Un ragazzo che oggi decida di informarsi non può permettersi di essere ingenuo. Non può illudersi di sapere come vanno veramente le cose leggendo distrattamente un giornale, guardando la tv a pranzo o usando internet con superficialità. A meno che non voglia essere vittima dell’informazione, o semplicemente male informato, è obbligato a conoscere i segreti di questo complesso universo.
Poniamo che questo ragazzo voglia decifrare il codice dietro cui si nasconde la vera informazione, e decida di affrontare inganni e trappole per raggiungerla; poniamo anche che abbia interesse, costanza e la capacità di comprendere. Convinto di fare la scelta giusta, egli intraprende il suo cammino: compra giornali diversi, vede il tg di ogni rete, naviga sui siti di informazione e scambia idee con i colleghi. Scopre che le notizie sono date in maniera diversa, che alcune fonti sono più o meno attendibili, che la faziosità è molto diffusa. Procedendo, il ragazzo fa delle scelte: per alcune informazioni si rivolgerà ad una data testata, per altre ad un preciso telegiornale. Cercherà di evitare le opinioni facili e di non fermarsi davanti a quelle complesse, sviluppando passo passo il suo pensiero individuale.
Arrivato a questo punto, poniamo che il nostro ragazzo, come è naturale che sia, voglia condividere le sue conoscenze con altre persone. Entra in un bar e nota tre uomini che parlano di politica; senza presunzione, ad una pausa nella conversazione, corregge uno con un commento. E di riflesso quelli cambiano discorso. Il ragazzo va via, compra due giornali e sale sul bus. I titoli delle testate sono bene in vista e la gente lo guarda …storto.
«Perché?» Si domanda.
Perché l’uomo comune non prova interesse per la verità. Preferisce il concetto semplice che lo soddisfi, la curiosità che lo stupisca, il particolare scabroso che lo scandalizzi, il futile che lo distragga e l’ovvio che lo rassicuri. L’uomo comune, nei giornali e in tv, cerca questo. E questo gli viene dato, e il risultato è che i mezzi di informazione seguendo le leggi del mercato si trasformano in espositori di notizie da consumare, di cui la fondatezza non è un ingrediente necessario. E per trovare del vero in questa discarica di inutile spazzatura il nostro ragazzo ne esce sporco e puzzolente, e come se non bastasse, salendo a galla, si trova pure addosso gli sguardi zotici di quelli che in superficie con avidità sbranano i rifiuti più marci.
Superati questi ostacoli il ragazzo potrà raggiungere la verità di cui nutrirsi, e chissà, scoprire che ha un sapore che non gli piace affatto.
Stefano Piana

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