Alfonso de Virgiliis, un leone sempre pronto a nuove sfide e a vincerle . Ideatore del Premio Galileo 2000 ne ha fatto la manifestazione culturale e mondana più importante di Firenze, un appuntamento annuale capace di stupire ogni volta gli invitati che giungono da tutto il mondo per parteciparvi. La nuova sfida è la presidenza della Regione Toscana, una sfida tutt’altro che facile dato la ferrea tradizione rossa della regione che in questa tornata si affida al suo decennale assessore alla sanità Rossi (95% di sanità pubblica), ma sicuramente è proprio questo che piace ad Alfonso – vincere l’impossibile!-L’occasione gli è stata offerta dal Partito Radicale e da suo cugino Giacinto (Marco )Pannella –“Un’opportunità per dire grazie alla Toscana per quanto mi ha dato, come avrei potuto rinunciare ?!” Alfonso è abruzzese ma da una vita vive in Toscana a cui è legatissimo sopratutto per la cultura fastosa e rinascimentale che trova in lui un’ espressione contemporanea come pochi altri infatti il suo sogno è la rinascimentale centralità dell’uomo -L’uomo come fine non come mezzo !-
1) La lista Bonino-Pannella “corre” da sola. Il solito, vecchio e vano, egocentrismo pannelliano? O altro?
Correre da soli è stata una scelta obbligata. Questa Regione paga la sclerotizzazione di un sistema politico ingessato, con un blocco di potere che governa indisturbato da tanto, troppo tempo. Quello che forse è ancor più grave è l’inconsistenza dell’opposizione, con quello che oggi è il PDL che ha sempre dato l’impressione di giocare a perdere, segnalandosi più per gli accordi con il centrosinistra che per la costruzione di una proposta politica alternativa. La Toscana è governata da un monoblocco partitocratico che vede sinistra e destra recitare la loro parte senza darsi fastidio; lo dimostra l’accordo sulla legge elettorale e l’aumento dei consiglieri regionali nella scorsa legislatura: accordi che sono costati cari a tutta la cittadinanza.
2) Un azione concorde delle minoranze laiche sarebbe necessaria per l’abrogazione della infame legge elettorale toscana voluta e votata insieme da PD e PDL. Quale è la sua opinione?
Di quale minoranza laica stiamo parlando? Quelle che erano le forze laiche, quei partiti che un tempo hanno saputo essere protagonisti anche di tante lotte di libertà e laicità condotte insieme ai radicali, oggi sono disperse, silenti. Io parlo per me e dico che ci adopereremo in consiglio regionale per restituire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri candidati contro questa legge elettorale che fa in modo che siano le segreterie dei partiti a decidere chi deve essere eletto e chi no. Ripeto: lo hanno deciso assieme, destra e sinistra, e senza nessuno che si stracciasse le vesti anche tra i partiti minori presenti in consiglio regionale. Sull’aumento ingiustificato e solo a fini spartitori del numero dei consiglieri hanno dovuto fare marcia indietro, dovranno farlo anche sul resto. Non si dimentichi poi che la legge elettorale regionale è servita come prova generale per esportare le liste bloccate a livello nazionale.
3) Lei ha detto che “il problema dell’immigrazione non si risolve solo con i CIE” (Centri Identificazione Espulsione). Ma questi CIE, secondo lei, devono essere realizzati anche in Toscana? Si o no?
Il fenomeno dell’immigrazione non si risolve con i reati d’immigrazione clandestina, con le ronde e con i ghetti, basti vedere gli ultimi avvenimenti di via Padova a Milano; deve invece essere governato e gestito a partire dall’inclusione e integrazione, lavoro, scuola, case.
L’immigrante è un essere umano? Allora trattiamolo come tale, la legge viene dopo.
La legge è stata fatta per l’uomo, non l’ uomo per la legge.
Il problema dell’ immigrazione non è solo l’immigrato.
Non dimentichiamo che la storia dell’umanità è fatta di migrazioni: le società chiuse tendono a non svilupparsi.
L’Italia deve ricordare che è stata paese di forte emigrazione, non solo in America, ma anche nell’Europa Settentrionale. Pertanto, la nostra politica sull’immigrazione non può e non deve essere contraddittoria con la nostra storia.
Poi non dimentichiamo che per tanti versi gli immigranti sono proprio necessari: in un’Europa che sta progressivamente invecchiando, chi ci aiuta a pagare le pensioni? e poi, siamo sicuri che certi lavori attualmente svolti da migliaia di immigrati, troverebbero altri occupati?
In concreto si devono trovare proposte alternative ai centri di espulsione o ai sistemi repressivi che non hanno portato a niente: il mediterraneo è una tomba all’ aperto.
Insomma, i centri di identificazione ed espulsione non sono una soluzione, dispiace che anche da sinistra, il candidato Rossi ceda alle pressioni più populiste. Fino ad ora la Toscana è riuscita a far prevalere il suo carattere di accoglienza senza cedere a strutture che sono nella loro essenza dei luoghi in cui stanno, ammassate e contro la loro volontà, persone che non hanno commesso alcun reato. Se un immigrato deve essere espulso lo si faccia, ma tenerlo in un CIE 18 mesi è una misura contro i diritti umani e civili.
Il mio intento è formare un gruppo di tecnici, storici, filosofi, economisti, esperti nella materia per proporre, dentro le varie competenze regionali, le norme per affrontare il flusso immigratorio. In altri Paesi europei si studiano soluzioni alternative come permessi di lavoro speciali per professionisti stranieri o lavoratori qualificati, magari avendo un sistema di sicurezza sociale alternativo. Insomma cambiare direzione radicalmente.
4) Il grosso affare dell’alta velocità ha portato e sta portando dissesti ambientali, violenze al territorio, pericoli a centinaia di abitazioni, pensante aumento dei costi per i viaggiatori, con gravi e quotidiani disservizi nel trasporto ferroviario locale, regionale, interregionale, intercity. Quali radicali interventi propone lei, De Virgilis, a difesa dei cittadini e a tutela del territorio e dell’ambiente?
Il nostro Paese non può restare fuori dai progetti europei dell’alta velocità: sarebbe assurdo e alla lunga disastroso. Quello che non è accettabile è quando per colpa o dolo si sacrifica il bene pubblico, l’ambiente, il territorio e la salute delle persone. Mi sembra che la magistratura stia bene operando su questo e noi la sosterremo perché vada fino in fondo e chi ha sbagliato paghi. Certo, quanto avvenuto deve essere un monito per il futuro: occorre più trasparenza su tutte le procedure di appalto.
Le azioni per la tutela dell’ambiente, poi, saranno una nostra priorità. Un ambientalismo però che come da tradizione radicale è libero da pesantezze ideologiche, aperto all’innovazione e pronto a misurarsi con le esigenze dell’economia e del mercato. In Toscana una priorità su tutte: il dissesto idrogeologico e la necessità di prevenire i disastri per non dover sempre rincorrere le emergenze.
5) La gentile candidata di Berlusconi vorrebbe abolire la Festa della Toscana, proprio quest’anno in cui il Consiglio Regionale unanime l’ha voluta dedicare ai 150 anni dell’Unità d’Italia. Lei è d’accordo?
In questi anni la Festa della Toscana è stata importante: ha dato risalto ed attenzione ad alcune campagne di grande importanza, a partire da quella mondiale contro la pena di morte: un tema di grande civiltà sul quale i Radicali sono impegnati da decenni. Mi piace ricordare come proprio su questo, col contributo essenziale di Marco Pannella e dell’associazione radicale “Nessuno Tocchi Caino”, lo scorso anno si sia ottenuta l’approvazione da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU di una moratoria universale delle esecuzioni capitali. Piuttosto che abolire la Festa della Toscana, ragionerei su come renderla maggiormente occasione e strumento attivo di azioni per la tutela dei diritti civili e della libertà, facendone una tribuna per quei rappresentanti dei popoli oppressi che scelgono la via della nonviolenza per affermare i propri diritti.
6) Abbiamo letto che lei non ha mai parlato di politica con suo cugino Pannella. Ci consenta una curiosità: il suo impegno politico è legato solo alla corsa per la presidenza o continuerà in ogni caso?
Forse è bene precisare che da più di trent’anni sono vicino ai Radicali e, come già detto in un’intervista su RAI 3, ho condiviso il loro impegno civico e umano, come pure ho apprezzato la loro serietà che non li ha mai visti coinvolti, in tutti questi anni, in nessuno scandalo.
Sono un “antropocentrista”; questa per me è un’opportunità per “difendere l’uomo non solo oggi, ma anche domani”.

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