Cari lettori di Pensalibero,
questo non è un articolo e nemmeno è mia intenzione scrivere una lettera aperta a qualche migliaia di visitatori del sito. Forse è soltanto uno sfogo. Forse una mezza proposta. Oppure no, potrebbe essere piuttosto un ballon d’essai e magari anche il frutto allucinato del caldo eccezionale di agosto.
Sia quel che sia, a me pare che in Italia siamo in un vicolo cieco e che per uscirne vivi (come democrazia, intendo) non ci sia tempo da perdere.
Occorre, cioè, fare qualcosa subito, senza attendere i tempi infiniti delle grandi e piccole utopie.
Fare qualcosa subito significa necessariamente interagire con i soggetti politici esistenti: piacciano o no.
Sono fortemente preoccupato per le condizioni del PD. E’ un partito in catalessi. Dopo la batosta, attribuita a Veltroni (ma magari fosse tutta colpa sua!) i suoi dirigenti sono muti e, se escono dal silenzio, lo fanno solo per parlare di Berlusconi, della sua famiglia, delle sue eventuali puttanelle. Presto L’Unità farà inchieste sul suo fondo tinta, sulle cravatte e sui calzini.
Hanno indetto una sorta di palio per la segreteria e la cosa non interessa minimamente iscritti ed elettori. Ho paura che il partito si stia squagliando, proprio come i ghiaccioli a questo caldo di fine estate.
Ecco: a differenza di molti laici e socialisti che non aspettano altro per mettere alla prova la loro speranza di ricostruire una forza riformista sulle macerie del PD, io penso che non ci sia il tempo per verificare questo disegno. L’Italia è in mezzo a troppi disastri. La mancanza di una alternativa di centro-sinistra rende più gaglioffo il governo di centro-destra e non solo per le sparate leghiste o per quelle sanfediste di certi ambienti del PDL.
Non c’è niente di cui godere se i voti del PD vanno a Di Pietro, dal momento che tutto il resto (nel campo di centro sinistra) è pressoché azzerato.
Del resto è ormai sicuro che da solo il PD non si salva e di questo i suoi dirigenti dovrebbero prendere atto.
Unificazioni, confluenze e assorbimenti non funzionano: varie esperienze lo dimostrano inequivocabilmente.
Secondo me è venuto il momento di imboccare la via della Federazione: di creare un blocco tra i soggetti di centro-sinistra più affini per tradizione e programmi, che preservi l’autonomia di ognuno e si presenti unito alle varie competizioni elettorali. Di questa grande Federazione dovrebbero fare parte anche associazioni, centri studi, circoli prestigiosi, non solo partiti.
Cari amici di Pensalibero, non so se la lettura degli eventi di queste ultime settimane vi porta alle mie stesse conclusioni. Anzi, mi aspetto commenti e interventi anche in forte dissenso. Ma difficilmente mi farò convincere se mi direte che queste mie elucubrazioni sono il frutto del sole di agosto.
Tuttocchiali

Caro Tuttocchiali,
Caro Nicola,
Cari amici e compagni del Gruppo dei 101 e del P.L.L.S.
Quella di una federazione è un mio vecchio pallino, ma oggi penso che sia fuori tempo massimo con il PD dopo i disastri che lo stesso ha causato all’Italia.
Questa federazione non verrebbe votata da quelle corpose fette di elettorato non organizzate, composte di socialisti, laici, verdi, progressisti, del popolo della sinistra o comunque del centro/sinistra, di cittadini senza alcun riferimento politico e tanto meno ideologico che hanno negato il voto a PD – PS – Sinistra Arcobaleno alle elezioni politiche nel 2008, poi hanno negato il voto successivamente alle coalizioni che gravitano intorno al PD a Roma, Abruzzo e Sardegna ed infine alle europee/amministrative del 7 giugno caratterizzando un forte e pericolosissimo astensionismo con picchi allarmanti per la Democrazia.
L’avversione oggi è al PD, a “questo PD” e non esiste un altro PD.
Mentre Vi vedo fortemente preoccupati per le condizioni del PD, Vi esorto a pensare un’altra soluzione ancorata alla politica del possibile.
Magari pensiamoci insieme ora che le vacanze sono finite.
Con la simpatia di sempre
Vs Gino
Può essere che salvare il PD sia nell’interesse del Paese. Ma quale PD? Quello delle Binetti e dei devoti alle imposizioni vaticane? Quello dei nostalgici di mani pulite e del protagonismo di magistratura democratica? Quello di riformisti alla Bersani e alla D’Alema che non confesseranno mai, nemmeno sotto tortura, che in fondo sono dei socialdemocratici?
Salviamolo pure il Pd. Ma prima si faccia chiarezza!