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I LAICI CHIEDANO IL RIPRISTINO DELLE GARANZIE DEMOCRATICHE

di Adalberto Scarlino

di Adalberto Scarlino | 29 Dicembre 2009

Prosegue il dibattito su Riforme e ruolo dei laici e socialisti. Dopo quelli di Silla Cellino e Lanfranco Turci, pubblichiamo articoli di Adalberto Scarlino, Cinzia Dato e Claudio Bellavita. Per Scarlino i laici dovrebbero incalzare la sinistra su temi quali la democrazia, le privatizzazioni, che fino ad oggi non hanno prodotto libere gare per migliorare i servizi, definendo, secondo il principio liberale, gli obbiettivi di pubblica utilità cui collegarle. Di seguito il suo articolo.

Magari finisse , questa “seconda repubblica”.
Possibilmente in discarica, trascinando con sè il bipolarismo, che definire bastardo è…un eufemismo.
Quanto a un nuovo sistema politico e/o ad una nuova Costituzione, decisamente diffido. Come diffido, da tempo ormai, delle cosiddette riforme, invocate quotidianamente, a pappagallo, da destra e da sinistra. Insieme a quell’invito, ad ” abbassare i toni “, con cui tanti – pappagalli – si sciacquano la bocca e pensano di lavarsi la coscienza.
I toni, semmai, dovrebbero essere – seppur non violenti, certo – alti e vivaci. Per denunciare i fenomeni negativi di questa degenerata “seconda repubblica”: l’assenza di politica; il persistere, se non l’aumentare, del malcostume e dei privilegi di casta, il moltiplicarsi di prebende, doppi incarichi, assenteismo, inadempienze e via malgovernando.
I laici, se volessero e sapessero trovare un minimo di concordia, potrebbero dare un contributo di concretezza e di anticonformismo.
La prima riforma sarebbe smettere di parlare di riforme.
Quelle realizzate ( se così si può dire ) negli ultimi anni hanno prodotto aumenti dei disservizi e moltiplicazione dei costi per i cittadini: dalla gestione delle risorse idriche, dell’acqua insomma, alla realizzazione dei trasporti ad “alta velocità”.
Le nuove leggi elettorali – si ricordi sempre l’infame legge toscana, complici il centro-destra e il centro-sinistra, hanno privato il cittadino del diritto di scelta, colpito le minoranze, soffocato il pluralismo.
I laici dovrebbero chiedere di ripristinare le garanzie democratiche e, su questo, mettere alla prova la sinistra. Le privatizzazioni, così come realizzate per ora,
non hanno prodotto libere gare per migliori servizi, ma hanno portato e stanno portando, di fatto, alla creazione di nuovi monopoli in settori delicati e fondamentali della vita sociale.
I laici dovrebbero chiedere ad uno Stato, ad un governo che volesse esser degno del nome, di definire gli obbiettivi di pubblica utilità ed a quelli legare ogni processo di privatizzazione. Mettendo, anche qui, alla prova la sinistra.
So che bisognerebbe dirlo meglio, ma so anche che è un criterio liberale, trascurato o mistificato da tanti, troppi sedicenti liberali.
E a proposito di monopoli, c’è una battaglia da fare, per la quale i laici, ancora una volta, dovrebbero chiamare alla prova la sinistra: l’alta velocità ferroviaria non è, come ognuno può già constatare in questi primi giorni di realizzazione, un’offerta di migliore servizio, ma l’imposizione di un sistema, uno solo, a scapito degli altri, che ne risultano ulteriormente danneggiati, fino a diventare sempre meno utilizzabili dai cittadini. Solo treni ad alta velocità; sempre meno intercity, interregionali, regionali.
Solo collegamenti tra le grosse città, sempre meno tra le altre. Solo le tratte definite principali, sempre minore ramificazione e sempre peggiore qualità del trasporto per il resto. Sempre più cittadini di serie B, per un sistema prepotente e violento che serve agli affari e agli affaristi di serie A!
I laici dovrebbero chiedere, subito, prima che sia troppo tardi, una radicale inversione di tendenza, mettendo ancora una volta alla prova la sinistra .
Mi fermo, perchè mi sto…arrabbiando, ma ci sarebbe da parlare dei beni più cari a chi voglia dare un senso, minimo, alla vita: i beni ambientali e culturali.
Da difendere. Da garantire.
Contro uno sviluppo spacciato per progresso.
Per un progresso che non sia sottomesso ad uno sviluppo aggressivo, irrazionale, demenziale.
I laici dovrebbero sturare le orecchie e strappare i paraocchi alla sinistra, che da tempo è – o vuole essere, o ha trovato interessi per essere – cieca e sorda a questi temi: temi essenziali – se mi è permessa un’eco liberale – alla vita, alla libertà, alla ricerca della felicità.

Adalberto Scarlino

Pubblicato in : Primo piano

Info Adalberto Scarlino

Adalberto Scarlino ha svolto per lunghi anni l’attività di insegnante di italiano e storia nelel scuole medie superiori. Iscritto fin da giovanissimo al Partito Liberale Italiano è stato consigliere comunale di Scandicci negli anni sessanta e, tra gli anni ottanta e novanta, consigliere comunale a Firenze ed assessore nelle giunte Bonsanti, Lando Conti, Bogianckino e Morales. Segretario del circolo culturale Piero Gobetti e co-fondatore del Gruppo dei Centouno , è presidente del Comitato Fiorentino per il Risorgimento. E’ autore, con Silvestra Bietoletti, di “Firenze, percorsi risorgimentali ” , Lucio Pugliese editore, seconda edizione 2010.

Interazioni del lettore

Commenti

  1. Ippolita Medici Tornaquinci

    11 Gennaio 2010 alle 09:50

    Caro Adalberto, non posso che essere daccordo con te. Mi sembra però che siamo sempre gli stessi. Hanno ragione gli amici che dicono che ci vorrebbero nuove proposte e, soprattutto trovare una maniera di farci sentire di più. Ma come? Ci sono forse possibilità di potere esprimerci attraverso qualche media?
    Non penso però che dovremmo arrenderci perchè almeno noi dobbiamo portare avanti le nostre idee liberali. Forse ora saranno obsolete, ma chissà….la moda ritorna sempre.

    Rispondi
  2. Gaetanino Molino

    11 Gennaio 2010 alle 08:12

    Caro Adalberto,
    hai ragione! Ma.. dove sono finiti i miei e i tuoi iniziali compagni di viaggio, di idee, di battaglie? Insieme agli altri, da una parte o dall’altra. Non iteressavano quindi le idee ai nostri alfieri, nostri perchè prendevano il nostro voto per rappresentarci. Il laicismo in politica come lo intendevamo noi qualche anno fa è finito. Bisogna riorganiizzarsi. Le idee sono giuste! Le idee sono culturalmente vincenti, ma prprio per questo soffocate, perchè temute. Non è nè questa sinistra nè questa destra che può rappresentarci. Laico vuol dire senza pregiudizi. E oggi i pregiudizi e la miopia dominano sia a destra che a sinistra.
    Gaetanino Molino

    Rispondi
  3. Enrico Martelloni

    9 Gennaio 2010 alle 12:15

    Sono d’accordo la democrazia non è il bipolarismo, almeno come la intendono i politici italiani, ma scrivere che loro sbagliano non basta. Non è sufficiente perché loro hanno in mano la politica italiana ed il resto conta poco. Dipende dai laici che non hanno più forza politica. Questi , infatti, sono colpevoli quanto gli altri. Non hanno saputo darsi un partito e delle idee forti. Il motivo? Semplice: il giochino della politica fatta all’italiana piace anche a loro, ricatti compromessi, paure, accidia. Potrei continuare, ma mi farei del male, quindi concludo. Il mal voluto non è mai troppo!

    Rispondi
  4. Sergio Centroni

    8 Gennaio 2010 alle 21:10

    Sono una persona che ha dedicato alla scienza ed alla tecnica tutta la vita; ho girato tutto il mondo per il mio lavoro che mi ha dato enormi soddisfazioni. Specialmente in USA e nei paesi scandinavi, ho dovuto sempre superare una forte diffidenza per l’Italiano, considerato ignorante ed asociale. Ho quasi 80 anni e non ho mai visto un periodo peggiore di quello odierno; dopo la ultima guerra,
    avevo 16 anni, ho vissuto un periodo meraviglioso, povero ma pieno di amicizia e di fratellanza.
    Ho letto l’articolo di Adalberto Scarlino come leggo spesso molti articoli di Pensa Libero e mi è piaciuto molto ma poche volte mi decido a rispondere poichè come tecnico non mi sento all’altezza.
    Questa volta ho visto una risposta del mio amico Carlo Luigi e non potevo esimermi dal dire la mia !
    Con Carlo abbiamo molto combattuto contro una associazione di Radioamatori, per la sua immoralità e per poca aderenza allo scopo ma … abbiamo perso ! Contro la forza la ragion non vale.
    L’articolo, come quasi tutte le risposte, sembrano un piangere su una situazione spiacevole ma che nessuno sa come convertire.
    Vedo su questo giornale una discussione sui “laici” cosa vuol dire laico ? Certamente non “laicista”. Sono cristiano, e non vedo
    incompatibilità tra la religione e la socialità o socialismo. Ho trovato anche nella chiesa ( gerarchica ) prepotenza, sopraffazione e
    violenza, quindi non dirò che essa sia la soluzione a tutti i mali ma ….
    Un mesetto fa ho assistito ad una conferenza di Massimo Cacciari sull’argomento della crisi conseguente al “disastro” della globalizzazione. Lui si definisce ateo poichè dice che l’uomo razionale non può credere in una cosa che non può dimostrare. Non sto a tediarvi con la discussione su Godel ed Einstein !
    Ci ha detto con molte dissertazioni politiche e teologiche, che “noi cristiani” abbiamo in mano il più potente mezzo di salvezza non escatologica, ma pratica e terrena che si possa utilizzare per uscire dalla immoralità, disuguaglianza, ed indifferenza verso i mali altrui. Questa arma sarebbe a suo dire l’amore tra gli uomini e la fratellanza chieste da Gesù Cristo e distrutte dalla politica, specie dai “cattocomunisti”. La mala politica ha sempre seguito il detto di Giulio Cesare: “Dividi et impera”.
    Il bipolarismo, come detto da molti ha esasperato divisioni e lotte di potere. L’uomo, specie l’Italiano con le sue pretese di sopraffazione e di superiorità le ha rese “forse” irrecuperabili.

    Rispondi
  5. Alessandra Campagnano

    31 Dicembre 2009 alle 15:29

    Purtroppo si confonde l’urlare a vuoto, offensivo verso gli altri e inconcludente, con quella che è l’invettiva dell’indignazione. E di motivi per indignarsi ce ne sono anche troppi, ma tutto sembra scorrere, scivolare senza lasciare traccia. Anche la società civile sembra essersi sfaldata, si è adeguata e cerca di salvare i propri piccoli interessi barcamenandosi. E’ una situazione che anche nel secolo scorso si è già vista, ma pochi seppero tenere accesa la luce della libertà. Coraggio, dunque, non lasciamoci andare! Intanto bisogna passare dalla denuncia alla proposta e mi sembra che il Prof. Scarlino qualcosa del genere l’abbia scritto. Tutti però dobbiamo far conoscere le nostre opinioni con un paziente e certosino lavoro culturale cercando di sfondare le porte dell’indifferenza favorita dall’assordamento mediatico più dannoso del silenzio .

    Rispondi
  6. Milena Samà

    31 Dicembre 2009 alle 12:34

    Caro Adalberto,hai perfettamente ragione, ma il tuo “grido di dolore”, a mio avviso, non viene raccolto da nessuno o, meglio, solo da pochi. Questi laici ,dei quali sempre si discute, chi sono, quanti sono, cosa fanno, chi votano?
    Sbaglio o siamo in un paese c.d. democratico? Questa democrazia, mi pare,ha consentito la proliferazione di partiti ivi compreso l’I.D.V. Devo ammettere che mi repelle l’idea che quel partito si sia potuto chiamare così. Dei valori? Quali? Di chi? Purtroppo, però, la gente lo segue e, incredibile dictu, lo vota pure. E’ la nostra democrazia ed i “laici”, che pur dovrebbero esistere da qualche parte,però, non vengono mai fuori per far valere le loro/nostre ragioni. Ragioni, per di più, non troppo omogenee. Le masse, infatti, pensano con la testa di uno o di pochi.Voi/noi liberali, invece,pensiamo con la nostra testa. Peccato che sia una diversa dall’altra. Forse è per questo che brevi e modesti sono stati i momenti di gloria nella prima repubblica e totalmente assenti nella seconda.
    Che fare? Continuare ad urlare lo sgomento di uno che è sempre diverso da quello dell’altro? Probabilmente è l’unico debole mezzo democratico a nostra disposizione, altrimenti….Guardo con raccapriccio le immagini rubate provenienti dall’Iran.Pensi che i nostri figli si troveranno ,in futuro, in una situazione analoga? Oppure sono già sazi di libertà , di benessere e di felicità???? Milena

    Rispondi
  7. Carlo Luigi Ciapetti

    31 Dicembre 2009 alle 02:45

    Caro Scarlino, come non concordare sugli obiettivi con quanto affermi ? Quanto credere però che si possano raggiungere in tempi tali da poterli, almeno, vedere ?
    La mia ormai lunga esperienza dei fatti della vita me ne rende assai dubbioso.
    La mia formazione culturale ancora di più.
    Ragazzino in tempo di guerra, ragazzo appassionato alla democrazia che nasceva appena questa fu finita, sdegnato con il procedere delle infinite compromissioni successive, affascinato dalle contestazioni speranzose ed utopiche del ’68 (che mi portarono a partecipare allo sviluppo del sistema mediatico inteso come mezzo di libertà negli anni successivi), illuso all’inizio degli anni ’90 dalla vana speranza di un rinnovamento etico, mi trovo oggi a dover contemplare una realtà talmente fasulla ed ipocrita da non consentirmi più di esprimermi.
    Osservo però, purtroppo, che non è mai stata la pace a generare progressi tecnologici come non è mai stata la libertà a rendere potente e chiara la voce dell’uomo.
    L’ho visto: i “pensieri grandi” nascono dalla sofferenza, dall’anelito verso ciò che è negato.
    I”pezzi grossi” di qualsiasi natura – politici, industriali, editori, economisti e anche… professori ! – quando devono pronunciare un discorso lo fanno solo per sostenere la loro reputazione, la loro credibilità e, soprattutto, il loro interesse.
    Il pubblico, la “gente comune” deve credere alle loro tesi, sia perché non ce ne sono altre di ricambio, sia perché anche se non ci credesse non cambierebbe nulla.
    Il “sistema” è infatti ormai consolidato in una struttura complessa e perfetta, composto com’è di “caste” che hanno in comune il potere e che si rispettano vicendevolmente – anche se spesso fingono di combattersi per risultare credibili – perché l’una è di vitale sostegno all’altra, proprio come avviene nei giochi dei ragazzini quando non si potrebbe giocare a “guardie e ladri” se non ci fossero le guardie e se non ci fossero… i ladri !
    Morte le ideologie perché è finito il ciclo storico ed economico dal quale erano nate, a cosa possono attaccarsi oggi ? A degli spettri ? A volte ci provano ancora, ma di solito finiscono male, vedi i pasdaran dell’estrema sinistra come Diliberto (ah già professore anche lui..).
    E non sembra sospetta tutta questa enfasi all’etica del sistema economico in atto, caratterizzato da un consumismo che genera una quantità elevatissima di “movimenti” ? A che servono questi “movimenti” ? Perché si enfatizza tanto i consumi, riuscendone a vendere l’idea ad un popolo che pur si lamenta perché i soldi non gli bastano ad arrivare a fine mese ?
    Non ci possiamo far nulla, caro Scarlino. In Italia i proventi – liquidità assoluta, esentasse ! – del commercio e dello spaccio della droga, dello sfruttamento della prostituzione e della schiavitù, dello strisciante lavoro nero (indispensabile a tutti ! dove lo trovi se no un trombaio ?), dell’estorsione, del ricatto, del “pizzo” e soprattutto del riciclaggio del denaro sporco proveniente dall’estero ammonta a 4 volte il PIL.
    Alle ideologie si sono sostituiti i quattrini e per chi è sulla seggiola l’importante è rimanerci.
    Dammi pure del qualunquista, se ti fa piacere, ma ti accorgi come adesso questo termine abbia implicitamente – se usato in questa circostanza – una valenza assai diversa da quella che gli attribuivamo in una ben diversa stagione politica (l’etica lasciamola stare…) sessant’anni fa ? Dipenderà mica dal fatto che oggi come allora – e forse come sempre – in questo Paese non esiste altro che la concezione individualistica del proprio interesse, costi (agli altri) quel che costi !!! Fuori un’idea valida, la sottoscrivo subito. Ma non vedo mani alzate…

    Rispondi
  8. valerio giannellini

    30 Dicembre 2009 alle 17:37

    Caro Adalberto, anch’io mi unisco al tuo grido visto che siamo d’accordo per alzare piuttosto che abbassare i toni. Ma…
    Diamoci delle prorità se non vogliamo seguire il menù del giorno, confezionato da lor signori tanto per farci arrabbiare su tutto e non combinare alcunchè, mentre loro fanno danni, se la spassano e incassano.
    Ho cercato inutilmente l’articolo dove non molto tempo fa parlavi di giustizia, se non ti confondo con qualcun’altro. A me pare che il tema potrebbe essere, oltre quello intorno al quale ruota e impazza il resto, anche quello sul quale la compagnia dei pazzi più o meno malinconici che siamo potrebbe ritrovarsi, accordare i suoni senza troppe difficoltà e poi andare a tutto volume. E’ la battaglia sulla quale già ci trovammo insieme in tempi di maggiore speranza, prima del Terrore, della Vendetta ..e del Transnazionale.
    A proposito di menù, oggi c’è la polemica sulla strada da intitolare a Craxi. Come no, c’è già Togliatti..!
    Potremmo chiedere di staccare, per rispetto, Gobetti, Rosselli, Salvemini..?

    Rispondi
  9. Federico Baldini

    30 Dicembre 2009 alle 15:51

    Complimenti Adalberto per l’ottimo contributo: credo anche io che i laici dovrebbero alzare i toni proprio partendo dai temi da te toccati. Ma senza uno strumento politico minimamente strutturato chi mai ci sentirà?

    Rispondi
  10. Alfredo Lisi

    30 Dicembre 2009 alle 10:40

    Grazie Adalberto per la testimonianza che ancora una volta manifesti in difesa della democrazia. Non meraviglia ormai nessuno il linguaggio blasfemo quotidianamente propinato da tante fetide bocche e labbra immonde che calpestando i diritti costituzionali dei cittadini di scegliere ogni singolo suo rappresentante, in un parlamento ormai manovrato da pochi gerarchi, si impegnano solo a fare clientele quindi impedire la partecipazione diretta del popolo sovrano a gestire il bene comune dai vari palazzi del potere pubblico.
    E’ fare politica questa?

    Rispondi
  11. Severino Saccardi

    30 Dicembre 2009 alle 08:18

    Intanto bisognerebbe, caro Adalberto, che gli esponenti politici che sei mesi prima dicono una cosa e sei mesi dopo ne fanno un’altra pagassero pegno. Invece-sia detto senza nessuna intonazione polemica, ma come pura rilevazione di un dato di fatto- vengono votati e premiati nel “segreto dell’urna”. Non è- sia detto, anche qui, in tutta pacatezza- un po’ singolare?
    Con riconfermata amicizia
    Severino

    Rispondi

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