Il Comune di Firenze non ha fatto oggi bella figura in VI commissione consiliare, in merito alla audizione sulla proposta di deliberazione riguardante l’approvazione dei criteri, modalità e termini per l’utilizzazione delle risorse disponibili derivanti dalla cessione e gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
Di fatto le richieste dell’Assessore Coggiola sono state rifiutate dall’Assessore regionale Conti che ha formalmente trasmesso la sua opinione in una nota scritta.
Nel merito esprimiamo grande preoccupazione per quanto avanza l’assessore di Firenze, ossia di poter detrarre ulteriori costi “a volte rilevanti”che l’amministrazione comunale dice di sostenere per l’esercizio delle funzioni svolte dagli uffici comunali nel settore dell’edilizia residenziale pubblica.
Richiesta paradossale visto che il patrimonio residenziale era gestito interamente dall’Ater fiorentino e tali richieste avrebbero eventualmente dovuto essere considerate all’atto della trasformazione di Ater in Casa Spa, alfine di individuare il migliore rapporto tra soggetto gestore e Comune.
Preoccupa soprattutto la richiesta di gravare ulteriormente i canoni di locazione da richieste improprie ma che vanno a ridurre le risorse per manutenzione ordinaria e straordinaria e per reinvestimenti in nuove realizzazioni.
Grave in questo senso l’affermazione dell’Assessore secondo il quale fino ad oggi gli introiti non sono stati versati sull’apposito conto.
C’è da chiedersi se questo significa la volontà di non rispettare il vincolo di destinazione di tali soldi disperdendoli nel calderone del bilancio comunale.
Preoccupa molto che l’assessore non abbia chiesto l’attenzione della commissione e quindi del consiglio semmai per ottenere maggiori stanziamenti per nuovi alloggi visto la condizione di grave emergenza abitativa e il numero di sfratti programmati ed eseguiti.
Monica Sgherri, presidente gruppo rifondazione comunista
Firenze 30.03.2006

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