Devono riflettere bene laici, liberali e socialisti e tutti quanti da anni predicano la necessità di un forte cambiamento nella politica italiana. Veltroni e Berlusconi stanno certamente cercando di fare i loro interessi politici, ma il loro movimentiamo attuale offre una opportunità che difficilmente potrebbe ripresentarsi.
Innanzitutto l’opportunità di fare qualcosa di buono per il Paese. La fine del bipolarismo forzato o bastardo, che costringeva a raccattare di tutto per vincere le elezioni ma che non consentiva di governare, è cosa buona e giusta.
In secondo luogo esso rappresenta la fine, esplicita, conclamata, della cosiddetta seconda repubblica: la presa d’atto di un fallimento e la necessità di aprire una fase nuova. E’ proprio quello che incessantemente chiediamo da un decennio, noi laici liberalsocialisti, ma anche molti altri che tali non sono: piccoli imprenditori, artigiani, commercianti e, soprattutto, gente che non arriva a fine mese, anziani che non ce la fanno con le pensioni, uomini e donne che non capiscono perché sia necessario pagare tante tasse e perché sia consentito lasciare impoverire sempre di più una parte degli italiani ed arricchire un’altra parte, indipendentemente dai meriti e dai bisogni.
Il problema che ora si pone è al tempo stesso l’opportunità di cui parlavamo: chiudere con la seconda repubblica e cominciare una fase nuova non è possibile se restano immutati ruoli, protagonisti e intrecci di interessi.
C’è una gigantesca anomalia in quanto sta accadendo: Berlusconi e Veltroni, con il loro contorno di alleati e avversari, relazioni, interessi rappresentati hanno fortemente contribuito a fare nascere e a mantenere in piedi ciò che ora vogliono abbattere. Ora, per voltare pagina, da soli non bastano, né è sufficiente offrire il taglio di qualche testa dell’ancien regime.
Occorre una robusta iniezione di nuovo. E la presenza di un forte soggetto laico e liberalsocialista, che non c’è mai stato nella storia d’Italia, nemmeno nella prima repubblica, sarebbe una grande novità. Anche per questo, oltre che per una valutazione di interesse generale, fin dal primo momento abbiamo visto con favore quanto sta avvenendo. E invitiamo il mondo laico-socialista ad affrontare questo momento pensando in grande. Le piccole botteghe sono destinate ad essere spazzate via.
Pensalibero

“Ora, per voltare pagina, da soli non bastano, né è sufficiente offrire il taglio di qualche testa dell’ancien regime.
Occorre una robusta iniezione di nuovo”.
Accidenti ! Mi chiedo se stiamo tutti riflettendo su questa affermazione . Perché se lo sappiamo fare (lo sforzo di riflettere ) non credo che possa risultare consolatorio per alcuno il riferimento all’ alleanza ed unione con qualche ex-qualcosa , lo sventolio di qualche vecchio vessillo , od il rispolverare passate credenziali. Io non credo . Ma forse qualche nostalgico è pronto a strapparsi le vesti per sostenerlo .
Si tratta di scegliere cosa fare.
D’accordo con Paris, la seconda repubblica non è mai nata, ma è solo un’espressione che scimmiotta in modo scolastico la storia altrui. Ed è questo che fa pena. M.S.
In realtà la seconda repubblica non è mai nata. La fine di buona parte della classe politica determinata da tangentopoli ha in parte innovato alcuni quadri ma per la maggior parte è stato un grande riciclaggiodi persone e personaggi.
Le poche e scarsamente incive riforme non erano e non sono sudfficienti per poter parlare di seconda repubblica perchè vizi e comportamenti sono sempre gli stessi e anche la marginale riforma della Costituzione non autorizza a parlare di “seconda Repubblica” fu solo una convenzione di comodo, una parola, per fingere che qualcosa fosse cambiato.
Speriamo che riforme vere si facciano ma questi politici, tutti, sono poco credibili.
Marcello
…ci fu un periodo in cui si sentiva dire: “una risata li seppellirà”!
Peccato che sia passato di moda…..
Però esortare i piccoli gruppi laici a riunirsi è ina roba seria, ma….