Commenta così l’approvazione della delibera 165/06 in merito ai criteri, modalità e termini per la gestione del patrimonio E.R.P, il consigliere di Forza Italia, Paolo Marcheschi, proponente di due emendamenti.
“Invece di affrontare l’emergenza abitativa in atto il centro sinistra ancora una volta, certamente per compiacere la parte radicale della sinistra – continua Marcheschi – non sceglie di Governare il problema abitativo con coraggio e decisione ma preferisce ricorrere a strumenti di Ordinaria Amministrazione; ricorre a un ennesimo regolamento certamente doveroso, ma che sarebbe dovuto essere adottato da tempo.
E’ incredibile infatti che dopo una gestione decennale del patrimonio edilizio pubblico ancora non si abbia una fotografia chiara di quanti siano gli alloggi venduti, quanti siano concretamente le risorse ricavate e spese per tutto il patrimonio. Ancora una volta la Toscana per conflitti interni alla stessa sinistra non sceglie strade innovative.
In questa sconclusionata sinistra sono troppi i modi di concepire lo Stato, il Sociale e il mercato; e sul problema casa le contraddizioni emergono con forza:
da una parte il COMUNE DI FIRENZE si oppone, con una delibera, all’applicazione di una LEGGE REGIONALE votata all’unanimità dal Consiglio Regionale che dopo 52 anni riconosce l’assegnazione delle case popolari ai profughi. Martini ha dovuto ricorrere al Tar contro il collega Domenici.
dall’altra l’Assessore Coggiola (PDCI) ha sfidato per iscritto, con deboli argomentazioni e forte arroganza, la Regione, dichiarando esplicitamente di non gradire rendicontare alla Regione e di trattenere impropriamente una quota dei canoni.
come se non bastasse c’è il conflitto politico aspro con Rifondazione Comunista che ha depositato una proposta di legge che intende requisire le case sfitte, producendo un attacco alla Proprietà Privata che lo stesso capogruppo dei Ds, Cocchi, ha definito una proposta ‘che neanche Stalin avrebbe fatto’.
Forza Italia sostiene il ‘Piano Casa’ previsto in Finanziaria, nel quale si prevede la vendita degli alloggi pubblici in modo da:
– liberare risorse per nuovi alloggi di edilizia residenziale pubblica;
– evitare nuove speculazioni;
– uscire dal circolo vizioso di una manutenzione troppo onerosa arrivata a livelli insostenibili;
– garantire la legittima aspirazione degli assegnatari a diventare proprietari delle loro case;
L’esperienza francese docet, il ricorso agli affitti deve essere uno strumento parziale e a tempo determinato, attenti a non creare nuove ‘banlieau’ ”.

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