Tassa e spendi. Mentre al Senato la Finanziaria procede con calma ma procede la manovra economica del Governo si dimostra sempre più per quello che è, l’ennesimo saccheggio delle casse pubbliche. Ormai i provvedimenti che aumentano la spesa non si contano più, dall’abolizione dei ticket sulla diagnostica alla stabilizzazione dei precari, è tutto un raschiare un fondo di barile che non c’è più. La copertura delle nuove spese è ottenuta solo grazie a degli artifici contabili. I tentativi dei diniani di mettere qualche argine sono addirittura patetici. Valga per tutti il caso della norma che vorrebbe sottoporre a prove selettive i precari da assumere. Anche senza considerare che il livello quantitativo dei nostri dipendenti pubblici è, già ora, uno dei più alti al mondo, c’è da dire che alla cosiddetta “prova” dovrebbero sottoporsi solo quei precari che lavorano da meno di tre anni, e cioè una cifra attorno alle quindicimila unità a fronte di un esercito di oltre 400mila persone. Del resto per capire come tutta la politica del governo sia improntata alla politica del “tassa e spendi” basta fare due conti terra terra. I vari tesoretti trovati nei mesi scorsi dal governo, cioè le maggiori risorse derivate non dalla lotta all’evasione ma dall’incremento delle tasse attuato dalla finanziaria 2007, assommano a 15 miliardi. A questi vanno aggiunti i 12 miliardi stabiliti dalla manovra 2008 di cui si sta discutendo. In totale abbiamo un incremento di spesa di 27 miliardi, pari a 54mila miliardi delle vecchie lire, in pratica una delle più grandi manovre di sempre. Ebbene questa montagna di soldi invece di essere impiegata per abbassare il livello delle tasse, che va ricordato tutte le statistiche internazionali ci dimostrano come aumentato di oltre un punto nel corso dell’ultimo anno, viene utilizzata interamente per incrementare la spesa. Così facendo si creano le premesse per aumentare ancora di più il debito pubblico e rallentare ulteriormente una crescita che già oggi risulta frenata dall’alto livello dell’imposizione fiscale. In pratica per tenere buona la sinistra e permettere la sopravvivenza del governo si porta il Paese, e soprattutto i giovani, allo sfascio.

Lascia un commento