
La seconda considerazione, immediatamente collegata alla prima, è che la cultura catto-comunista dominante in Italia ha operato una vera e propria rimozione di tutti i simboli e di tutte le personalità del mondo laico e riformista. Lenin e Stalin, Togliatti e Berlinguer, papi, vescovi, santi ed esponenti della sinistra DC sono ricordati dalla toponomastica in ogni sperduto angolo della penisola.
Ma i protagonisti della storia italiana appartenenti alla cultura laica, liberale e socialista sono relegati in posizioni di secondo e terzo piano o totalmente ignorati. Salvo che essere evocati (Matteotti, Fratelli Rosselli, etc. )per rammentare il valore dell’antifascismo, non per le loro ideedi libertà e di progresso.
Particolarmente significativo, al riguardo, Giuseppe Saragat. E’ stato non solo l’esponente più significativo e anticipatore di un socialismo democratico moderno e liberale, ma anche Presidente della repubblica.
Dunque ha il torto di ricordare i gravissimi errori e ritardi culturali di molti, troppi, soprattutto a sinistra. Contro di lui è avvenuta la rimozione più feroce.
Ma- ed è la terza considerazione- queste operazioni sono destinate al fallimento come tutte le cose ottuse. Piano piano la verità è destinata a farsi strada.
Così, quando ad Hammamet si svolgerà la cerimonia ufficiale, per l’intitolazione a Craxi di una via, in occasione del settimo anniversario della scomparsa, il prossimo 19 gennaio 2007, tutti i laici, liberali e socialisti saranno idealmente presenti: lieti che un altro piccolo passo si compie per l’emersione di una memoria ingiustamente calpestata.

Condivido pienamente quanto detto da Gabriela Ariola
La questione Craxi è troppo più ampia e controversa del nome di una strada.
Con essa,si voglia o no,dovremo fare i conti.
Ma,tornando al nocciolo dell’articolo,quante strade sono state intitolate a Gobetti,Rosselli,Rossi,Calamandrei,Salvemini,Saragat?
Titolare la via a chicchessia è lecito, non dev’essere fatto, però, mai contro qualcuno. Finche gli animi non si sono placati, titolare una via a Bettino, ha il sapore di rivalsa contro ….. , contro i giudici, contro i comunisti ecc.
La principale causa di questa situazione, della non pacificazione, a mio parere, sta nel modo in cui Stefania Craxi,ogni volta che apre bocca, abbastanza sgraziatamente, sputa veleno ed aizza le destre ,tutte brave persone difensori della memoria del padre, contro le sinistre, tutti accusatori e becchini responsabili della sua morte.E’ arrivata persino ad inveire contro il fratello quando questi ha capito che il suo posto non poteva essere, proprio per la storia del padre, alle dipendenze di Berlusconi e a braccetto con i “compagni di merenda”
Il dolore per la perdita di un padre è incolmabile, più è grande più lo si racchiude nel cuore e non lo si vuol dividere con nessuno, tanto mero si usa, questo grande dolore, a mò di clava e/o lo si strumentalizza per assicurarsi un ruolo politico.
Penso che la riappacificazione e la giusta lettura di ciò che accadde in quegli anni, non può che passare attraverso l’ onesta e sincera accettazione delle responsabilità da parte di tutti o almeno che coloro che hanno contribuito in maniera determinante al susseguirsi dei fatti, acquistino, se non la capacità di ammettere almeno con se stessi le responsabilità, riescano ad acquisire la dignità necessarie per tacere.
Per quanto riguarda “Sigonella”,non è un simbolo anti americano, ma un simbolo forte della non subalternità dell’Italia e della “nostra” sovranità nazionale. Per questo sono convinto che possa essere un primo passo verso la “riappacificazione”. Non so, però, quanti,a destra, la vogliono.
La Sinistra Italiana deve fare i conti con Craxi, altro che una straduccia!
Che una o più strade, in Italia o in Inghilterra, sono intitolate a Bettino Craxi è un argomento marginale. Preferisco rimanere fuori da questo dibattito piccolo.
Di più corposo interesse è invece un dibattito che si deve aprire sullo statista scomparso, sull’opera politica dello stesso. Un dibattito che deve interessare soprattutto la Sinistra italiana, tutta e non solo i Socialisti, che non può arrovellarsi e consegnare alle future generazione esclusivamente il ribaltone da cui nacque il governo Dini (grandissimo progetto politico) ed il recente ribaltone del Senatore De Gregorio (ma siamo convinti che Di Pietro non c’entri per nulla?).
Il dibattito che chiedo, e che è indispensabile, riguarda un progetto politico di modernizzazione della Società Italiana e di modernizzazione, di conseguenza, della Sinistra tutta che, protrattosi dal Congresso Socialista del 1978 fino a tangentopoli, ha interessato molti aspetti dell’Italia.
Condivido con il compagno Mercanzin che Craxi è stato scaricato vilmente dai Socialisti stessi, in Italia ed all’estero, per cui una strada non può togliere né mettere sia alle grandezze politiche che alle grandi viltà.
Ci sia un dibattito vero ed autenticamente politico anche in quel punto dove il progetto craxiano sembrò incrociarsi con la svolta della Bolognina di Occhetto (altro nome su cui la Sinistra italiana deve fare i conti per non ridursi a ricordare solo Prodi).
La Sinistra italiana faccia i conti con Craxi che appare sempre più come il Principe di Macchiavelli che da morto da fastidio nella storia.
Gino Di Maro
Come sempre con il suo fare da Don Abbondio il Presidente Prodi è montato sul carro a favore di una via per Craxi in Italia proponendo che sia fatta a Sigonella. Ovviamente questo gli serve per strizzare un occhio alla parte antiamericana della sua maggioranza dicendo “vi faccio ingoiare una via a Craxi cosi’ anche quelli che la volevano sono contenti però in realtà lo faccio per mettere un dito in un occhio agli americani e ad Israele ricordando di Craxi solo quella vicenda”. Ma visto che per fortuna l’intitolazione delle strade è di competenza dei comuni allora quando dovremo ancora attendere una Via Bettino Craxi – Statista Italiano in centro a Milano? Quando ancora dovrà attendere il Sindaco Moratti per prendere questa decisione? E li’ si vedrà chi sono coloro che veramente sono d’accordo su questa cosa perchè con la contrarietà già dichiarata di AN e Lega solo con un voto trasversale si potrà ottenere la via. Su questa cosa il Presidente Berlusconi, da amico e beneficiato da Craxi, si sarebbe dovuto impegnare già nei riguardi della precedente giunta Albertini però è ancora in tempo per rimediare. Spero che il 2007 sia l’anno buono. Un’ultima cosa: Veltroni che non si perde mai un funerale, per motivi promozionali ovviamente, non ha partecipato a quello di Welby e negli stessi giorni ha intitolato la Stazione Termini di Roma a Giovanni Paolo II. Vedo che il Partito Democratico parte con il piede della massima laicità.
HAMMAMET non è in Italia. E’ in Tunisia.
Signor Zine El Abidine Alì, grazie per l’azione in difesa della memoria di Bettino Craxi.
28 Dicembre 2006
Domenico Civitano Bitetto (BA)
La notizia di una via per Bettino Craxi mi rende molto felice, fa sicuramente riflettere che sia più apprezzato all’estero che in Italia. Sul tema anche alcuni esponenti poltici italiani si sono dimostrati favorevoli affermando che “Sono maturi i tempi perchè sulla figura del leader socialista si avvii un processo in tal senso”. Dispiace, però, che a Milano città in cui Craxi ha vissuto sia stata bocciata l’intitolazione di una via a lui da chi falsamente si professa suo erede politico nel socialismo (DS) non ci rimane che sperare in alcuni componenti della giunta Moratti affinchè Milano, patria del riformismo, sia tra le prime città ad intitolare una via a Craxi.
Ricordo che in Italia esistono già luoghi dedicat ia Craxi tra cui la piazza del comune di Aulla (massa Carrara). Questa intitolazione mi fa ancora + piacere poiche è stata tolta a Gramsci. Considerato che Craxi, in vita ha combattuto contro l’egemonia comunista, questo è un modo opportuno di ricordarlo nella toponomastica.
Un detto, mai smentito, afferma “ Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna”; Un uomo non riuscirà mai ad essere grande da solo.
Craxi ha avuto il torto di “sposare” piccole ,insulse e litigiose donnine.
Ci si meraviglia che ci sia stato il fuggi fuggi dei “gerarchi”.
Forattini, disegnava Craxi a caricatura di Mussolini, non perché Craxi fosse considerato fascista, ma perché come il Duce si era circondato di consiglieri attenti al proprio potere ed ai propri interessi, pronti a girargli le spalle non appena l’aria diventasse pesante.
Lo stesso Berlusconi, che a craxi deve pressocchè tutto, ha usato il suo potere mediatico per distruggerlo, salvo poi a cose fatte, dichiararsi, per convenienza politica, sempre suo amico.
Io che Craxiano non lo sono mai stato, non vedo ostacoli ad intitolare vie e/o piazze, anche se penso che in Italia, ultimamente non sia tanto qualificante, visto se si sino intitolate strade a “cani e porci”.
Penso che il modo migliore per onorarne la memoria, sia quello di ricostruire un grande partito socialista, la dove egli lo auspicava, a sinistra, che sia alternativo alla sinistra radicale ed alle destre qualunquiste.
Io credo che i primi colpevoli politici della sorte di Bettino Craxi (al di là di coloro che fecero di tutto per abbatterlo e di coloro che cavalcarono l’ondata giustizialista e qui ci stanno quasi tutti i protagonisti della seconda repubblica dai postcomunisti, a Rutelli, ai postmissini, ai leghisti fino a Silvio Berlusconi che con le sue televisioni fu il maggior artefice della campagna mediatica contro Craxi, pensate che si arrivò al punto che Sorrisi e Canzoni distribui’ gli adesivi “forza Di Pietro”..) siano stati i dirigenti del PSI che lo abbandonarono appena la nave mostrò qualche segno di cedimento. Ovviamente Pannella sulla sorte del nostro mondo laico ha avuto ed ha molte colpe, prima tra tutte aver fatto di tutto per distruggere il successo elettorale della Bonino alle Europee del 1999, perchè vittima anche lui del morbo laico ovvero del settarismo e del voler essere a tutti i costi primedonne. Stesse colpe le ha Giorgio La Malfa che invece di difendere il sistema della Prima Repubblica che aveva contribuito a rendere importante nella vita politica italiana una tradizione minoritaria come quella repubblicana e mazziniana lo attaccò con l’idea bislacca del “partito degli onesti” che causò in pratica la fine del PRI. Le colpe dei protagonisti del mondo laico e riformista negli anni ’90 sono tante, se no non saremmo arrivati a questo punto, ma io chiedo per tutti un’amnistia per poter ricominciare a costruire qualcosa. Non accusiamoci più l’un l’altro, tutti chi più chi meno abbiamo delle colpe se non anche solo delle omissioni, ma iniziamo a chiederci dove vogliamo andare e cosa vogliamo fare e non più cosa abbiamo fatto e dove siamo stati fino ad ora.
Non mi scandalizzo certo per l’ostracismo che “a dritta e a manca” si pratica contro Bettino Craxi. Ovvio che lo sia essendo LUI il politico che SOLENNEMENTE HA RICHIESTO A CHI SI RITENEVA PULITO DI ALZARSI IN PIEDI.
Conformemente (mi si perdoni il blasfemo paragone) a CHI aveva detto “chi è senza peccato scagli la prima pietra” anche lui è stato “crocefisso.
Stiamo ancora aspettando le risposte dell’on Napolitano, presidente della Camera e del senatore Spadolini, presidente del Senato, in merito all’approvazione dei bilanci dei PARTITI.
Ma la colpa più grave non è dei nostri avversari, che hanno la coda di paglia, è DELL’INTERNAZIONALE SOCIALISTA che, anziché fare barriera in difesa di uno dei suoi più illustri rappresentanti, lo ha scaricato in malo modo, tradendo anche senza “che il gallo cantasse” la reciproca fiducia e condannandolo senza aspettare la conclusione dei processi e l’evoluzione delle cose, soprattutto delle GUERRE PER BANDE che l’Italia della 2^ Repubblica si accingeva a combattere.
L’ignavia e la viltà dell’internazionale socialista, potranno difficilmente essere cancellate e la loro macchia resterà negli annali della storia del movimento operaio mondiale!
Io penso che anche i radicali avrebbero potuto essere più generosi. Non parlo di Capezzone, troppo giovane. Ma di fronte alla canea giustizialista montante, Pannella, dopo qualche timido tentativo, giusto per condividere la luce dei riflettori, abbozzò. Nonostante la generosità sempre dimostrata da Craxi nei suoi confronti.
E, già che ci sono, mi permetto di aggiungere una cosa. I postcomunisti devono fare certo i conti con la loro storia. Questo lo sanno (e lo dicono) tutti. Ma se anche i radicali riflettessero un po sulla loro. Sulle occasioni perdute e sulla scarsa generosità nei confronti del mondo laico, liberale e socialista i cui abitanti spesso hanno considerato fastidiosi abusivi? Nonostante che questi ultimi mai si fossero risparmiatia favore delle battaglie di Pannella & C.!
So che Daniele Capezzone spesso non è molto amato(non da me perchè lo considero uno dei pochi politici italiani presenti in Parlamento degno di essere ascoltato…) però la sua dichiarazione su questa vicenda mi sembra perfetta:
“La storia sarà ben più generosa, rispetto alla figura di Bettino Craxi, di quanto non lo sia stata la cronaca di quest’ultimo decennio. E ora tocca alla sinistra postcomunista fare i conti con il “caso Craxi”. Lo hanno demonizzato in vita e perfino post mortem.Ma ora non si tratta solo di intitolargli una strada (e il dibattito sembra francamente un po’ povero, da questo punto di vista), ma di rileggere gli anni Ottanta, in cui il Pci giocò un ruolo in direzione opposta alle esigenze di modernizzazione del paese. Questo è il dibattito che va fatto, e non solo per gusto storiografico, ma perché i nodi (anche oggi, anche rispetto al progetto del Partito Democratico) sono sempre gli stessi: riforme economiche, rapporto con il sindacato, necessità di maggiore dinamismo e mobilità sociale. Su tutto questo, all’attuale sinistra post-Pci non si richiedono convegni, ma atti concreti.” Che ne pensate?
Ogni anno chiedo insieme ad un gruppo di amici che si intitoli a Ravenna una strada a Bettino Craxi ma i “socialisti europei” diessini e ancor più quelli della Margherita si oppongono dicendo che non lo ritengono opportuno. Vedo che la stessa cosa accade a Milano per la contrarietà di AN e Lega. Questo dovrebbe fare riflettere tutti i socialisti riformisti che hanno amato e stimato Bettino Craxi: nessuna giunta nè di centrosinistra nè di centrodestra in Italia ritiene opportuno dedicare una strada ad un grande italiano. A Ravenna, città repubblicana da sempre, con grande fatica si è dedicata una strada in periferia e sconosciuta a tutti a Giovanni Spadolini. Mai vidi in Toscana(ma forse sono stato poco attento io e gradirei segnalazioni in proposito) strade dedicate al grande Randolfo Pacciardi. Pensate che persino la cittadina di Milano Marittima ha il viale principale con tutti i negozi di lusso dedicato a Gramsci. Solo che mi chiedo una cosa: se non siamo stati in grado noi laici di difendere la nostra memoria quando eravamo al governo e contavamo politicamente in Italia come potremmo farlo ora che siamo confinati ai margini della politica?