La politica italiana è sempre più ad un punto morto incapace di rinnovarsi e di rinnovare.
Mentre in Gran Bretagna, Tony Blair esce dalla scena politica a 54 anni, nella nostra Penisola si inizia a far politica spesso superati i 60 anni come pare si accinga a fare Luca Cordero di Montezemolo, nuovo leader dell’antipolitica aglio, olio e peperoncino.
Eh sì, perché pare che in Italia per risollevare il morale degli elettori sia necessario il “peperoncino”:
negli anni ’20 si chiamava Mussolini, nel ’94 Berlusconi ed oggi, chissà, forse proprio Montezemolo.
Il nuovo “uomo forte”.
A dire il vero poco crediamo che il Presidente di Confindustria s’accinga a “scendere in pista” come hanno ventilato i mass media, purtuttavia le sue dichiarazioni la dicono lunga sulla nuova crisi antipolitica che sta attraversanto il Paese.
Del resto: nulla di nuovo. Come ai tempi di Tangentopoli ecco spuntare i Poteri forti legati al carro prodiano che in questo caso temono sempre più di perdere il timone (anche a causa del costruendo Partito democratico che è apparso a tutti un flop buono solo a tenere insieme i postcomunisti ed i
postdemocristiani) e che non vogliono che i loro politici di riferimento facciano la fine di Bettino Craxi che nel ’92 contribuirono a liquidare proprio in quanto a loro inviso.
In tutto questo il ruolo dei laici, liberalsocialisti, repubblicani e liberali potrebbe essere molto importante se solo sapessero cogliere l’occasione per sconvolgere l’attuale quadro politico e porsi alla guida del malcontento sempre più diffuso a causa di una classe politica meramente interessata a rimanere in vita senza progetti e prospettive di lungo termine (tanto a livello nazionale quanto nell’ambito locale).
Qui non si tratta più, a parer mio, di dividersi fra “destra” e “sinistra”, ma fra innovatori e conservatori ed in questo senso uno spazio per persone come Capezzone ed i radicali, i socialisti di Boselli e quelli sparsi nel centrodestra, i repubblicani di La Malfa e i riformatori liberali di Della Vedova (tutti quanti pur con i loro abnormi limiti e difetti) potrebbero fare quadrato attorno ad un programma comune di intenti che sia in grado, dal basso, di rendere la politica più trasparente e vicina ai cittadini.
Per l’intanto, di concreto, il 7 ed 8 luglio a Chianciano si terrà la seconda assemblea della Costituente Laica e Liberalsocialista con la partecipazione di esponenti della cultura e dei partiti laici, (liberali, radicali, repubblicani,
socialisti) ed ex diesse che non confluiranno nel Partito Democratico.
Qualora ne uscisse finalmente un soggetto unitario e contrapposto ad entrambi i Poli conservatori, allora forse il paronama politico italiano avrà la possibilità di rinnovarsi.
Chi, del resto, se non i partiti laici che fondano la loro storia e cultura nelle libertà individuali e nella coscienza morale del Paese potrebbe contribuire a fare ciò ?
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it

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