da passerella mediatica che a far capire i problemi e come le forze politiche sarebbero stati in grado di risolverli e mai lo abbiamo sentito esprimersi in maniera così dura e ultimativa, come fa ora, sull’esigenza di liberalizzare tutto il possibile e di aggredire l’evasione fiscale. Nessuna pietà per l’evasione fiscale, bisogna sparare alzo zero contro chi non paga le tasse sono le ultime espressioni verbali del sottosegretario. E prima? Possibile che il governo Monti abbia fatto il miracolo ed abbia spinto Catricalà a dire apertamente quello che pensa e forse ha sempre pensato e non poteva dire perché da “tecnico” non poteva opporsi al governo Berlusconi? Sono tanti i messaggi distorti e confusi- in Germania non succederebbe- che ancora continuano a giungerci dall’alto come se nulla fosse cambiato, contando sulla nostra assuefazione a non vedere rispettati gli impegni presi. Voler fare troppe cose in poco tempo rischia ancora una volta di perpetuare l’effetto annuncio del precedente governo, partire lancia in resta e poi ampiamente annacquare le misure annunciate. Non siamo ancora fuori da questa logica tipicamente italiana che i tedeschi mai capirebbero. C’è il Pil che non aumenta e potrebbe aumentare, basta volerlo, con ricette a portata di mano che nessuno ha il coraggio di portare avanti, c’è Catricalà che assicura di riuscire a “liberalizzare in 10 giorni ( ma anche il sindaco De Magistris a Napoli aveva promesso di rimuovere i rifiuti in 10 giorni… ) e noi tutti siamo in attesa di improbabili miracoli da un governo a cui sembrano delegati tutti i poteri e nessun potere. Sappiamo bene che non diventeremo mai tedeschi neppure con Monti e neppure per paura dello spread : l’attuale parentesi commissariale può terminare da un momento all’altro, i mestieranti della politica possono sempre ritornare e alcuni sono ancora tra noi pronti a riprendere gli stessi giochi. Il dito medio di Bossi è sempre in agguato. L’unico modo per contenerli o renderli innocui per il futuro è pur sempre quello di dotarci di un sistema di regole chiare ( più chiare ad esempio di quelle che hanno consentito il defatigante referendum sulla legge elettorale impietosamente bocciato dalla Consulta), di responsabilità precise, di decenti meccanismi di ricambio della classe politica. Non tanto per avvicinarci ai tedeschi quanto per la nostra stessa sopravvivenza di nazione civile.

Pubblicato in : Primo pianoTag: angela merkel, benito mussolini, mario monti, mass media, paesi europei

Info Elio Di Caprio

Interazioni del lettore

Lascia un commento Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Sidebar

Iscriviti alla nostra Community WhatsApp

Ultimi commenti

  • Luca Bagatin su Giorgetti, l’uomo che sta rimettendo in piedi l’Italia mentre gli altri chiacchierano
  • Salvatore D'ostuni su L’habitat che ci pensa dentro
  • Luca Bagatin su La rivoluzione del lavoro e la fine del socialismo novecentesco
  • Luca Bagatin su L’aggressione russa alla democratica Ucraina: una guerra dimenticata
  • Puccio Cartoni su Il ricatto della storia: firmare o sparire
  • Cesare Valletta su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Luisa Marzulli su L’Italia che ripudia la guerra ma finanzia chi la alimenta: la frattura che violenta la Costituzione
  • Francesco Altamore su La distanza che umilia l’Italia
  • Luca Bagatin su Netanyahu: “Israele difende anche voi”: e allora?

Argomenti

aduc anni berlusconi cina commissione consenso conti costi costituzione crisi democrazia dichiarato elezioni euro europa firenze francia futuro germania giovani governo italia lavoro lega mercato merito milano mondo movimento nato natura notizia parlamento pd persone processo renzi repubblica roma scuola soldi stati uniti sviluppo toscana usa

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Pensalibero.it

REDAZIONE

Direttore Responsabile
ad interim
Cesare Mannucci

Vice Direttore
ad interim
Claudio Tirinnanzi

WebMaster
Claudio Tirinnanzi

redazione@pensalibero.it

Rimani aggiornato

Attraverso la nostra newsletter riceverai settimanalmente tutti i nostri aggiornamenti

Iscriviti ora

Chi siamo

  • Chi siamo
  • Credits
  • Autori
  • Accesso autori

Note

Gli articoli pubblicati da Pensalibero non sono retribuiti ed il sito non raccoglie pubblicità.
Le foto sono tratte in larga parte da internet attraverso i più diffusi motori di ricerca e considerate di pubblico dominio.
Qualora si ritenessero violati diritti d’autore di immagini qui pubblicate, preghiamo di contattare la redazione (redazione@pensalibero.it) che provvederà a rimuoverle.

Copyright 2004 © Tutti i diritti riservati. Iscrizione al Tribunale di Firenze n. 5418 del 21-4-2005. I contributi al sito non sono retribuiti