Oggi si cita ancora DIOGENE e la sua “lanterna”, in cerca dell’UOMO senza macchie e senza difetti, perché le brutture umane che avvenivano intorno al primo secolo a.C., sono presenti oggi a tutti i livelli sociali, culturali e istituzionali.
DIOGENE, nella realtà quotidiana, sarebbe ridicolizzato, definito pazzo per le sue idee contrarie alle lotte per il consolidamento del potere politico, economico, giudiziario, e per la conquista di nuovo potere con particolare riferimento ai mezzi, di comunicazione, sia televisivi e sia della carta stampata in generale.
In questa realtà politica Diogene dichiarerebbe la sua ricerca, una pericolosa pazzia trovandosi al cospetto dell’ex giudice On. Di Pietro, che in riunione pubblica alla Camera dei deputati afferma, rivolgendosi direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, di trovarsi di fronte ad uno “stupratore della Democrazia” in Italia e non al “Capo del Governo”. La stessa cosa direbbe per l’on. Bersani (Segretario nazionale del Partito Democratico), che dichiara “incommentabile” il discorso di Berlusconi alla Camera. La medesima considerazione esprimerebbe per gli onorevoli Casini, La Malfa, Veltroni e Franceschini.
DIOGENE, che litigava con Platone per delle affermazioni di quest’ultimo in questioni di diritto sociale, avrebbe coperto di male parole l’ex giudice Di Pietro per la “Diffamazione” a Berlusconi.
A sopportare le conseguenze negative di tanta bassezza cultural- politica è il Popolo italiano che assiste alle lotte tra i parlamentari per ambizioni di potere.
L’azione sconcertante e deplorevole, sotto tutti gli aspetti, è stata il tradimento di Fini, che aspira a diventare o Capo del Governo o Capo dello Stato.
La crisi economica mondiale che sta creando milioni di nuovi poveri in Italia, dove i casi di suicidio e di depressione fisica non si contano più, non ferma i facoltosi onorevoli dell’opposizione a sospendere la lotta a Berlusconi e aiutare doverosamente il Governo a uscire da tale situazione critica e pensare a chi ha perduto il posto di lavoro, ai giovani disoccupati, ai bambini poveri, ai fallimenti delle piccole aziende, al degrado della Sanità.
A confermare l’incapacità della minoranza a creare una credibile scelta politica contro il Governo Berlusconi è la discesa in campo del comico Beppe Grillo, che critica duramente per incapacità operativa sia la maggioranza e sia la minoranza. Egli promette di raccogliere un buon numero di deputati per imporre la propria linea politica alla futura maggioranza che si verrà a formare in Parlamento dopo le elezioni che lo stesso Grillo vede entro poco tempo.
Beppe Grillo parte male, perché non parla dello stillicidio su Berlusconi da parte dei giudici dichiaratamente di sinistra. Egli ignora volutamente l’accerchiamento e la caccia agli uomini del Presidente da parte delle procure di mezza Italia. Basti citare Schifani a Palermo, Letta a Lago negro, BERTOLASO e SCAJOLA a Perugia, VERDINI a Firenze, COSENTINO a Napoli, Dell’Utri a Roma.
DIOGENE DI SINOPE (CITTA’ TURCA) CON LA SUA LANTERNA AVREBBE CERCATO INVANO ANCHE OGGI L’UOMO, DA LUI IMMAGINATO, SENZA AMBIZIONI, INVIDIE E CATTIVERIE.
di Domenico Civitano

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