Cari amici e compagni, colleghe e colleghi, della Direzione del Polo laico, liberale e Socialista.
Ho saputo che Mario Segni, il Mariotto nazionale, che con i Suoi referendum ha contribuito a sconvolgere l’Italia, è in procinto, con la solita compagnia, di proporre un referendum sulla legge elettorale per “rafforzare il bipolarismo” e, di conseguenza, abolire DI NUOVO il multipartitismo.
Il quesito consiste nell’eliminare il collegamento delle liste ai fini dell’attribuzione del premio di maggioranza. Se passa il referendum, le coalizioni saranno costrette ognuna a presentare una sola lista con buona pace del pluralismo.
Il sistema politico, di conseguenza, vedrà due soli partiti/liste: Forza Italia o un sedicente “partito dei moderati” da un lato ed il “Partito Democratico” che si annetterà il resto dall’altro.
Uno squallore simile non possiamo consegnarlo alle future generazioni.
E’ di tutta evidenza che la nostra scelta non può che essere per un clamoroso NOOOOO!
PROPONGO di capeggiare subito una MOBILITAZIONE per il NO.
Propongo un comitato attivo che provocatoriamente aiuti alla raccolta delle firme (è una provocazione meditata, state certi che ….non ho bevuto!) per cui è esso comitato a chiedere questo referendum.
Dobbiamo essere Noi laici, liberali e Socialisti che, su un tema così importante, dopo 15 anni di maggioritario, chiediamo che gli Italiani si pronuncino di nuovo:
La scelta degli Italiani cadrà tra il SI, con le conseguenze innanzi dette in tema di pluralismo politico e di squallore conseguente, ed un NO che polarizzi intorno a se un nuovo blocco politico che chiede, con il mantenimento del multipartitismo, un serio e concreto “ritorno alla politica”.
Le forze democratiche di ispirazione laica, liberale e socialista eredi di UOMINI, DONNE e PARTITI che hanno fatto grande l’Italia possono guidare questo “ritorno alla politica”.
Valutiamo con attenzione se l’ennesimo referendum di Segni può essere uno strumento per poter agire in questa direzione. Valutate la mia provocazione.
Saluti
Gino Di Maro
P.S. su una proposta di Nicola Cariglia:
Un referendum sulla legge elettorale, in direzione ovviamente completamente diversa, fu proposto a Firenze nel giugno scorso dall’ottimo Nicola Cariglia.
Il quesito che ci proponeva era teso a ripristinare il voto di preferenza a fronte dell’assurdità di liste bloccate (che solo “questo centrodestra” egemonizzato da Berlusconi poteva pensare e poi addirittura attuare), un sistema che tanto ci ricorda le “elezioni” come si tenevano nell’Est Europa comunista.
Il quesito proposto da Nicola Cariglia non è tecnicamente proponibile (a differenza di quello di Segni) per cui già all’epoca mi pronunciai per individuare uno strumento politico diverso ma comunque incidente nella stessa direzione.
Lo strumento politico diverso potrebbe, paradossalmente, essere proprio il referendum di Segni ove una vittoria del NO (cui ci batteremo) non potrà non essere letta se non in senso opposto.
Dovrà essere eletta nella istanza di maggiore democrazia e partecipazione popolare e, con essa, nel ripristino, usurpato, della elezione dei rappresentanti nelle istituzioni da parte del popolo e non nella mera nomina da parte delle segreterie dei partiti.
Valutiamo anche questo.
Qui mi convinco ancora di più sulla proposta, che lascio al Vs dibattito, di affiancarci nell’iniziativa della raccolta delle firme.

Lascia un commento