Laureato in Lettere e Filosofia, già parlamentare socialista per tre legislature (è stato presidente della Commissione Bicamerale per la ristrutturazione delle Partecipazioni statali), Biagio Marzo è stato il “motore” della Convention laica liberale e socialista che si è svolta a Roma il 28 maggio scorso. Del resto, ai tempi di Craxi, ha ricoperto l’incarico di responsabile dell’Organizzazione del PSI. Ma è lontano anni luce dallo stereotipo dell’uomo macchina affannato e perennemente in maniche di camicia caro all’iconografia dei partiti. Marzo è un intellettuale, giornalista, docente universitario presso l’Università di Lecce, prima in Storia contemporanea, poi in Economia Pubblica. Ed è anche autore di numerosi libri, tra i quali: Riformismo e cooperazione (Marsilio, 1986); Il miracolo dei vinti (Lacaita, 1985); Viaggio attraverso Forza Italia (Manni, 2001); Fatti e misfatti delle privatizzazioni (Marsilio, 2004). Bastano poche battute iniziali per confermare la nostra consonanza di analisi e di intenti sul ruolo che potrebbero oggi svolgere in Italia i laici, liberali e socialisti: “ Noi rappresentiamo il pensiero politico forte” dice Biagio Marzo. “Certo, nella prima come nella seconda repubblica l’idea liberalsocialista ha avuto più successo sul piano culturale che su quello della prassi politica. Dai Rosselli a Gobetti, Ernesto Rossi, fino a Einaudi, Saragat e poi a Craxi la cultura laica liberale e socialista ha sviluppato un pensiero “solido” non accompagnato, dobbiamo riconoscerlo, da partiti altrettanto forti.” E dunque, oggi? “ Oggi ci troviamo con partiti liquidi, deboli nel pensiero e nella organizzazione. Vale tanto per la sinistra quanto per la destra. E, infatti, la politica si elabora altrove: non nelle organizzazioni dei partiti ma sui giornali, nelle televisioni, alla radio, nei new media, nei social network”. Nessuno più di noi di Pensalibero potrebbe condividere questa denuncia della abiura della politica dal proprio ruolo a favore di altri soggetti ed istituzioni. E’ scritto nel nostro certificato di nascita e documentato dall’archivio che raccoglie sette anni di pubblicistica. Ed è per questo che eravamo alla Convention del 28 maggio. “Che – rileva Biagio Marzo- è stato il primo incontro tra i rappresentanti dei filoni liberale e socialista dopo tantissimo tempo. Anzi, il primo in assoluto, perché in passato c’erano state battaglie comuni, come il divorzio, ma mai incontri per dare vita ad un soggetto comune”. In effetti, alla Convention del 28 Maggio, Socialisti e Liberali rappresentavano il nocciolo duro, ma, per fortuna, c’erano anche repubblicani come Davide Giacalone, ex radicali come Massimo Teodori, il segretario del partito socialdemocratico, Magistro ed anche chi – vedi il Gruppo di Pensalibero e dei Centouno- da molto tempo non distingue più all’interno dell’area culturale laico-socialista. Tutti convenuti, in numero più che soddisfacente, perché avevano saputo tramite internet o per la telefonata di qualche amico o compagno. “ E’ vero – ammette Marzo- siamo privi dei mezzi che hanno gli altri. Siamo artigiani in tutti i sensi: lavoriamo in proprio, con scarsi mezzi, ma abbiamo mestiere. E, in ogni caso sappiamo usare lo strumento di oggi, internet, che poi è quello che ha permesso ad Obama di vincere ed ai popoli del Mediterraneo a noi vicini di compiere le loro rivoluzioni”. Resta da sbrigare una pratica da poco: come andiamo avanti e, soprattutto, per fare cosa. “ Ci saranno da settembre riunioni regionali, per ramificare la nostra presenza ma anche per fare emergere nuovi dirigenti. Poi, a fine ottobre o a novembre una grande Convention nazionale per il programma. Non un manifesto, che richiama le liturgie di una vecchia sinistra. Un programma moderno, innovativo in sintonia con la nostra visione dell’Europa. Non quella dei tecnocrati, ma con un Parlamento dotato di veri poteri e con un autentico organo di governo. Secondo le idee del liberale Martino, di Saragat, Craxi, De Michelis. E in questa Europa dobbiamo portarci anche il nostro Mezzogiorno, attraverso misure forti. L’Italia a due velocità non è più consentita. Ed è ovvio che risolvere il problema del Mezzogiorno significa anche risolvere il problema del lavoro, in primo luogo dei giovani”. Più o meno sembrano le intenzioni di chi si appresta a formare un partito. “Partito o movimento trasversale. Che punti sulle primarie obbligatorie per legge (ancora una volta Pensalibero, che giusto un anno fa lanciò sul tema una articolata proposta, ringrazia l’on. Marzo, n.d.r.). Dunque, primarie serie,regolamentate. E’ ovvio che in questo partito nuovi talenti dovranno avere un loro ampio spazio. Perché sono loro i protagonisti del tempo che stiamo vivendo e perché il ricambio è l’essenza stessa della democrazia: anche dentro i partiti. “Certo, ma senza Nuovismo a tutti i costi. Lo abbiamo già provato due volte, nel secolo scorso, il nuovismo: ai primi del ‘900 e ci portò al fascismo; alla fine del ‘900 e ci ha portato al berlusconismo” Lo storico, non il politico e nemmeno il giornalista, ci ha ricordato ancora una volta la necessità di un pensiero politico forte. Senza il quale, nella migliore delle ipotesi non si va da nessuna parte. Nella peggiore, si va a sbattere.
P.

Conosco Biagio Marzo da tantissimi anni. Abbiamo fatto battaglie socialiste nel Nuovo PSI e poi come “liberi pensatori”. E’ un uomo di grande valore. Un uomo intelligente, disinteressato, onesto. Basterebbero altri 10 Come lui per rifare un grande partito Socialista e Liberale “spalancato” a tutti i laici compresi i radicali. In Italia ce n’è tantissimo bisogno.
Forza Biagio !!!!
Sei fortissimo. Continua così. Io e tanti amici della Toscana saremo al tuo fianco