La manifestazione degli studenti contro la riforma del ministro Gelmini mai avrebbe potuto degenerare a tal punto da provocare danni per ben venti milioni di euro alla città di Roma.
E’ evidente che nel corteo degli universitari si sono inseriti i teppisti con il compito di trasformare la manifestazione pacifica in una vera guerriglia urbana a sfondo politico, al segnale di vittoria su Berlusconi.
Sarebbe stata doppia vittoria addebitare la responsabilità della guerriglia e relativi danni, a Berlusconi inferocito per la sconfitta in Parlamento per opera dell’opposizione.
Subito la sinistra avrebbe paragonato Berlusconi a Nerone, che per fare dispetto al popolo romano ordinò l’incendio della città.
La sinistra avrebbe applaudito al senso di responsabilità per l’arresto dei più violenti, dimostrato solidarietà agli agenti della forza dell’ordine colpiti a sangue, ai tanti cittadini romani per aver subito vetrine di negozi rotte, auto della Polizia e di cittadini date a fuoco, cassonetti rovesciati e incendiati, bombe carte, fumogene e oggetti contundenti lanciati contro gli agenti e il giorno dopo favorire la scarcerazione dei delinquenti.
E’ condivisibile l’amarezza espressa dalle forze dell’ordine che hanno corso seri rischi per fermare i teppisti e assistere a distanza di un giorno alla messa in libertà dei teppisti più pericolosi da parte dei giudici.
E’ convinzione dei poliziotti e dei carabinieri che il loro lavoro non sarà efficace senza il coordinamento con la magistratura.
Gli agenti che hanno subito aggressioni e riportato lesioni non possono ammettere che l’imputato subisca pene irrisorie o sia scarcerato subito.
E’ una fatalità che spesso si parla in tutto il mondo dell’Italia per gli scontri tra teppisti e forza dell’ordine, pubblica. Non è stato ancora dimenticato il G8 di Genova, che già si parla con sdegno di quanto successo a Roma il 14 di dicembre.
L’unanime condanna per la guerriglia di Roma porta a ritenere che sia indispensabile la “repressione” dei comportamenti che rovinano i patrimoni e la democrazia di un paese civile.
E’ encomiabile la dichiarazione del Sindaco di Roma secondo cui il Comune di Roma si costituirà parte civile contro chi ha provocato i danneggiamenti che costeranno agli Italiani venti milioni di euro.
Va preso atto che con questi uomini politici capaci appena di pensare ai loro personali interessi a nulla vale l’appello del Capo dello Stato e della Santa Sede ad abbassare i toni della polemica politica e a risolvere i problemi del Paese con spirito unitario.
Domenico Civitano

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