Per una colf ci sono gli otto giorni, per Prodi gli otto mesi. E’ questo infatti il lasso temporale che il nuovo segretario del PD è disposto a dare al Presidente del consiglio in carica. Otto mesi per dare al governo “un’impronta riformista”, per far vedere che la nascita del nuovo partito è servita davvero ad accelerare l’azione dell’Esecutivo. Prodi in una lettera subito scritta a Veltroni ha cercato di mettere alcuni puntini sulle i “ci saranno passaggi non facili e tentazioni. Ma so che non cederemo”. La volontà di non creare difficoltà al governo forse in Veltroni è anche sincera ma è di tutta evidenza che il perno del centro sinistra fino ad ieri rappresentato da Prodi oggi è incarnato da Veltroni. E il sindaco di Roma ha soprattutto bisogno di dimostrare che il PD è un soggetto davvero nuovo, capace non solo di fare le riforme di cui il Paese ha bisogno, come ad esempio una legge per le pensioni in linea con l’Europa, ma anche di dare forti segnali di “discontinuità” (altro concetto subito evocato da Veltroni), come una riduzione non simbolica dei membri del Governo. Se Prodi farà tutto questo, negli otto mesi canonici, bene, altrimenti, e qui scatta la seconda parte del ragionamento per ora non esplicitata, tanto vale andare alle elezioni e giocare nelle urne la carta del rinnovamento che il governo non è riuscito ad attuare. Nei prossimi mesi così assisteremo ad una sorta di partita a ping pong con la pallina del nuovo da concretizzare che corre da una parte all’altra del campo. Prodi sarà costretto ad appoggiarsi ancora più di oggi all’ala della sinistra radicale, cercherà di mediare su tutto e tenterà di sfruttare gli inevitabili malcontenti che già si stanno profilando all’interno delle assemblee costituenti del nuovo partito dove saranno inevitabilmente emarginati, o almeno ridimensionati, molti dei vecchi capi di ieri. L’azione del governo sarà ulteriormente bloccata anche perché la sinistra, per non correre il rischio di essere del tutto travolta dall’onda d’urto generata dalla fusione fra Ds e Margherita, dovrà dar vita ad una qualche forma di unità per tentare di contrastare la svolta moderata innescata dal Pd sulla politica italiana.

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