Mentre si annunciano nuovi lavori che metteranno comunque a dura prova il traffico e la normale vita cittadina, il Laboratorio programmatico della lista ”Insieme per Firenze”, che sostiene la candidatura di Valdo Spini a Sindaco, sta già lavorando da due settimane per tradurre le legittime proteste dei cittadini e le loro scontentezze in proposte innovative di modifica dei metodi e dei contenuti dell’azione amministrativa.
L’ équipe di Spini si sta interrogando sulle alternative possibili alla stazione dell’alta velocità in sotterranea ai macelli, al passaggio di due convogli di cinque vagoni l’uno (la cosiddetta tramvia) accanto al Duomo, al convulso leva-e-metti che ha caratterizzato le ultime fasi della politica urbanistica sull’area di Castello.
E’ in corso anche un’ analisi approfondita del Piano strutturale individuando cosa ci sia da mantenere e cosa vi sia invece da buttare o da modificare. E si lavora anche ad una idea per l’area di Castello che rispetti la realizzazione del parco e lo sviluppo dell’ areoporto nel rispetto dell’ ambiente.
Proposte concrete sono in elaborazione per quanto riguarda la cultura ed il rilancio di un turismo qualificato. E in relazione alla necessità di Coniugare in maniera efficace assistenza sociale e diritto alla salute, ridando slancio alla cosiddetta ‘Società della salute”.
Complessivamente sono 45 le persone – medici, insegnanti, commercianti, tecnici, urbanisti, imprenditori, accademici – impegnate negli otto gruppi tematici, con il coordinamento di:
– professor Carlo Carbone (gruppi 2 –Infrastrutture, 3-Traffico e ambiente e 4-Tramvia e sottoattraversamento Alta velocità)
– professor Domenico Inzitari (gruppo 8-Sanità, sicurezza sociale, interventi sulla persona)
– architetto Francesco Ciulli (gruppo 1-Rilanciare Firenze)
– professor Valerio Giannellini (gruppo 5 – Degrado)
– Costanza Geddes da Filicaia (gruppo 6-Rapporto fra cittadini e istituzioni)
– Tommaso Codignola (gruppo 7- Firenze giardino della cultura).
Nel frattempo crescono le richieste di partecipazione al lavoro dei gruppi e si sta valutando se istituire un nuovo gruppo di lavoro dedicato al Confronto fra fedi e culture, sulla scia dell’ eredità di Giorgio Lapira, il cui abbandono sarebbe una ulteriore gravissima mutilazione per l’ anima di questa città.
L’ obbiettivo dunque è di arrivare all’ inizio della campagna elettorale per Palazzo Vecchio con un programma chiaro ed articolato. Che tenga conto di quella urgenza di cambiamenti – sia nei contenuti che nei metodi – che ha spinto finora tante cittadine e cittadini (oltre 500) ad impegnarsi nella lista “Insieme per Firenze”.
L’ impegno di tante persone sta premiando il metodo che abbiamo deciso di seguire: quello cioè di un profondo coinvolgimento della società civile e della formulazione partecipata di programmi e di liste. Rilanciando nel concreto il processo democratico attraverso la reale partecipazione dei cittadini.
Cosa che non significa chiudersi in una ‘lista civica’, se per lista civica si intende una lista sprovvista di punti di riferimento ideali e valoriali, ma dare vita a una lista e a un programma aperti e indipendenti.
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da Pino Rea – ufficio stampa Comitato elettorale Valdo Spini,

Valdo Spini dopo aver cambiato qualche partito, dopo essersi reso autore della interessante proposta delle primarie (salvo poi inaspettatamente non portarla avanti …), si mette in proprio, con un partito personale, come fa Di Pietro. In pratica la solita lista civica che è la negazione della politica.
Prego qualcuno, prego Pensalibero, prego Nicola Cariglia se è tornato sano dalle scimmie del Kenia, di spiegare a Valdo Spini ed alle personalità fiorentine che lo sostengono che stanno prendendo una cantonata.
Addirittura c’è un gruppo su face book. Non mi costringete ad aprire un gruppo di chi non vuole Spini come sindaco di Firenze.
E’ arrivato il momento che tutta una generazione deve dare il passo e che per Firenze, come per Milano e altrove, c’è tutta una carica di giovani, di nuovi alla politica e di esclusi dalla casta che possono subito cominciare a fare la Loro parte.
Come Sindaco di Firenze indico Tommaso Ciuffoletti.
E sfido chiunque nella disputa Ciuffoletti/Spini
Ripensandoci…ma quella suddivisione in otto (8 !) gruppi tematici mi sembra tutta da ridiscutere. Perchè rilancio e degrado possono essere distinti per contrapposizione ,ma infrastrutture ,tramvia , sottoattraversamento,traffico ed ambiente sono facce di una stessa medaglia, non diversi gruppi tematici. Speriamo non ci si perda nell’attribuzione di funzioni di coordinamento…Ed in una città come Firenze , son argomenti destinati a confluire tutti nel giardino della cultura.La confusione attuale necessita certo di opportune distinzioni ,ma l’eccesso nei distinguo minaccia confusione ulteriore …
Questa volta ti offro da bere .Si potrebberoi rivalutare le chiacchiere da bar .
Il caso Firenze è uno e semplice se lo si condivide, altrimenti insormontabile quando ci si appella all’alibi dei problemi concreti che frantumano qualsiasi progetto. Consiste nel sottrarre Firenze e la TosKana alle offerte usa e getta delle agenzie di viaggio planetarie; smettere di sceneggiare la città come un gelatino per i vaccari dei cinque continenti; smettere di dipingervi un luogo edenico per illudere le masse alienate dalla televisione che qua lo sviluppo può essere sostenibile; smettere di aspirare a un modello sublime di cultura dove si viene a travestirsi; infine contenere la città in ambito antimetropolitano, in poche parole attivare scelte antipolitiche, antistoriche e anticulturali. Firenze sarà salvata da una vera cura dimagrante, ma interpretare questa cura dimagrante spetterebbe a cervelli che non vedo in nessun schieramento. Sottrarre Firenze alla teatralità di se stessa è compito di portata così vasta da coincidere in pratica con una rivoluzione culturale italiana e non solo cittadina. Ad esempio il ” giardino della cultura ” messo sul groppone della città al punto 7 del team di Valdo Spini personalmente mi fa venire la pelle d’oca. Quindi le esigenze del presente avranno il sopravvento, come lo ebbero quelle del passato, si veda l’oscenità del polo universitario e del nuovo palazzo di giustizia che mi vergognerei a confessare mio luogo di lavoro. Vero ” Am Gesetz” kafkiano in un’epoca in cui la giustizia per funzionare dovrebbe rinunciare al proprio marchio di fabbrica, la solennità. Ma le mie resteranno chiacchiere da bar. Per la gioia dei baristi. M.S.