Cari amici, avrei dovuto disegnare davanti a questa croce, tante fiammelle e fiori quanti i cittadini norvegesi morti per mano di un folle. Vi chiedo scusa se non l’ho fatto, ma penso che queste bastano a ricordare l’orrore, per me incomprensibile, come per voi. Camminando sul marciapiede verso preoccupazioni quotidiane, ho scorto un pensiero per questa gente pacifica, di un paese, al quale riconosciamo serenità, emancipazione, tolleranza. Il significato simbolico della croce che ho disegnato per me si ferma qui, per altri oltrepassa il dolore ed apre alla speranza. L’esistenza dell’uomo può apparire unica e irripetibile. Toglierla, assurdo. M’interrogo, ma amici cari, non so darmi una risposta definitiva su quello che accade.
Enrico Martelloni


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