Rosy Bindi cui non fa difetto la sincerità è quella che lo ha detto con maggiore chiarezza: Walter Veltroni tanto l’aveva resa felice all’inizio della assemblea costituente del PD quanto l’ha fatta arrabbiare alla fine.
Lei ha parlato fuori dai denti: ma un senso di disagio ha pervaso una buona parte dei “costituenti” del partito democratico, soprattutto quelli provenienti dalla margherita.
Il fatto è che Veltroni, dopo aver esposto tante belle cose sul partito nuovo, poi, al dunque, ci è andato giù pesantissimo nel mettere le mani sulla “creatura” e nel far capire da subito che comanda davvero.
Il sindaco di Roma non ha fatto altro che applicare il metodo classico di ogni partito politico, almeno dei partiti fino ad oggi conosciuti, quindi tutt’altro che nuovi. Finchè sei in luna di miele con chi ti ha messo in mano il giocattolo, esercita tutto il potere per rafforzarti: metti i tuoi uomini ovunque puoi e prendi saldamente tutte le leve.
Dunque, al di la dei discorsi sui giovani, sulle donne, sui buoni sentimenti, sui milioni di fondatori del PD, etc, vai con il blitz: commissioni approvate per alzata di mano cogliendo di sorpresa la platea, cassa in mano ad un fedelissimo, un vice-segretario prima ancora che lo statuto preveda questa figura, input per nominare da subito, con regole improvvisate e favorevoli tutti gli organismi periferici del nuovo partito.
Metodi classici, quindi vecchi e assai lontani da una reale democrazia e trasparenza nei processi decisionali interni .
Rosy Bindi ha denunciato chiaramente questi metodi e moltissimi, dicevamo, si sono limitati a bofonchiare.
E tutti si sono accorti di una cosa: il vero erede di Togliatti e della sua doppiezza non è Massimo D’Alema, come erroneamente si era creduto fino ad oggi. Assai più che al ministro degli esteri la doppiezza si addice al neo-segretario del PD: a Walter il “buono”.
ALTRO CHE D’ALEMA. E’ WALTER L’EREDE DI TOGLIATTI!
Commissioni approvate per alzata di mano cogliendo di sorpresa la platea, cassa in mano ad un fedelissimo, un vice-segretario non previsto dallo statuto, input per nominare da subito, con regole improvvisate e favorevoli tutti gli organismi periferici del nuovo partito.

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