E’ politicamente incomprensibile parlare di socialismo ignorando la storia del Partito Socialista Italiano.
Il socialismo laico, riformista, democratico, non può prescindere dal richiamo a Craxi e al suo impegno politico, per collocare l’Italia tra le più grandi nazioni del mondo.
In quest’assurda realtà politica, in cui sono vacillanti i principi costituzionali, relativi alla democrazia e allo Stato repubblicano, si avverte l’assenza del Partito Socialista Craxsiano.
L’identità socialista, quella conquistata da Craxi, non si può riprendere confondendosi con la destra o con la sinistra, secondo una valutazione di convenienza personale.
Il socialismo è la sinistra con i suoi ideali e azioni in difesa dei più deboli e della democrazia. Esso, non ha bisogno di legittimazione alcuna.
Non è sinistra quella camuffata dal Partito Democratico, rappresentata da Dario Franceschini, superstite della Democrazia Cristiana maciullata da un gruppo di magistrati di fede comunista. Non è sinistra quella della CGIL. Non è il caso di parlare della sinistra in gestazione da D’Alema, che critica apertamente Veltroni, Franceschini e l’ex PM Di Pietro, che sta operando per fare dell’IdV, il più gran partito della sinistra.
La confusione, in atto, in tale pseuda sinistra, rappresenta un momento favorevole per il ritorno nell’agone politico del Partito Socialista. Al momento, purtroppo, manca il “Socialista” capace per fare tale operazione politica.
Il Segretario nazionale del Partito Socialista è, infatti, di tutt’altro avviso e si avventura in un accordo innaturale con i Verdi e i Ventoliani per tentare di conquistare uno scanno nel Parlamento Europeo.
La linea politica dettata da Nencini è pure antistatutaria, perché non scaturita dalle assise congressuali, e arrendevoli verso i nemici storici del Partito Socialista. La proposta di aggiornare la Costituzione con la parola ”laicità” è giudicata ridicola e inopportuna.
E’ sterile demagogia, poi, parlare di devolvere ai terremotati la somma per la costruzione del ponte sullo stretto di Messina.
La verità è che non ci sarà più un momento favorevole come questo per i socialisti per distinguersi da tutti, nel proporre soluzioni per aiutare il Paese ad uscire dalla terribile crisi internazionale, e soprattutto per annullare i pericoli latenti per la fine della libertà e della democrazia.
Ogni diverso impegno politico, come qualsiasi tipo d’alleanza, programmato dai dirigenti nazionali socialisti, significa seppellire per sempre il socialismo in Italia.
Domenico Civitano
DOPO BETTINO CRAXI NESSUNO PIU’ HA SAPUTO DARE AL PARTITO SOCIALISTA ITALIANO IDENTITA’, AUTONOMIA E PRESTIGIO POLITICO.
Domenico Civitano

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