Si potrebbe fare un lungo elenco dei Magistrati che siedono a Montecitorio e a Palazzo Madama, in tutte le aree politiche.
Dopo la fine della prima Repubblica, il fenomeno si è accentuato a sinistra, dove si preferisce affidare la lotta politica ai Magistrati anziché ad altri compagni meno colti dei giudici.
In passato la lotta politica per i diritti dei lavoratori e per l’emancipazione del Popolo era sostenuta da uomini come Giuseppe Di Vittorio, che si facevano carico dei problemi dei lavoratori indifesi e umiliati dai loro datori di lavoro.
L’altro fenomeno strano è rappresentato dalla massiccia presenza in politica dei Pubblici Ministeri. Essi sono più conosciuti dalla popolazione per la quotidiana presenza in televisione a parlare degli scandali e dei processi penali a carico di politici, professionisti e mafiosi.
Il Pubblico Ministero Antonio Di Pietro è il soggetto simbolo del movimento che preferisce fare l’onorevole e non il giudice in Tribunale.
L’on. Antonio Di Pietro ha fatto una scelta oculata: lavorare poco e guadagnare molto come parlamentare.
Un esempio evidente. Di Pietro, che è il capo dell’IdV, smania per Il raggiungimento del quorum alle votazioni del 12 e 13 giugno 2011 sui referendum perché incasserà più di 400.000 Euro di contributo elettorale.
L’on. Di Pietro occupandosi per la buona riuscita del referendum ha dimenticato completamente i giovani disoccupati, i precari, i lavoratori licenziati, l’aumento della trattenuta Irpef in Puglia per volontà del Governatore Vendola, che è costretto a sanare il grave problema finanziario della mala Sanità, di cui non poteva non sapere. Vendola è di sinistra.
Anche l’ex PM, il giustizialista De Magistris sta seguendo lo stesso percorso dell’On. Di Pietro. Lascia la Magistratura, tra tante polemiche, ed è eletto a furor di popolo parlamentare europeo. Le sue ambizioni sono ben altre: vuole arrivare a formare in Italia un governo De Magistris.
Per mantenere un buon rapporto con il popolo si candida sindaco a Napoli e stravince miracolosamente le elezioni.
Nessuno avrebbe creduto a tanta ingratitudine dei napoletani nei confronti di Berlusconi, che per ben due volte ha ripulito Napoli, soffocata da montagne d’immondizia.
Il caso Napoli si spiega analizzando gli interessi in gioco con la raccolta dei rifiuti urbani. E’ lo stesso neo Sindaco De Magistris a far nascere tali dubbi quando, Egli cerca un valido aiuto, per la sicurezza di Napoli, invitando il PM della Procura Antimafia di Napoli, Giuseppe NARDUCCI, che è PM del processo in corso all’on. Cosentino, a far parte della sua giunta.
Il CSM, fatto strano, non ha nulla da eccepire sul progetto De Magistris, tanto che, approva la domanda per un periodo di aspettativa da parte del PM Giuseppe NARDUCCI.
Il fatto nuovo e imprevedibile è la reazione del Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati, il Dott. PALAMARA, che non ha nascosto la sua preoccupazione e contrarietà a concedere al giudice NARDUCCI l’aspettativa.
L’Anm, dopo aver scaricato De Magistris, ha dichiarato pubblicamente la “INOPPORTUNITA’”della nomina del pm Narducci, impegnato nel processo Cosentino e nello scandalo “Calcipopoli”, ad assessore della giunta di Napoli.
Il presidente dell’Anm PALAMARA addebita al pm Narducci la violazione dell’art 8 del loro codice deontologico e per porre fine a tali inaccettabili fenomeni chiede l’intervento del legislatore per disciplinare compiutamente la questione del reingresso in magistratura di chi ha accettato incarichi politico-amministrativi. Sarebbe anche opportuno che sia previsto, nella nuova norma in materia, un congruo periodo tra l’uscita dalla magistratura e l’ingresso in politica.
Domenico Civitano

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