Milano, scena consueta nella zona Ecopass ( l’isola ambientale, secondo l’assessore Croci ed il sindaco Moratti) . In una via laterale, traffico bloccato per diversi minuti ; quando finalmente si intravede la luce , intesa come l’agognato sbocco in via Torino , il furgoncino che precede accende le doppie frecce e l’autista con tutta tranquillità scende per suonare ad un citofono con un pacchetto in mano . Superato il primo momento di stupore , a sollecitazione ferma ma educata tendente a richiedere il diritto alla mobilità personale, parte immediato il “Vaffa… non vedi che sto lavorando? “ . Della reazione proveniente dai veicoli in coda dietro il lavoratore possiamo riferire solo di un amaro e divertente “ Io invece devo andare a rubare ed ho più fretta di te” , tralasciando la scena da malavita successiva.
Altra scena consueta in zona mercato Papiniano , sabato mattina : in mezzo ad un traffico delirante , un povero residente blocca l’intera circolazione perché il passo carraio di casa propria è ostruito da improbabile playboy sessantenne con sciarpina e fazzolettino di tweed in Mini Cooper ( ma dove l’avrà trovata ? ) che aspetta appoggiato alla portiera aperta l’uscita della shampista del negozio accanto per probabile “gita in villa” per il week end . Al posto delle normali (?) scuse e di una sollecita rimozione dell’ingombro risuona l’ immancabile “Uheei , pirla, cihaifrettaa?? Vieni giù che ne parliamo,neeh?!? “ Nel caso in esame , il pirla in questione è effettivamente sceso dando inizio ad una rissa verbale terminata solo con l’arrivo della pattuglia di vigili urbani reduci dal controllo degli abusivi al mercato e , forse a causa dello stress accumulato , a loro volta poco disposti a mantenere toni e profilo bassi.
Terza scena , che si consuma di fronte ad una qualsiasi delle scuole milanesi entro la Cerchia dei Navigli ( buona borghesia, si suppone) : un gruppo di ragazzotti all’apparenza non troppo amici del sapone esce vociando dal portone , incoccia in una signora settantenne di passaggio che resta in piedi per miracolo . Al posto delle utopistiche scuse , un bell’urlo “ ma guarda dove metti i piedi , str…” e via di buon passo continuando a “parlare” a squarciagola con il proprio sodale distante cinquanta centimetri con il tipico turpiloquio “giovanile” .
Quarta scena , tram 29 , sempre nella Cerchia : ragazzina con telefonino a protesi sull’orecchio sale gridando invettive contro un probabile fidanzato fedigrafo , passa davanti a un passeggero con cravatta e valigetta pestando un piede ad un pensionato classicamente attaccato al tram e si scaraventa nei pochi centimetri di sedile disponibile verso i quali i due personaggi rullati si stavano dirigendo. Alle , diciamo così , sollecitazioni di manager e pensionato a rispettare la fila , lo scricciolo sputacchia un “ C..o vuoi, non vedi che sto parlando? etc” .Pietoso velo sul seguito.
Quinta ed ultima scena , vissuta di persona : la mia colf filippina , molto impegnata nell’imparare l’italiano dalla vita quotidiana , mi apostrofa con un “ Segnor, a Milano buongiorno si dice vadavialcù ? “ . La poverina , attraverso un suo sensato e personale processo di apprendimento , riteneva congruo il significato della parola che tutti le dedicano dopo pochi istanti , dal panettiere al portinaio , dopo aver incontrato qualche difficoltà di comprensione dovuta alla neolingua che lei ritiene essere italiano (parla invece un più che discreto inglese, che però , vadavialcù , pochi milanesi capiscono…) .
Il ricordo è selettivo , vero , ma dove è finita la Milano “coer in man” ma anche “mani e parole a posto” ?
Il lavoratore, il bauscia , lo studente , la ragazzina , il vigile urbano , il commerciante , parlano e si comportano tutti come nella Milano di non molto tempo fa parlavano e si comportavano solo i “randa” , quei personaggi di periferia che prima o poi finivano per passare per San Vittore.
Qualcuno dirà che è colpa della Tv e di Berlusconi , come un tempo si diceva la colpa fosse del cinema , dove però i film con parolacce venivano vietati ai minori , altri daranno la colpa alla scuola, al sindacato , alla sinistra .
Qualcuno , prima o poi , dovrà dire che la “colpa” va cercata un po’ meglio dentro di noi , abitanti della ex “capitale morale” d’Italia.
Franco D’Alfonso

Lascia un commento