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QUALE RUOLO PER I REPUBBLICANI DI ROMAGNA?

L’unità dei repubblicani romagnoli e il recupero di una forte identità politica e programmatica condizioni necessarie per riacquisire un ruolo utile alla società e coerente con la nostra tradizione.

di Redazione Pensalibero.it | 7 Maggio 2008

Il fallimentare “bipolarismo all’italiana” che ha caratterizzato gli ultimi 15 anni ha sprofondato il Paese in una condizione di declino economico e di degrado sociale,civile e culturale. L’Italia sta vivendo una delle peggiori crisi della sua storia: bassi tassi di crescita, largamente inferiori agli altri paesi dell’eurozona; un sistema infrastrutturale inadeguato; salari e stipendi fra i più bassi con un aumento delle povertà e delle differenze sociali; i costi più alti dell’energia; una immigrazione eccessiva e incontrollata che ha aumentato l’insicurezza dei cittadini, e ancora la scuola…, la giustizia…e,causa e conseguenza, il degrado della politica che ha visto espandersi, al centro come in periferia, i costi della “casta” con un sistema vorace quanto inefficiente. Il caso dei rifiuti in Campania fotografa bene la situazione nazionale. Però c’è stata una novità: la scelta di Veltroni (non si sa quanto frutto di valutazione collettiva del PD o-vista la difficoltà di presentarsi in continuità con l’esperienza Prodi- come esigenza tattica di presentarsi alle elezioni con una offerta capace di stimolare nuova fiducia e nuove speranze) poi imitata da Berlusconi, ha la funzione meritoria di chiudere questa pessima seconda repubblica. Avranno ora questi la capacità di aprire una nuova fase che sappia riorganizzare il sistema politico e istituzionale rendendoli virtuosi? Abbiamo forti dubbi. Non vediamo il senso dell’Unità Nazionale; non vediamo alcun progetto per il futuro. Non ci pare che il bipartitismo che ci viene proposto abbia i requisiti per riorganizzare positivamente la politica e rilanciare il Paese.
Da troppo tempo l’edera non appare alle elezioni politiche. Il progetto del PRI nazionale per una costituente liberaldemocratica sembra accantonato. La collocazione del partito nel centro-destra sembra ritenuta soddisfacente. Esiste ancora una funzione riconosciuta al PRI nazionale? E noi?…
Viviamo con sofferenza la nostra militanza politica che non trova risposte adeguate ai cambiamenti della società, alle nuove ingiustizie ,alla politica senza ideali ove quel che conta è solo fare soldi. Osserviamo con partecipazione il dibattito del mondo laico con Pensalibero, con Società Aperta, la fase costituente della “Rosa per l’Italia”, le pulsioni e le istanze che si manifestano con Grillo, il travaglio socialista, lo stesso PD del quale non riusciamo a comprendere l’anima. C’è un grande fermento nella società che cerca valori solidi e buoni riferimenti politici. Noi crediamo che dovremmo cercare compagni di viaggio che condividano lo stesso progetto di società. Il movimento repubblicano (almeno quello romagnolo e delle altre aree ove è forte questa tradizione) ha ancora progettualità politica? Una classe dirigente all’altezza di un grande compito? Perché il dovere e lo spazio politico di una forza repubblicana sta nel saper “comprendere” le esigenze di una società e cercare di guidare i processi di trasformazione sapendo aggregare i cittadini e coinvolgere quelle forze politiche, sociali, intellettuali che hanno le medesime finalità. Vorremmo una grande mobilitazione a sostegno della convocazione dell’Assemblea Costituente che, indipendente dall’azione di governo, ridefinisca le regole della nostra convivenza, una organizzazione dello Stato meno pletorica e più efficiente, un sistema di partiti che siano democratici e trasparenti, recuperando il senso dell’interesse nazionale e della virtù civica che sono andati persi. E ancora una politica incentrata su più Europa, più Stato, più mercato. Altro che continuare a dividerci fra chi sostiene il voto a destra e chi a sinistra!
RAPPORTO FRA LA SITUAZIONE NAZIONALE E QUELLA LOCALE
In autunno dovrebbe celebrarsi il congresso regionale del PRI che dovrebbe dare risposte ai quesiti sopraindicati. L’anno prossimo si voterà per le europee e per quasi tutti i comuni della Romagna. In questo contesto quale sarà lo stato dei rapporti fra PD e Sinistra Arcobaleno? L’incompatibilità dichiarata a livello nazionale sarà tale anche a livello locale? Per noi è indifferente? I repubblicani dell’Emilia-Romagna sapranno darsi una strategia comune con una solida base programmatica ? Avanziamo alcuni temi:
– Una visione comune del sistema infrastrutturale (porto,aeroporti,università compresi). La Romagna intesa come una città metropolitana.
– Servizi pubblici locali (HERA) apertura di un dibattito che affronti il possibile conflitto di interessi tra i comuni azionisti e i cittadini consumatori (come peraltro già previsto nel documento congressuale di Ravenna)
– L’etica,il costo della politica, sprechi e enti inutili (stimati in 80 mld di euro):dall’abolizione delle province all’accorpamento dei piccoli comuni al decentramento, alla fiscalità locale.
Noi crediamo che o riusciamo a rinnovarci aggiungendo alla identità storica ancora apprezzata una elaborazione politica e programmatica chiare e coerenti in tutta la Romagna che ci porti ad essere un riferimento nazionale per il movimento repubblicano ,essendo anche capaci di incontrarci con altri,nel contempo ci consenta di aspirare ad avere un ruolo attivo e positivo nel governo dei cambiamenti che interessano anche le nostre zone e che può essere utile e apprezzato dalla collettività …o ci aggiungiamo senza alcun progetto, magari in ordine sparso, alla maggioranza o all’opposizione di turno nel tal caso saremo destinati ad un più o meno veloce processo di assorbimento da parte degli uni o degli altri.
Federico Baldini
Giancarlo Cimatti

Pubblicato in : Primo piano

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Interazioni del lettore

Commenti

  1. LORENZO CONTI

    13 Maggio 2008 alle 12:37

    Carissimi,
    sono Lorenzo Conti, figlio di Lando, che Vi rispondo da Firenze.

    Anche io mi sono posto, in questi anni, quale è e quale sarà il ruole del glorioso Partito Repubblicano. Non ho trovato risposte !
    Ho visto, invece, una chiara esigenza della Direzione del Partito di occupare gli scranni (molto bassi) del Parlamento. Non hanno avuto nemmeno la forza di abbinare alla sigla del PDL la sigla della ns. amata edera.
    Ma ancora.. Possiamo stare in una coalizione insieme alla Destra e alla Lega ?
    Spero, sinceramente, di vedere uscire dal prossimo congresso una nuova e chiara linea politica che non sia frutto esclusivamente di “interessi personali”.

    un abbraccio
    lorenzo conti

    Rispondi

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