Questa nuova iniziativa di Pensalibero vuole colpire al cuore il vero problema italiano in questo momento: la sede delle decisioni e delle scelte che deve tornare ai cittadini che ne sono stati espropriati. In altre parole, l’obbiettivo è una battaglia, non facile, per ripristinare il concetto di sovranità popolare garantito da tutte le Costituzioni liberali e democratiche. Intendiamo condurre questa battaglia tenendo ben fermi pochi punti cardinali:
1- primarie obbligatorie per le consultazioni elettorali di ogni livello. Quanto prima proporremo il testo di una proposta di legge che potrà essere di iniziativa popolare o consegnata a parlamentari che se ne vorranno fare carico. Prima ancora il testo sarà presentato, discusso e approvato in una manifestazione pubblica;
2- abbiamo individuato il meccanismo delle primarie perché restituisce ruolo ai cittadini in entrambi i casi: che si vada verso un sistema di collegi uninominali o che si voti per liste con voto di preferenza;
3- il problema di una limitazione dei mandati per legge resta aperto. Siamo consapevoli che in questo momento il limite sarebbe utile e darebbe una scossa necessaria al cambiamento. Ma è un limite al potere del popolo che deve, in ultima analisi giudicare e decidere. Decideremo strada facendo sulla mbase della discussione che apriremo.
Per lo stesso motivo le primarie non devono essere imbrigliate da quote riservate per sesso o per età. Le quote, come abbiamo visto, non sono un buon criterio per selezionare la classe politica, tuttaltro.
4- importantissimo: le spese per le primarie DEVONO essere detratte dalle somme destinate ai cosidetti “rimborsi” elettorali, in realtà finanziamento ai partiti, che sono ingenti: un euro ad elettore all’anno, per ogni livello di consultazione: Camera, Senato, regionali, europee, referendum. Una parte almeno del tesoro sia destinata a garantire un minimo di democrazia.
Ancora una volta Pensalibero chiama a raccolta coloro che non si rassegnano alla democrazia dimezzata e ad una classe politica incapace di decidere e di risolvere i problemi reali del Paese. Ci auguriamo di non essere lasciati soli in questa battaglia. Facciamo appello ad una mobilitazione con gli strumenti della moderna comunicazione telematica. Vi preghiamo di condividere i contenuti del nostro appello attraverso i social network come Facebook e Twitter e attraverso le vostre mailing list. I contenuti definitivi della proposta saranno poi discussi e approvati in una pubblica manifestazione.
Nicola Cariglia
RESTITUIRE AL POPOLO LA SOVRANITA’ E’ IL VERO PROBLEMA ITALIANO
Ancora una volta Pensalibero chiama a raccolta coloro che non si rassegnano alla democrazia dimezzata. Vi preghiamo di condividere i contenuti del nostro appello attraverso i social network come Facebook e Twitter e attraverso le vostre mailing list. I contenuti definitivi della proposta saranno poi discussi e approvati in una pubblica manifestazione.
Di Nicola Cariglia

Caro Luca,
è sempre un piacere discutere con te perchè dici cose che senti dal profondo e che anche per me sono giuste.
Però penso anche che, in politica, sono più importanti le cose che si POSSONO fare rispetto a quelle che si DOVREBBERO fare.
La proposta di Pensalibero per le primarie obbligatorie per legge tiene conto di ciò.
Se i partiti avessero una loro vita democratica; se le leggi elettorali non avessero espropriato gli elettori a vantaggio degli oligarchi inamovibili, e se mile altre cose, non avremmo preso questa iniziativa.
Un caro saluto.
evviva Luca, salvo che per i manifesti (tanto sudicio inutile e tanta illegalità gratuita)
Caro Nicola,
da sempre penso si dovrebbe riformare la legge sul finanziamento pubblico ai partiti politici, ovvero stabilire che non ci debbono essere finanziamenti diretti, bensì “servizi” pubblici garantiti a ciascuna forza politica, che potrebbero essere espletati nel seguente modo: spot gratuiti durante la campagna elettorale (e non tribune elettorali) garanti a tutte le forze politiche in una rete del servizio pubblico radiotelevisivo (le altre due reti, a parte mio, andrebbero completamente privatizzate) ed eventualmente anche nelle reti del servizio privato.
Altro servizio potrebbe essere quello di fornire stampa e affissione gratuita dei manifesti alle forze politiche politiche durante la campagna elettorale.
Null’altro dovrebbe essere garantito dallo Stato: che ciascuna forza, in regime rigorosamente proporzionale puro, concorra liberamente e con propri danari ad avere propri rappresentanti.
Caro Luca,
chi mai contesterebbe ciò che dici. I soldi per le primarie aiutano, meglio averli che no.
E per elezioni senza primarie? E per controllare i partiti facendo a meno della democrazie? Dobbiamo dire no, per questo, anche ai partiti?
la penso un pò come Luca, anche se la democrazia dei partiti è esattamente quello che ora non c’è. Occorrerebbero regole, anche nel rispetto, se non ricordo male, di un articolato costituzionale che per partiti e sindacati avrebbe voluto qualche decenza. Ma per votare non c’è obbligo di essere iscritti ad un partito (la nostra Costituzione si dice sia il non plus ultra). Nemmeno nelle primarie, non so se sia vero che per Renzi si sia mobilitata Forza Italia. Nei partiti via via sono rimasti quelli col pelo più lungo, o con la visione più corta.
Insomma ci sarebbe da pensarci bene, prendendo spunto dalle domande di Alessandra.
Accorreremo numerosi..
Personalmente penso che il sistema delle primarie sia totalmente ridicolo ed inapplicable per un Paese piccolo come l’Italia che ha un sistema elettorale e partitico completamente diverso da quello degli USA.
Primarie serie, se proprio devono essere fatte, hanno senso solo in presenza di due o tre partiti.
Ed ove all’interno degli stessi si contrappongono candidati DANAROSI che spendono il PROPRIO DANARO (e non quello pubblico) per farsi designare a candidato.
Ne consegue che, nella stragrande maggioranza dei casi, non è tanto la sbandierata “volontà popolare” a primeggiare, quanto l’investimento in danaro e la quantità di ammanicamenti lobbystici (visti anche in senso positivo, per carità) del singolo candidato alle primarie.
Personalmente lo trovo un sistema ridicolo e dettato più da un tipo di politica ridotta a show-business, che un sistema equo e democratico.
Non mi immagino se applicato ad un Paese come il nostro…..
Penso piuttosto che si dovrebbe tornare alla democrazia dei partiti. Partiti come scuole di cultura politica e di governo, con circoli, seminari, convegni, centri studi.
Diversamente ha ragione Gianna Tani – la signora dei talenti – : si organizzino dei casting come quelli per la televisione.
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Personalmente penso che il sistema delle primarie sia totalmente ridicolo ed inapplicable per un Paese piccolo come l’Italia che ha un sistema elettorale e partitico completamente diverso da quello degli USA.
Primarie serie, se proprio devono essere fatte, hanno senso solo in presenza di due o tre partiti.
Ed ove all’interno degli stessi si contrappongono candidati DANAROSI che spendono il PROPRIO DANARO (e non quello pubblico) per farsi designare a candidato.
Ne consegue che, nella stragrande maggioranza dei casi, non è tanto la sbandierata “volontà popolare” a primeggiare, quanto l’investimento in danaro e la quantità di ammanicamenti lobbystici (visti anche in senso positivo, per carità) del singolo candidato alle primarie.
Personalmente lo trovo un sistema ridicolo e dettato più da un tipo di politica ridotta a show-business, che un sistema equo e democratico.
Non mi immagino se applicato ad un Paese come il nostro…..
Penso piuttosto che si dovrebbe tornare alla democrazia dei partiti. Partiti come scuole di cultura politica e di governo, con circoli, seminari, convegni, centri studi.
Diversamente ha ragione Cinzia Tani:
http://www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
Trovo giustissime le osservazioni di Alessandra e direi una bugia se pretendessi di avere le risposte ai quesiti. Ne dovremo parlare tutti assieme se l’iniziativa decollerà.
Il problema dell’esercizio della sovranità popolare nel nostro Paese esiste. La proposta di primarie obbligatorie, qualunque sia il sistema elettorale, pone una serie di domande:
– Chi partecipa alle primarie? Tutti coloro che intendono candidarsi a una carica pubblica?
– Tutti gli elettori e le elettrici indistintamente possono andare in qualche sede ed esprimere la loro scelta su tutti gli aspiranti candidati? Oppure le primarie sono riservate a chi è già iscritto a partiti e movimenti?
Altro problema è il rinnovamento della classe politica. Lo sbarramento del numero dei mandati impone persone diverse, ma siamo sicuri che il nuovo a tutti i costi sia il modo migliore per evitare il formarsi di posizioni di potere inossidabili?
Comunque, grazie a Nicola Cariglia che ha avviato il discorso.