Poiché niente –secondo un vecchio adagio giornalistico- è più inedito dell’edito, desidero dare a tutti una notizia che è un vero scoop. L’opposizione, intesa come alternativa capace di sostituire l’attuale maggioranza, non c’è più. Ammesso che mai sia stata una ipotesi plausibile, è svanita, liquefatta.
Corre l’obbligo di fare presente a tutti, caso mai se lo fossero dimenticato, che si è ultimamente manifestata una “contraddizion che nol consente”. E’ successo, infatti, che il partito appena fondato da Gianfranco Fini è entrato in crisi sulla ipotesi della grande coalizione per fronteggiare l’emergenza attraverso il pensionamento di Berlusconi. E si è così potuto dimostrare che le cose stanno nel seguente modo.
Se si fa il grande accordo da Vendola a Fini passando per PD e Di Pietro, va in crisi il partito di Fini e anche l’UDC di Casini, gli elettori dei quali non digerirebbero lo spostamento a sinistra.
Ma la tragedia è che se il grande accordo non si fa, allora va in crisi il PD.
Ha ragione da vendere il sindaco di Firenze, il rottamatore Matteo Renzi. Il partito di Bersani è rimasto prigioniero dei suoi tatticismi, del rifiuto pervicace di darsi identità e programma precisi anteponendo a tutto un antiberlusconismo facile quanto scontato. “ Rincorrere Fini e chiunque altro – come ha più volte fatto rilevare Renzi – sconcerta gli elettori e non porta da nessuna parte” . Le convulsioni del FLI sono solo un anticipo delle reazioni a catena che si determinerebbero con la “santa alleanza” basata sull’antiberlusconismo.
Il PD di oggi, demoralizzato, confuso e perdente, è in tutto simile al PSI di De Martino degli anni ’70. E il parallelo può persino suggerire la via d’uscita. Il PSI riuscì a risollevarsi affidandosi ad un leader forte, Bettino Craxi. Lo stesso dovrebbe fare, e in fretta, il PD.
L’uomo che maggiormente possiede le caratteristiche del leader socialista scomparso è proprio il rottamatore Matteo Renzi, il quale non ha per niente quei tratti in comune con Silvio Berlusconi che si vorrebbe attribuirgli. Mentre ne ha molti con Craxi. E’ giovane e irrompe sulla ribalta nazionale dopo essersi radicato in una città, Firenze, come Craxi muovendo da Milano. I due si assomigliano anche per pragmatismo e capacità di rischiare l’intera posta per raggiungere obbiettivi ambiziosi. Non dimentichiamo inoltre che Bettino fu il rottamatore del vecchio partito socialista. Al Midas venne eletto perché i marpioni dell’epoca credevano di poterselo levare di torno appena passata la buriana. Renzi, una decina di anni fa, fu insediato poco più che ventenne, alla guida del PPI di Firenze come re travicello: coloro che ebbero questa idea ancora si stanno medicando le ferite.
Più che alle gite in quel di Arcore, le antipatie e le feroci avversioni che Renzi incontra nel PD sono dovute proprio a questi tratti comuni all’ex leader socialista. E infatti, alle feste dell’Unità, mentre i “compagni” inserivano nel menù la porchetta “alla Bettino”, a Silvio Berlusconi, ricordiamolo, venivano riservate standig ovations per l’imprenditore moderno che aveva saputo creare la nuova TV.
Tramontata ormai l’ipotesi di dare vita ad una maggioranza-ammucchiata per sostituire Berlusconi senza andare al voto, il PD dovrebbe convincersi che una tale alleanza (da Vendola a Casini e Fini) è improponibile anche come cartello elettorale. E affidarsi ad un uomo nuovo e, soprattutto, estraneo ad un gruppo dirigente plurisconfitto. Lo faccia prima che sia troppo tardi.
Renzi potrebbe essere il nuovo Craxi per dare fiato al PD privo di identità e strategia. Per questo in molti lo odiano
Di Nicola Cariglia Se si fa il grande accordo da Vendola a Fini va in crisi il centro. Ma la tragedia è che se il grande accordo non si fa, allora va in crisi il PD che demoralizzato, confuso e perdente, è in tutto simile al PSI di De Martino degli anni ’70. E Renzi potrebbe forse risollevarlo come fece Craxi con i socialisti.

Ciao Nicola,
Renzi come Craxi è un decisionista mentre la classe politica di oggi e conservatrice.
Noi lo abbiamo votato e fatto votare. Con tutti i nostri amici riuscimmo a fargli vincere le primarie. Il difficile era li. Alcunimiei amici moderati convinti nella scelta gli misi però a disagio: ma come, mi dicevano; ci mandi a votare nelle case del popolo……. noi non ci siamomai stati…..
Giuliano Sottani craxiano doc
Mi fa piacere che si discuta e che si manifestino considerazioni diverse.
Mi piacerebbe, se possibile, che non si confondesero tra di loro le analisi e i desideri.
Ho fatto un accostamento (Renzi-Craxi) che è tutt’altro che arbitrario: ci sono analogie fra le condizioni del PD di oggi e quelle del PSI all’epoca del Midas e ci sono tratti comuni (positivi e negativi) di carattere personale.
Dopo aver scritto l’articolo ho acquistato un libro si Renzi scritto da un giovane giornalista del Corriere, Davide Allegranti, che segue Renzi da tantissimo tempo, praticamente dall’inizio della carriera.
Dalla lettura di questo libro, di cui parlerò in un prossimo articolo, la mia convinzione esce rafforzata.
Concordo con Marini e Civitano.
Caro Nicola.
Il tuo scoop: “Renzi potrebbe essere il nuovo Craxi” mi sorprende quando affidi al coraggioso Sindaco di Firenze il compito di migliorare l’immagine del PD arroccato sulla lotta a Berlusconi e trascurando il minimo impegno a risolvere i gravi problemi del Paese. Il PD, afflitto da lotte interne, incapace di svolgere un ruolo di critica costruttiva in Parlamento è disperatamente in cerca di alleanze innaturali per distruggere Berlusconi.
Quale convinto socialista Nenniano mai sognerei di spendere una parola in favore del PD i cui dirigenti hanno il DNA staliniano, anche se nel Parlamento Europeo si professano socialisti. Voglio ricordare che Nenni e Craxi riconobbero e sostennero la politica anticomunista di Saragat.
Premesso ciò, mi dispiacerebbe veramente vedere Matteo Renzi, l’agnello lasciato solo tra le iene affamate e assetate di sangue. Possono sembrare irriguardose e inopportune tali parole, ma la verità sta tutta in quelle affermazioni. Il PD utilizzando i giudici d’ideologia di sinistra per combattere e distruggere l’avversario politico, significa che non si ha stima dei giudici stessi e si vuole instaurare la dittatura, che, per fortuna dell’Umanità, sta scomparendo in molti Paesi.
Vedrei Renzi continuare ad affermare i suoi principi laici, riformisti, democratici e liberali in una realtà politica che possa radunare intorno a sé tutti quelli che s’ispirano a tali principi.
Domenico Civitano
Caro Nicola, la questione di una resurrezione del PD (che a me interessa solo sul piano sistemico, essendo il principale partito di opposizione – non come elettore) mi pare una battaglia persa. Nei suoi pochi anni di vita, che avrebbero dovuto essere anni di entusiasmo e di costruzione, ha mostrato il proprio nulla. Renzi non ha provato a riempire questo nulla se non con un po’ di chiacchiere, di slogans fuori dal coro. Il paragone con Craxi mi pare improponibile perché Craxi, nel bene e nel male, è stato un gigante. Al PD occorre che qualche coraggioso, dall’interno, proponga di staccare la spina. E’ una casa mal nata e il rimedio è uno solo.
L’ interrogativo é angosciante : “cosa ha fatto per gli omosessuali?” ! Qui sta la vera politica ,nel bacio in bocca alla russa ! Secondo me qualcuno non perdona a Renzi di aver fatto tre figli ! Fintanto avremo dei commenti del genere ,povero mondo ! Non capite che Gheddafi sta cadendo per questo …
Caro Nicola
sono d’accordo (come avrai già compreso dal mio commento al tuo articolo del 17 u.s.). Infatti “se i cittadini di Firenze riconoscessero le potenzialità di questo Sindaco (l’intelligenza, il coraggio e la misura), forse potremmo iniziare a risalire la china.”
Purtroppo i giovani leoni del PD vicini a Renzi, come lui del resto, fanno ragionamenti che richiamano il detto di Mastro-don Gesualdo “Levati di lì e dammi il fatto tuo!”. Di idee nuove, alternative, non se ne vedono al di là di un pragmatismo superficiale. Aspettiamo e vediamo – vista la situazione generale – se i giovani leoni in tempi brevi, molto brevi, riescono a proporre qualcosa di alternativo ai maggiorenti del partito.
Caro Nicola, Renzi ha il grave torto – visto dalla parte del Pd – di dire la verità, solo la verità, nient’altro che la verità….capirai, di questi tempi, si può finire linciati per molto meno. Tranne che qui, tra persone che ancora fanno uso del cervello e di una buona caapcità di analisi politica o viziata dal pregiudzio idelogico. E dunque sosteniamo Matteo.
Caro Nicola,
ho appena fatto una cosa insolita, ho fato il copia e incolla del tuo articolo, poi il controllo degli errori, posso così felicitarmi, che la tua vista è perfetta, anzi è questo correttore sbagliato che vorrebbe “Lo” PSI e altre americanate come “standing”, che non mi preoccupa, conoscendoti!
Sulla necessità di Renzi a sinistra, siamo tutti d’accordo, sarà da vedere se da solo o insieme a molti giovani moderni come lui, credo che molti giovani sindaci possano dare prova di buone capacità gestionali e moderazione, migliorando la sinistra rissosa e impresentabile dell’attuale, indecente, PD.
Dal tempo di Berlinguer fino al primo D’Alema c’era una certa nobiltà di pensiero a sinistra, si uccideva nobilmente, con un solo colpo, quello decisivo.
Oggi non sono più neppure ai “duelli rusticani”, siamo ai cani rabbiosi, a mordere da tutte le parti, senza ottenere nulla, ma senza mai smettere.
D’Alema, quando ha fatto cadere Berlusconi, ci stava trattando da persona civile, invece così il PD fa una brutta fine, finisce al zero virgola, alla Di Pietro.
Perciò non so, se per le prossime elezioni, per Renzi, ci sarà ancora un PD…
Renzi? Affidare un partito a qualcuno, vuol dire conoscere prima cosa vuol fare, quale sia il suo programma per l’Italia! Per ora Firenze é un bruttissimo esempio da seguire, l’amministrazione fa costruire un mostro nel deserto culturale che l’Italia e Firenze é diventata, il nuovo Maggio Musicale Faraonico, quando tutte le realtà musiciali della regione stanno chiudendo!
Questo é il male italiano, ci vuole sempre un duce per convincere la gente…..si passerebbe da Berlusconi a Renzi, e i programmi? Si antepone il duce a tutto? Eppure Craxi, sebbene qualche merito lo ebbe, non ha fatto una bella fine….volete un altro mini Ben Ali con moglie che fa shopping nelle boutiques degli stilisti di tutto il mondo a spese nostre? Cosa propone Renzi per Sanità, pensioni, scuola, lavoro, scelte di società di cui l’Italia non puo’ piu fare a meno, quale é la sua posizione sui diritti degli omosessuali? E come pensa di far fronte ai problemi legati all’avanzare dell’età e delle malattie che sono un fardello per le famiglie che devono sopportare con aiuti ridicoli questi sforzi? Si parli prima dei programmi, di come si voglia comportrarsi con i dittatori sanguinari sparsi ovunque e in caduta libera e dirci se per i soldi si devono calpestare tutti i principi oppure se si ha un’altra via…..
Si chiami Renzi, o Pinco o Pallino, non ce ne frega una cavolo, invece anche qui si inneggia al duce.
Concordo pienamente con il tuo pensiero Nicola.
Penso che Renzi sia quella cosa nuova di cui ha bisogno, e teme allo stesso tempo, il PD.
Ho sentito qualche sera fa in TV l’intervista a Renzi per la presentazione del suo libro e lì lui ha detto una cosa eccezionalmente vera e fondamentale:
“non si deve odiare l’avversario politico ma lo si deve solo sconfiggere politicamente”
queste per me sono parole sacrosante e, credo, che fintanto che i maggiori esponenti del PD e di tutti gli altri partiti della sinistra ed i loro pseudo-alleati, non capiranno questo porterano il loro partito sempre più alla deriva.