Peccato. Avevo sperato che la lista di Valdo Spini potesse rappresentare ciò che il partito socialista con i suoi tatticismi non riesce ad essere: cioè un punto di riferimento per l’area della sinistra laica e socialista, corroborato anche da un programma puntuale, attento, senza voli pindarici, ma concreto e centrato sui reali problemi della nostra città.
L’ammucchiata invece non è una risposta. Però porta a fare alcune considerazioni, almeno due in questa sede, la prima e più semplice delle quali è che i programmi, anche se elaborati con indubbia abilità ed apporti autorevoli, possono essere messi disinvoltamente da una parte se arriva il consenso di forze estranee e magari anche eterogenee, che nel corso dell’ultima fase politica hanno spesso sostenuto idee che stanno agli antipodi.
La seconda, più complessa, fa riferimento alle difficoltà in cui si dibatte attualmente il partito che rappresenta le forze che hanno guidato per molti anni la politica fiorentina e che non ha ancora digerito completamente la vittoria interna di Renzi, un candidato che peraltro si trova stretto tra il sistema che eredita e il nuovo che afferma di voler rappresentare. A queste difficoltà occorreva dare delle risposte politiche, a maggior ragione da parte di un’area che nell’origine dice di voler rappresentare l’alternativa laica e riformista a quel sistema di potere che per anni ha ingessato non solo la pratica, ma anche le idee. Le risposte politiche si danno ricercando interlocutori nella compagine che probabilmente si avvierà di nuovo a governare la città, impegnandola ad un sistema di comportamenti coerenti con le proposte di nuovo che il candidato esprime, anche se in modo frammentario e condizionato.
Purtroppo si è preferito sorvolare ed ora l’area rischia di trovarsi marginale, anche se probabilmente otterrà consistenza numerica con qualche consenso eterogeneo chiamato a raccolta da chi ama far politica soltanto su basi rivendicative, i comitati o l’attuale gruppo dirigente di Rifondazione o non farla addirittura come i verdi. Ora aspettiamo che all’appello risponda anche qualche girotondino ed il cerchio si potrà chiudere con piena soddisfazione.
Silla Cellino

Non ho difficoltà a convenire che l’appoggio della Binetti sia per Renzi un bel calcio nello stinco; però sono ben lungi dal credere che sia un abbraccio soffocante. E comunque si tratta di un apprezzamento che viene da chi alla realtà cittadina è estraneo e sempre estraneo rimarrà. I conti semmai Renzi dovrà farli con le profondità del suo partito, che hanno agganci reali col sistema di potere fiorentino e lo rappresentano nelle sue articolate e contraddittorie manifestazioni. Per questo ritengo logico attenderlo al confronto e porgergli alcuni modesti riferimenti. Dall’uso che farà di questi riferimenti si potrà dire se l’appoggio dei centouno abbia avuto dei risultati positivi oppure no.
Quanto a Spini, non si può disconoscere la validità del suo impegno, anche culturale, per una piattaforma programmatica innovativa ed ambiziosa, ma le sue scelte ed alleanze elettorali sono deludenti per il modo in cui contraddicono questo impegno. Mi auguro comunque che la sua battaglia non si esaurisca nel fine di un risultato, ma che domani possa costituire un patrimonio d’idee a disposizione di tutti.
Di Furio Colombo, non conoscendolo, ma per quel che appare, non ho molta stima. Intellettuale, s’intende.
Trovo grottesco accusare Spini di Fare ammucchiate quando il vostro movimento appoggia un Renzi che gode della estrema simpatia della Binetti.
La coerenza di una scelta indipendente che cerca di rimettere insieme i cocci della sinistra dovrebbe essere maggiormente seguita.
Interessanti sono le dichiarazioni di Furio Colombo sull’argomento.
Il PD a Firenze è lo specchio della peggiore DC degli anni 80. Lobbies, parrocchie e mani in pasta dappertutto……
Lo spreco sta proprio lì….lo spreco dei voti di sinistra per un candidato teodem con atteggiamenti dirigisti….
buon lavoro
A.V.
Purtroppo,la prima considerazione è quella vera e seria ; ricordando l’osservazione dell’Alighieri(“per la contradizion che nol consente”), non mi pare ci sia molto da sperare . Del resto ,mutatis mutandis ,anche Berlusconi finì per meritarsi l’accusa di non aver anorato il suo contratto con gli italiani….