Stefano De Luca ha bussato a molte porte prima di decidersi: Berlusconi lo aveva già snobbato nel 2006. I socialisti, come si sa, trattano i più piccoli dall’alto in basso, cioè come Veltroni ha trattato loro. Con l’UDC, inguaiata a confermare i parlamentari uscenti non è andata meglio. Un colpo di genio ha permesso al segretario del PLI di rispolverare l’antico orgoglio liberale. Aveva dato vita pochi mesi fa ad un sodalizio con il PRI per dare vita ad una costituente che avrebbe dovuto garantire l’immancabile rinascita di una forza laica e liberale in Italia. Ci credessero o no, De Luca si è intanto fatto dare, da La Malfa e Nucara, in quanto parlamentari, le due firme necessarie a presentare le liste. Quando i due parlamentari repubblicani si sono pentiti (cioè quando l’ha saputo Berlusconi), era troppo tardi. I liberali avevano già presentato le liste in tutta Italia. Ed ora stanno riprendendo gusto, con orgoglio, alle competizioni elettorali. La speranza è che l’orgoglio non si trasformi anche in questo caso in stoltezza, cioè nella convinzione di poter davvero andare lontano da soli.

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