Siamo tutti nati nel 1832 a Merthyr Tydfil.
Socialisti, socialdemocratici, laburisti, comunisti e consimili.
La bandiera rossa simbolo della rivolta degli oppressi contro gli oppressori ha origine lì.
Prima di allora era stata usata sì per fatti di sangue, ma dai differenti risvolti e significati.
Veniva issata da quelle città assediate che intendevano resistere fino all’ultimo uomo, oppure se portata in battaglia, comunicava al nemico che non sarebbero stati fatti prigionieri. Fu in seguito usata finanche dai pirati che prima di un abbordaggio la issavano per intimorire al massimo i malcapitati, avvertendoli che se intendevano opporre resisenza, sarebbero stati passati poi a fil di spada.
A Parigi nel 1879 (oggi ricorre tra l’altro l’anniversario della presa della Bastiglia) fu utilizzata per comunicare la promulgazione della legge marziale.
Ma fu proprio in seguito alla repressione delle rivolte dei minatori di Merthyr Tydfil in Galles, ad opera di sbirraglia privata pagata dai proprietari delle miniere, che assunse il significato attuale. I minatori iniziarono ad issare le camicie insanguinate dei loro compagni uccisi e ad usarle come vessillo nelle lotte per l’affermazione dei propri diritti.
Nelle settimane successive molti lavoratori del Regno Unito issarono bandiere rosse in segno di solidarietà con i lavoratori di Merthyr Tydfil, quando la notizia dell’eccidio si sparse il simbolo fu prima adottato dai lavoratori tedeschi e poi utilizzata in Francia dagli oppositori repubblicani alla Monarchia di luglio.
Socialisti e repubblicani radicali nella rivoluzione francese del 1848 adottarono la bandiera rossa come simbolo della loro causa. La bandiera rossa venne in seguito adottata dalla Comune di Parigi nel 1871 e divenne strettamente associata al socialismo.
Bandiera rossa la trionferà.
Alessandro Silvestri
(pubblicato su fb per l’anniversario della presa della Bastiglia)

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