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MASSACRATA DAI MILITARI AL FUNERALE DEL PADRE, MORTA LA FIGLIA DEL DISSIDENTE SAHABI

Sperando di fare cosa utile e gradita, invio questo significativo (e drammatico) messaggio ricevuto dagli amici dell’ “Onda verde” iraniana. Il tema dei diritti umani continua, in maniera pressante, ad essere all’ordine del giorno. E’ compito di tutti e di ognuno averne memoria. Grazie dell’attenzione. Severino Saccardi.

di Severino Saccardi | 6 Giugno 2011

– Hale Sahabi, atttivista politica dell’opposizione, era la figlia del noto intellettuale iraniano Ezzatollah Sahabi. E’ morta a Teheran dopo l’aggressione nel corso dei funerali del padre. Aveva avuto un permesso per lasciare il carcere e partecipare alla cerimonia
La “sfida funebre” dell’Onda verde
In Iran l’addio a Sahabi si trasforma in tragedia: negli scontri muore la figlia.

Il lutto e la tragedia hanno nuovamente tramortito l’Onda verde iraniana a pochi giorni dal secondo anniversario della sua fondazione. Lunedì sera è spirato, tra la disperazione di molti attivisti, Ezatollah Sahabi, una delle figure più in vista della dissidenza interna. Sahabi rivestì diversi ruoli di primo piano nei governi e nel parlamento dei primi anni Ottanta. In seguito alla defenestrazione del primo presidente della repubblica islamica Abolhassan Bani-Sadr nel 1981, Sahabi divenne uno degli oppositori interni più tenaci, scontando diversi lunghi periodi di carcere – 15 anni totali, tra regime dello scià e repubblica islamica – ma coraggiosamente portando avanti la propria battaglia politica sino all’indomani delle fatidiche presidenziali del giugno 2009, quando esortò dapprima il popolo a recarsi in massa a votare per i riformisti e poi a scendere in piazza contro l’esito giudicato falsato.
La morte tranquilla di Sahabi, di fatto preannunciata dalla sua grave malattia, è diventata cornice di un’improvvisa tragedia. La figlia del dissidente veterano, Haleh, è stata infatti colpita da un infarto fatale durante le esequie del padre. La 54enne celebre attivista femminista – che si trovava rinchiusa nel carcere di Evin, dove è entrata in seguito ai tumulti del dicembre 2009 – al momento del decesso del padre aveva faticosamente ottenuto un permesso speciale per poter portare un ultimo saluto al genitore.
A nulla sono valsi i tentativi delle autorità di disperdere la vasta folla che si era radunata dinanzi all’abitazione di Sahabi per una cerimonia convocata tramite internet ma priva di qualsiasi autorizzazione.
Secondo l’agenzia di stampa semi-ufficiale Fars, la Sahabi ha avuto un malore naturale. Ma diversi testimoni oculari hanno riferito, tramite i siti riformisti, che Haleh è svenuta in seguito a un alterco con alcuni funzionari di sicurezza, che avrebbero tentato di strapparle dalle mani un ritratto del padre e l’avrebbero colpita allo stomaco.
La morte dei due Sahabi ha causato forte commozione all’interno della tuttora vivace comunità che continua a sostenere la causa dei candidati riformisti Mir-Hossein Mousavi e Mehdi Karroubi, che oggi si trovano nel quarto mese dei propri arresti domiciliari.
I fatti di ieri rappresentano un nuovo capitolo nella singolare “sfida funebre” a cui sono soggetti il presidente Mahmoud Ahmadinejad e la Guida suprema Ali Khamenei. Il confino di Mousavi e Karroubi e i timidi e controversi tentativi, sinora senza successo, per la “rappacificazione nazionale” da parte degli ex presidenti Khatami e Rafsanjani hanno infatti convertito i funerali di personalità considerate vicine all’Onda verde in istanze di furente contestazione.
Le esequie di Nasser Hejazi, amato portiere della nazionale iraniana degli anni Settanta nonché aperto critico delle politiche di Ahmadinejad, sono diventate occasione, la settimana scorsa, per una nuova manifestazione improvvisata dei simpatizzanti dell’opposizione, che hanno scandito cori contro i vertici del regime islamico durante la sepoltura di Hejazi. I funerali di Mir-Esmail Mousavi, il padre ultranovantenne dell’ex candidato, si sono pure svolti in un’atmosfera di grande tensione e senza la presenza del figlio.
La tragedia dei Sahabi potrebbe inoltre avere l’effetto di galvanizzare l’opposizione in vista del 12 giugno, anniversario delle controverse elezioni di due anni fa. I principali siti dell’opposizione hanno invitato la popolazione a partecipare a una marcia silenziosa che dovrebbe snodarsi tra due delle principali piazze di Teheran. Rimane da vedere se le forze di sicurezza si asterranno dal compiere azioni che potrebbero ingrossare la lista sempre più lunga dei “martiri” dell’Onda verde che si è venuta a creare sin dal giugno infuocato del 2009.

Pubblicato in : Primo piano

Info Severino Saccardi

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Andrea Viero

    6 Giugno 2011 alle 19:17

    Caro Severino
    il tuo importante appello è attualmente ignorato dalla “stampa ufficiale” e benissimo hai fatto a renderlo pubblico sulle pagine di pensalibero.
    Mi chiedo cosa fa il mondo “libero”? E l’Europa?
    Perché non sentiamo più parlare delle varie “onde verdi” che, anche se con caratteristiche fra loro diverse, attraversano il mondo arabo? Non dovrebbero essere queste le notizie principali dei telegiornali occidentali?

    Rispondi

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