I sindaci in rosso, come mal amministrare e avere tanto successo. E’ una lettura interessante l’ultimo Manuale di Conversazione politica edito da Libero. In circa 300 pagine vengono demolite alcune fra le tanto decantate amministrazioni di sinistra delle nostre città più importanti. Fra queste Siena e Firenze. La tesi centrale del libro, come è scritto nell’introduzione, è che “il mito dei sindaci rossi fa acqua da tutte le parti: il loro presunto buon governo sbandierato per anni da media compiacenti in realtà è un malgoverno clientelare sistematico e patologico della spesa pubblica locale. Dunque, assoluzione per il centro destra? Nemmeno per sogno. Anzi, diciamolo chiaro: il centrodestra ha problemi ancora più seri. Ed è ancora più colpevole”.
Nel capitolo dedicato a Firenze e curato da Tino Oldani è fra l’altro citato anche il nostro sito e vengono riportate alcune battaglie, di solo ed esclusivo buonsenso, fatte per e su Firenze. Ma non è per questo che vogliamo citare il volume. Lo facciamo perché vi si trovano due tesi, poi sintetizzabili in una, che costituiscono anche il filo conduttore della nostra azione politica. Non siamo in presenza, a sinistra, di buoni amministratori che si impongono con la forza delle loro idee e delle loro realizzazioni. Ci troviamo in un deserto politico dove alcuni amministrano e fanno il bello e cattivo tempo per la ragione molto semplice che dall’altra parte non c’è il contropotere rappresentato dall’opposizione che avanza un’idea alternativa di città. Oldani ne parla diffusamente. Dice che l’opposizione non esiste e cita la vicenda Valentino, il candidato sindaco della Casa delle Libertà che dopo 8 mesi è passato ai Verdi ( a questo proposito Oldani fa grazia di ricordare i due precedenti candidati del centro destra a Palazzo Vecchio. Nel ’99 fu candidato un illustre professore esponente della società civile che dopo nemmeno un anno di consiglio comunale ha giustamente preferito tornare ai suoi studi e la volta precedente fu appoggiato il sindaco uscente Morales, esponente socialista, che poi ovviamente è andato nello Sdi. Così in tre elezioni comunali il centro destra non è riuscito a costruire un bel niente). Poi arriva la stoccata finale “Insomma se a Firenze c’è chi sostiene che l’opposizione in Comune non c’è perché in realtà si tratta di una minoranza, una sorta di specie protetta come si usava una volta nei Paesi dell’est, gli argomenti non gli fanno difetto. L’unica cosa che manca, purtroppo, è una seria conduzione politica della locale Casa delle Libertà che sembra non avere credibilità e strategia appena sufficienti”.
Quindi da una parte il bluff dei sindaci rossi, dall’altra il deserto. Da qui la nostra ambizione, nella consapevolezza che il compito è titanico e le nostre forze esigue. Far riflettere la gente con la loro testa, riscoprire il piacere di pensare in modo libero. Poi vinca il migliore.
Il bluff dei sindaci rossi. Un volume pubblicato dal quotidiano Libero esamina l’operato dei sindaci di sinistra di alcune grandi citta’ italiane. Ne esce un quadro esilarante che riprende e conferma le nostre tesi
Se la sinistra amministra male la colpa è anche di chi non è capace di fare opposizione. L’ultimo volume di Libero cita il caso Firenze. Con il sindaco che studia da grande politico e una Casa delle libertà che non esiste

Aggiungo:
è chiaro che se le gentine di centrosinistra e di centrodestra sono accomunate dalle stesse spicciole speculazioni, le condizioni dello scontro politico non esistono. E non serve a niente nemmeno scoprire che l’associazionismo e il sistema cooperativo rassomigliano a cosche felici. Firenze vive in una disinibita cappa clericale. Come metafora viene in mente un Savonarola in mutande. Se vogliamo uscirne, scopriamo come e perché è accaduto, liberandoci dei secolari luoghi comuni su questa città. Luoghi comuni bassi, ma anche alti, forse anche quelli più alti. Anzi, senza forse! Il resto è vaniloquio politico per trovare un seggio al figliolo.
Ecco un esempio di incapacità di comprensione tra centrodestra e situazione sociopolitica fiorentina: la speculazione immobiliare in questa città è in gran parte opera della “gentina” di sinistra, tutta arrovellata in attività d’affittacamere e negozietti paravento, naturalmente con la benedizione dalle sacre palle del david. Per non parlare poi del diffuso puttanesimo a pagamento delle compagnucce squillo che siedono liberate e travestite nelle sedi cosiddette culturali della città. Il problema del centrodestra è di non aver ancora capito in quali latèbre viva la sinistra, e in quali fogne si debba scendere per scovarne la realtà. Altro che malgoverno cittadino! Altro che vocina mielosa del pretone Martini ammaliato dal sociale!