Ill.mo Sig. Presidente del Consiglio dei Ministri,
che brutta cosa e che delusione deve essere per lei questa storia della on. Carfagna, di colpo eroina dei Suoi nemici. Si intuisce che Le deve, se non tutto, almeno ciò che è in politica: parlamentare, ministro per le pari opportunità, dirigente del PDL. E Lei, presidente, perché si ostina a portare in Parlamento e addirittura al governo persone che mai assumerebbe, nemmeno in ruoli di poca importanza, a Mediaset o in qualsiasi altra delle Sue imprese?
Avesse dovuto conquistarsi i gradi sul campo, la signora Carfagna probabilmente sarebbe ancora alle schermaglie di qualche sezione o comitato provinciale del suo partito. Invece, sig. Presidente, ha potuto contare sulla Sua stima che, però, non avrebbe potuto catapultarla dove si trova se nel Suo partito (ma anche negli altri) vigesse democrazia interna. La signora Carfagna avrebbe dovuto, per tempo, misurarsi con le asprezze della politica. Ed oggi non avrebbe reagito così puerilmente (o strumentalmente) a qualche critica piovutale addosso nell’ambito di un durissimo scontro interno del quale nemmeno si conoscono bene i motivi.
Quando La accusano di mettere a repentaglio la democrazia italiana, sig. Presidente, non posso fare a meno di riflettere sulle misere condizioni del nostro Paese. Dove ci dobbiamo sorbire tutta la retorica di un inesistente bipolarismo ma nessuno accetta fino in fondo la vittoria dello schieramento avverso. Dopo sedici anni trascorsi da protagonista assoluto della politica italiana, Lei, presidente Berlusconi, da questo punto di vista non deve dimostrare niente a nessuno. Non è la democrazia tout court il problema italiano bensì il metodo di selezione della sua classe dirigente.
Del Suo partito, il PDL, Lei è padrone assoluto, addirittura per statuto, più di quanto lo siano gli altri segretari o presidenti che, pure, non scherzano. E di questa legge elettorale che consente di attribuire il laticlavio senza passare al vaglio dei cittadini, Lei, dopo averla varata, è il più strenuo difensore nonostante siano evidenti le mostruosità generate.
Mi creda, Presidente: non giova nemmeno a Lei e sicuramente non giova al Paese che deputati, senatori e massimi dirigenti dei partiti ricevano investitura e legittimazione dall’alto. Lo avrà già scoperto che niente di ciò che si aspettava dai tantissimi che ha elevato al rango di classe dirigente si è realizzato: merito, fedeltà, riconoscenza. Cambi la legge elettorale quanto meno ripristinando le preferenze. E faccia del Suo partito una casa di vetro nella quale le decisioni scaturiscano da libere discussioni concluse, come era una volta, da votazioni. E, soprattutto, dove i dirigenti non siano imposti dall’alto, a qualsiasi livello, ma vengano scelti tramite voto. La politica non può che essere luogo di scontri che non devono essere drammatizzati ma risolti democraticamente. Ed il metodo migliore per selezionare la classe dirigente è quello darwiniano: confronto duro, e vada avanti chi vince, anche se non sempre chi vince è il migliore.
Se Mara Carfagna e tanti altri che già l’hanno delusa, fossero passati da queste prove, avrebbero acquisito maggiore umiltà assieme alla consapevolezza che non tutto è dovuto dal momento che non tutto è possibile acquisire nemmeno avendo e dimostrando grandi meriti. Perciò, Presidente, diventi il paladino della democrazia nei partiti, rinunci ad esercitare il suo intuito: il metodo che ha esercitato con successo da imprenditore non funziona in politica. Dove si devono servire lo Stato e i cittadini, non un padrone che il 27 di ogni mese ti retribuisce in proporzione di quanto lo hai soddisfatto.
Perciò, con coraggio, compia questa rivoluzione. Avrà meno delusioni. E renderà un grandissimo servizio all’Italia.
Con il rispetto dovuto al Capo del governo del nostro Paese La saluto con viva cordialità.
Nicola Cariglia

In effetti Berlusconi potrebbe recuperare consensi clamorosi proprio facendo quello che aveva ipotizzato : riduzione drastica delle poltrone “onorevoli”,e limatura energica sui benefits. Se non lo fa…è perchè non glielo fanno fare , coperti come sono dalla “immunità elettorale” ! In questo sistema ,il capo viene condizionato totalmente dai suoi dipendenti ,nel bene e nel male.
Andrebbe cancellato tutto ! A cominciare dall’immagine de lo “elettore fedele all’idea” ,che poi non si sa più quale sia…C’ è da rottamare non solo la nomenklatura ,ma anche un certo tipo di condotta. Riscoprendo valori condivisibili e condivisi. Ci si fa ?
A me sembra che il ministro Carfagna si sia mossa su suggerimento di Berlusconi perche’ in Campania il partito non ascolta proprio tanto il vertice nazionale il Presidente. Comunque perche’ in Italia la democrazia inizi il proprio cammino c’e’ bisogno del coraggio dei magistrati, che facciano il piu’ possibile chiarezza sui misteri (passati presenti e speriamo non futuri)d’Italia.
Non c’e’ paese al mondo dove in un periodo di pace siano state ammazzate tante persone come in Italia.
Sacrosanto è l’appunto di Luigi. Bersani fa davvero pena. Ma incarna bene la sinistra rancorosa e parolaia da cui non c’è da aspettarsi niente sia che rottami o sia rottamata.
Un’ultima cosa, riguardo l’opposizione a Berlusconi,
il povero Bersani, rimasto senza altre cartucce, si è ridotto a mostrare il suo libretto pieno di 30, quanti cretini abbiamo conosciuto che negli anni dopo il 68, specialmente 72-74 a Venezia, Bologna, Trento si sono riempiti di 30 “Politico”…
Rispetto?!? Ma Cariglia, dia un’occhiata all’ultima uscita del ministro Bondi che piazza al sicuro tutta la sua famiglia, e lei mi parla di rispetto?
Ma per favore, qui ci vuole una rivoluzione, altro che chiacchiere!
L’Italia ormai é una s.p.a, società prostitute attive, con il rispetto per le prostitute vere! Queste e i loro protettori sono della peggiore specie, tutti baciapile, tutti schifosi e zozzi.
Lei, Cariglia, é troppo gentile, non funziona.
Caro Nicola,
Se ti metti a dargli consigli c’è il rischio che ascoltandoti diventi un grande uomo oltre che un vero politico e poi brilli di luce non propria, credo che dovresti essere di più difficile interpretazione quando consigli e semplice quando lanci le tue proposte, ma cosa non sei disposto a fare, per il bene dell’Italia…
Con il sistema di poter portare in parlamento chi vuole il leader,il presidente è riuscito a crearsi un collegio di difesa che lo preserva da qualsiasi attacco dalla giustizia, e questo gli è riuscito in tutto questo tempo,ma quando sarà gioco forza dover affrontare i problemi politici non credo che possa essere all’altezza e nella situazione in cui versa l’Italia in questo momento penso che sia difficile per tutti.
Giannellini magari ha ragione ; ma va considerato anche che “la politica cosiddetta democratica ” obbliga spesso ad un bello shampoo ,e magari a una spuntatina,come operazioni di routine…
Un minimo di controllo “esterno” c’ è sempre.
temo che le cose non siano così semplici;
la politica cosiddetta democratica ha sovente selezionato quelli col pelo più lungo..