La comunicazione resa da Michele Santoro, in data 20.5.2010, sulla chiusura della trasmissione televisiva Annozero, a seguito del divorzio consensuale con la RAI, ha sorpreso il grande pubblico televisivo, sia per l’infelice scelta del momento e sia per l’aspetto prettamente monetario del divorzio, mentre dilaga nel Paese una profonda crisi economica.
E’ deludente e irritante la spiegazione resa, in trasmissione Annozero, dallo steso Santoro sulle cause del citato divorzio consensuale.
Egli sostiene di interpretare correttamente l’Art. ventuno della Costituzione e di fare corretta informazione, per la gente che deve sapere dove si annidano i ladri, i corrotti, i corruttori, i mafiosi e i loro protettori.
Santoro afferma di essere incompreso dai dirigenti della Rai perché costoro non concepiscono il suo modo di fare notizia in piena libertà di espressione e di analisi del tema in discussione.
La fine del talk show del giovedì sera su Rai due è dovuta al mancato sostegno delle forze di sinistra, chiamando in causa particolarmente il PD e il Segretario nazionale Bersani e Antonio Di Pietro per l’Italia dei Valori. Santoro invita i due Segretari a dare una risposta chiara sulla loro convenienza a chiudere la trasmissione Annozero.
Comunicata la notizia, esaurito i rimproveri, scivola sull’argomento delicatissimo del suo contratto di lavoro con la Rai. Egli sostiene che il problema retribuzione non dovesse interessare nessuno e che averlo sollevato è una cattiveria vera e propria nei suoi confronti.
Santoro, che denuncia chi si arricchisce smisuratamente, mentre si allarga l’area della povertà, della precarietà, dell’umiliazione di dover elemosinare un pezzo di pane, contratta con la Rai l’entità del prepensionamento e il costo per il nuovo impegno con la stessa Rai, da libero professionista.
Per le cifre che si citano in merito al divorzio consensuale, dovrebbe vergognarsi prima la Rai e poi Santoro per il sol parlare di miliardi di vecchie lire da trasferire da una tasca pubblica (lo Stato) a una privata (Santoro), in un momento di crisi economica che sta facendo tremare industrie grandi e piccole, famiglie di lavoratori in cassa integrazione, Enti locali, scuole e servizi.
Più irritante è la tesi di Santoro secondo cui sbaglia chi fa cenno ai milioni di euro da movimentare tra la Rai e lui, perché si tratta di un fatto di rapporto contrattuale personale previsto da norme vigenti.
Santoro, che parla sempre d’illeciti arricchimenti, non ha pensato nemmeno per un attimo che cittadini benpensanti stanno considerando che con gli euro che prenderà per due anni di lavoro per la Rai, ma come consulente, circa mille operai lavorerebbero un anno, con una retribuzione mensile da 1200 a 1500 euro.
Santoro farebbe bene a capire che chi lo ascolta il giovedì sera non condivide tutte le sue tesi. La gente prende atto del livello di astiosità raggiunto contro Berlusconi. Lo conferma lo stesso Santo quando si scaglia contro la sinistra tutta che l’ha abbandonato nella difficile lotta contro la destra Berlusconiana.
Il gioco di Santoro è oramai noto a tutti. Il fine di Santoro presentatore arrogante e narcisista è il guadagno da lucrare in rapporto all’ascolto che produce in favore della Rai. Domenico Civitano
I DIRIGENTI RAI NON POTEVANO SCEGLIERE MIGLIOR MOMENTO E LUOGO, PER SCATENARE IL CASO SANTORO A DISPETTO DELLA PREOCCUPANTE CRISI ECONOMICA IN ATTO IN ITALIA.
di Domenico Civitano

Lascia un commento