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In Italia c’è chi riempie i cassonetti dei rifiuti con avanzi di lauti pasti e chi li svuota prelevando tutto ciò che si può mangiare

di Domenico Civitano | 9 Gennaio 2012

E’ vergognoso, per uno Stato che si dice civile, vedere dei cittadini rovistare nei cassonetti dei rifiuti solidi per trovare qualcosa da mangiare o da indossare. Non si può credere che il Governo centrale e quelli locali non si accorgono di nulla

Tali fenomeni di povertà, di schiavitù, di sofferenze umane rattristano chi ha una sensibilità cristiana ed è impotente a lenire le sofferenze dei tanti disagiati condannati a vivere siffatte situazioni. La sensibilità umana è ancora più turbata quando, a cercare nei cassonetti sono i ragazzini accompagnati, il più delle volte, da un adulto con salute malferma

L’angoscia delle persone che assistono a tali pietosi spettacoli si trasforma in rabbia verso chi ha il dovere di aiutare i poveri, i diseredati, quanti sono costretti a vendere il proprio corpo per magiare o per aiutare un familiare malato e che ha bisogno di medicinali costosi e non fanno nulla per aiutare chi soffre.

La Costituzione Italianaprevede l’aiuto a chi si trova, anche momentaneamente, in difficoltà economica, ma in Italia nemmeno il Presidente della Repubblica osserva quanto disposto dalla Carta costituzionale

A che cosa servono gli onorevoli, i senatori, le istituzioni, il Quirinale e, infine, la magistratura quando i poveri sono condannati a diventare più poveri, i ricchi sempre più ricchi, la criminalità sempre più pericolosa, la mafia più forte dello Stato, la corruzione dilagante, l’evasione sempre in aumento e gli illeciti arricchimenti sempre più sistema di vita a tutti i livelli

A caratterizzare ancor più negativamente tale situazione sociale sono le indennità dei parlamentari europei, nazionali, e provinciali

Non è comprensibile il divario economico tra un parlamentare e un lavoratore di una catena di montaggio, di una miniera, di un mestiere usurante o di un contadino

 L’esame delle iniquità tipicamente italiane andrebbe spostato sulle banche, sui poteri forti, sulle agevolazioni concesse alla chiesa e a tanti Enti inutili e, pertanto, improduttivi

Ciò che non troverà giustificazione condivisa è il comportamento dello Stato che quando ha bisogno di fare “cassa” per ridurre il debito pubblico impone seri sacrifici ai più deboli economicamente, riducendo o bloccando la circolazione della moneta fermando incoscientemente la crescita della ricchezza.

L’umiliazione più avvilente per il Popolo è essere stato privato dei compiti previsti dalla Costituzione: elezione libera e democratica del Governo del Parlamento. Non si può dire che il Governo Monti sia legittimato da una votazione popolare. E’ un Governo dal sapore di un vero colpo di Stato deciso da un complotto orchestrato tra Angela Merkel (tedesca), da Giorgio Sarkosy e, incredibilmente, da Giorgio Napolitano pur essendo stato deriso dai due capi di Stato, come ogni italiano, appena giorni addietro

Il Prof. Monti, subentrato a Berlusconi in modo anomalo, sta creando un clima di disperazione e di odio tali da temere una sommossa popolare da parte di chi è penalizzato da una politica a favore dei poteri forti.

E’ impensabile che il Professore e i Ministri nominati dal Presidente della Repubblica per salvare l’Italia dal fallimento non conoscano le regole elementari della Costituzione che disciplinano sia come tassare i cittadini e sia come aiutare chi ha bisogno. Il governo Monti, peraltro non previsto dalla Carta costituzionale, sta lavorando intenzionalmente per dividere il Popolo italiano in “Padroni o Dittatori” e in “Schiavi” di sconcertante memoria storica

 La storia insegna pure che quando, gli schiavi insorgono, i loro dittatori finiscono sempre sul rogo o sul patibolo.

E’ tempo che Il PD e il Pdl capiscano che non possono più sostenere il governo Monti pena la loro scomparsa dalla scena politica

Pubblicato in : Primo pianoTag: banche, carta costituzionale, chiesa, fallimento, persone

Info Domenico Civitano

Nato a Bitetto (Bari) nel 1932. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli studi di Bari. Socialista del PSI da giovanissima età a seguito lettura della triste fine di Giuseppe DÌ VAGNO. Sempre Nenniano e Craxiano. Vice Segretario Provinciale PSI. Dal 1957 Segretario della Sez. PSI di Bitetto. Anticomunista. Membro di Commissioni Amministrative provinciali, Vice Sindaco nel Comune di Bitetto.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. peterjak

    29 Marzo 2012 alle 16:28

    io ci sono andato a rovistare nei cassonetti quando sono stao ingiustamente licenziato, e con 542 euro al mese di disoccupazione….e allora? il giudizio della gente sai cosa conta? NULLA….non mi vergbogno di niente…anche perchè sono talmente tanti gli sprechi che si trova sempre roba buonissima….vicino ai negozi di alimentari trovi le cose scadute da appena un giorno, vicino alle pizzerie trovi cose altretanto interessanti, ci si può sopravvivere per un periodo, non bisogna vergognarsi, caso mai bisogna indignarsi verso quei panzoni pieni di merda che stanno in parlamento

    Rispondi

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