Alla fine di giugno si voterà il referendum confermativo di alcune riforme costituzionali che porteranno soprattutto alle regioni, maggiore autonomia ma anche maggiore responsabilità !
Un voto importante perché finalmente può portare a rompere l’inutile “sacrario costituzionale” attraverso il voto diretto dei cittadini.Un voto che deve essere confermativo di quanto espresso da un governo votato nel 2001 proprio con il preciso mandato, della maggioranza degli elettori, ad attuare le riforme necessarie della carta costituzionale.Riforme che il paese richiede dagli anni ottanta senza nulla avere ancora avuto se non qualche timida apertura consentita dalla Legge Bassanini(solo alla fine anni novanta) che ha dato alle Regioni maggiore autonomia con alcune modifiche dell’art .117 della costituzione !La costituzione, è bene ricordare, è solo un contratto fra cittadini e Stato e come ogni buon contratto andrebbe via, via aggiornato alle nuove esigenze che qualsiasi generazione di cittadini componente uno Stato si trova ad affrontare nel corso della vita .Niente di sacro in essa vi può essere tranne che la garanzia di libertà e giustizia ad ognuno dei suoi cittadini.La nostra costituzione è nata da un emergenza nel paese (fine di una guerra e di una dittatura) e funzionale a questa emergenza ma proprio per questa destinata a dover essere migliorata nel tempo, senza timidezze o preoccupazioni, purtroppo invece è stata fino ad ora interpretata come le tavole di Mosè senza averne la semplicità e la schiettezza !
Il paese negli anni si è sviluppato al di là del trattato costituzionale ma il contratto non è stato minimamente aggiornato soffocando la comunità e costringendola a operazioni di escamotage per reggere allo sviluppo sociale .Nuove formazioni politiche nascono significativamente per questa necessità, altre se ne fanno interpreti senza esito e il sistema politico entra in una crisi che si crede morale e che invece è semplicemente strutturale, ma ancora si è fatto finta di non capire per non intaccare il sistema di potere oligarchico (cosiddetti poteri forti) cresciuto all’ombra della costituzione del 1948. Ora siamo arrivati per lo meno alla ristrutturazione della seconda parte del contratto con modifiche necessarie all’oggi anche se purtroppo sono destinate al domani, ma che comunque rompono una consuetudine che sa di oscurantismo .Molti sono i punti di rilievo positivo e comuni ai due schieramenti che oggi compongono il bipolarismo italiano, come la diversificazione dei ruoli di Camera e Senato per rendere più veloci i dispositivi legislativi(meno tempo, meno costi), la riduzione dei parlamentari, riduzione più che opportuna e che avrebbe dovuto essere, secondo logica, già attuata con l’avvento dei Consigli Regionali 1970.
Il potere legislativo regionale viene potenziato. Nel contesto della modifica dell’art .117, relativo all’Istituzione Regionale, viene delineato un più chiaro rapporto fra Stato e Regioni rispetto alla Legge Bassanini in vigore dal 2001.Molte importanti competenze saranno responsabilmente compito delle Regioni: dalla sanità, all’istruzione e alla sicurezza territoriale .
L’unità nazionale sarà più salda e sinergica con la crescita di autonomie certe anche nell’economia e negli investimenti ma sussidiarie in giusta misura, con un rispetto maggiore per le singole tradizioni antiche e radicate dei territori regionali e per le aspettative di ognuna, in preparazione di quel federalismo fiscale che solo può portare ad un sano sviluppo economico e sociale dell’intero territorio italiano;un provvedimento legislativo, questo, che tutte le Regioni si attendono dal governo .Solo la consapevolezza delle proprie capacità consente un pacifico sviluppo delle risorse umane e sociali.La riforma prevede anche la conferma referendaria, demandata giustamente ai cittadini, per ogni mutamento costituzionale proposto dal Governo o dal Parlamento. A questo proposito c’è da augurarsi che possa toccare presto anche la prima parte della Costituzione ad iniziare dal primo articolo ,sostituendo il non valore – LAVORO- con il valore – LIBERTA’-
Un SI quindi per non fermare la riforma federale della nostra democrazia che trova sostanzialmente, ormai da tempo, concordi le due polarità politiche del nostro paese,il NO della sinistra sembra più dettato da una ripicca che dal buon senso.
Laura Lodigiani

…”sostituendo il non valore – LAVORO- con il valore – LIBERTA’-“……e certo ! L’operazione appare di primaria importanza,in periodo nel quale trovare lavoro appare sempre più problematico ,mentre la libertà viene offerta ,regalata ,imposta dalle innumerevoli logge ,cupole ,lobbies e centri di potere ( economici e politici),che nel nostro Paese regolano oramai la vita di ogni giorno e di ognuno! Io proverei a meglio indirizzare gli interventi : chiedendo quali punti della nostra vetusta Carta Costituzionale sono stati elusi ,intralciati,negati e stravolti . ….basta pensare al “voto,libero e segreto “…Vogliamo partire da queste cose ,per ridare un minimo di attualità al “contratto”?
Diversa cosa appare la questione del referendum…….a mio modesto avviso ,rebus sic stantibus , la dichiarazione di Ciampi appare fuori luogo e smaccatamente di parte. Perché,se davvero si vuol metter mano a riforme serie e modifiche producenti( e non mantenere lo status quo ,di sostanziale elusione) ,l’unica speranza è che –per cambiare una riforma targata Berlusconi- questa “sinistra” addivenga a concordare l’istituzione di un gruppo costituente …………..e sperando che oggi tale gruppo possa essere dotato di onestà di intenti,come allora…….
E quindi ,avanti con il SI’