Bisogna avere un grande cuore per amare così ..o è l’amore ad allargarci il cuore?
Gli educatori e i sociologi sostengono che si dà quello che si riceve. Ma ci sono casi eccezonali. In questi casi , chi non ha nulla, dà quello che non ha, sperando inconsciamente di essere risucchiato dal vuoto e di precipitare negli abissi e perdersi per sempre.
Nessun angelo salvatore, scenderà troppo in basso per far risalire l’eroe in superfice.
La morte dell’eroe è la più ingrata: è quella di chi nonostante tutto ha dato sé stesso, malgrado non avesse nulla, a discapito di qualsiasi pericolo, nella speranza di una giustizia.
Ma chi è l’eroe? Un invenzione letteraria, un delirio di una mente scoppiata, un kamikaze, un uomo che perché ha perso il lavoro a 50 anni, fa un gesto estremo, un adolescente che si suicida perché non sopporta più le offese alla sua dignità, o perfino una madre che uccide suo figlio perché non vuole sentirlo piangere?
Ci sono tante tipologie di eroi, se ne potrebbero elencare ancora tante, e magari scoprire che l’eroismo sta diventando una nuova grande ideologia che sicuramente a Napoli non avrà seguaci.
Napoli è sempre stata una citta di terra e di fuoco, il mare? Probabilmente è opera di un pittore ..
Per dire, della concretezza del napoletano, del suo attaccamento alla vita anche quando è inaccettabile.
No, questa non è una città di eroi, forse di grandi individualità, di profonde divisioni tra classi sociali e culturali, tra politica e società.
Ma la sua non è una vocazione eroica, al contrario, il napoletano ha paura di bussare alla porta dei suoi diritti, figurarsi a quella dell’angelo giustiziere!
A Napoli c’è lagnanza, indignazione, collera, ma tutto è viscerale, non nasce da un unico principio forte, convinto e che duri nel tempo. E’ così, in questa città si semina, si raccoglie e poi si brucia tutto per accendere un falò e dimenticare tutto.
Perché qui si voltano le pagine, senza capire le precedenti, ci si ama e poi ci si odia, si piange e subito dopo si ride.
Napoli non è una città di eroi, e questo è un bene perché la rende umana nonostante tutto. Sono tanti i bambini, gli uomini e le donne di Napoli, che non hanno mai ricevuto un amore perché… malgrado che … e a discapito di … e che hanno dato quello che non avevano, nononstante e a dispetto di tutto, e dopo anziché perdersi nel vuoto, hanno allargato le braccia con rassegnazione, continuando a guardare il passeggiare della gente, seduti su un muretto, di fronte a una Chiesa.
Tanto: “tutto si scorda, finisce, è perduto”.
Paulette Ievoli

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