E così, il Gruppo dei Centouno guidato da Nicola Cariglia e dal giovane amico Claudio Tirinnanzi, ha lanciato questo appello a tutti i Liberi Pensatori della politica ed al quale anche noi del Partito d’Azione Liberalsocialista abbiamo aderito con entusiasmo.
In un suo ultimo articolo su Pensalibero.it, Nicola Cariglia spiega che: ” nessuno riuscirà mai a convincermi che la sinistra coincide sempre e comunque con il luogo ove si trovano, ieri i comunisti, oggi i post comunisti: magari alleati con post democristiani, poteri economici, editori ispirati dai propri interessi e non dal sacro principio di indipendenza della stampa.
Poichè sono convinto che la vera sinistra non può separarsi mai dai principi della democrazia e del liberalesimo coltivo un sogno: che laici, liberali e socialisti si sentano così forti o orgogliosi da convincersi che sinistra (intesa come progresso nel campo sociale e dei diritti civili) è esattamente là dove si trovano loro.”Personalmente era da tempo che attendevo qualcuno che nell’ambito politico parlasse così così limpidamente e chiaramente della collocazione naturale di chi è laico, liberale e socialista da sempre. Nel profondo.
E qui faccio un piccolo inciso sulla Rosa nel Pugno, la quale, dalla sua fondazione non mi ha granché entusiasmato (ed infatti non mi sono minimamente speso per essa in campagna elettorale come feci anni fa con diverse battaglie radicali).
Come ho avuto modo di scrivere, un progetto di questo tipo non può nascere dal vertice né tanto meno può “accammellarsi” con uno di questi due Poli: l’uno falsamente liberale e l’altro fintamente riformista.
Mi auguro che il micro-ministero dato ad Emma Bonino (rispetto a quello dato al democristo arraffaposti Mastella) faccia aprire gli occhi tanto ai radicali quanto a quelli dello Sdi.
Al momento ne dubitiamo, ma non escludiamo che nel prossimo futuro vi possa essere una convergenza di proposte e di prospettive fra i due soggetti.
Luca Bagatin
www.lucabagatin.ilcannocchiale.it
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Mi permetto una breve nota alle riflessioni di Errera.
A mio avviso contengono spunti di seria e ponderata attenzione. Che dovrebbero, che dovranno, essere valutati e applicati in tutti gli interventi. Seppur, e specialmente, con le singolari interpretazioni possibili. Senza dogmi, preconcetti, anatemi.
Ringrazio.
franchini
Prima di parlare di destra o sinistra, Cerchiamo di confrontare le varie posizioni culturali, prima che politiche. Fortunatamente sono alle nostre spalle le elezioni politiche- il referendum ci pone di fronte a scelte sì politiche, ma di livello diverso. A urne chiuse, quindi, potremo confrontare liberamente e laicamente quello che pensiamo della destra, della sinistra e di quella fascia grigia alla quale appartiene chi non vota, per disgusto, per ignoranza, per stanchezza. E’ un’analisi indispensabile quella che riguarda quella fascia, perchè dobbiamo capire come rendere credibili le posizioni di chi è laico e libertario.
Credo che sarà un confronto, quello del 17 giugno, interessante perchè, appunto, trascorsi i turni elettorali rimarrano fuori dalla sala dove ci riuniremo, gli appetiti di coloro che ambiscono ai seggi, agli incarichi, alle consulenze, alle nomine.
In questa fase dobbiamo puntare sull’approfondimento culturale sui problemi della società italiana europea e internazionale.