«Non scherziamo. Le liste d’attesa sono una cosa seria da trattare seriamente. In Toscana la responsabilità delle liste d’attesa è in una gestione della sanità come mezzo di accrescimento del potere. Sennò perché l’assessore Rossi si opporrebbe alla proposta di soluzione offerta dal governo, ovvero la creazione di un Cup regionale?» E’ quanto il Presidente di Alleanza Nazionale in Consiglio regionale Maurizio Bianconi e il Consigliere Achille Totaro (membro della Commissione Sanità) replicano all’assessore regionale alla salute Enrico Rossi che si è espresso affibbiando al governo Berlusconi la responsabilità per le liste d’attesa toscane.
Non da ora Bianconi e Totaro individuano con chiarezza le responsabilità per un fenomeno in crescita: «Se in Toscana esistono liste d’attesa fuori misura – spiegano infatti – la causa è nella cattiva organizzazione della medicina del territorio, la quale non riesce a soddisfare i bisogni dei cittadini, nonché nella burocratizzazione del sistema sanitario che i Ds utilizzano innanzitutto come strumento di gestione, mantenimento e consolidamento del proprio potere politico. Non a caso la Regione Toscana si oppone alla proposta di soluzione avanzata dal governo con l’indicazione di istituire Cup regionali capaci di mettere a sistema l’offerta sanitaria, così da rendere il servizio omogeneo sul territorio senza disparità per i toscani. Ma questo implicherebbe per i Ds, Martini e Rossi in testa, allentare la presa sul loro potere. E su questo loro non intendono fare passi indietro. Dunque, assessore Rossi, non scherziamo».
Attribuire dunque al governo di centrodestra una simile responsabilità è, secondo Bianconi e Totaro, un paradosso: «Fino all’estate scorsa – ricordano infatti – secondo Rossi in Toscana non esistevano liste d’attesa e ci sfidava a portargli almeno un caso. Gliene abbiamo portati a centinaia, e così anche la gente ha preso coraggio facendo piovere una gragnuola di denunce. E allora, ecco che come estrema difesa Rossi inalbera la buona vecchia strategia del ‘piove, governo ladro’ appioppando la responsabilità di un settore gestito dalle singole regioni niente po’ po’ di meno che al governo centrale. Ebbene – proseguono i due esponenti di An – a Rossi vorremmo ricordare che quello delle liste d’attesa è un problema serio che va trattato seriamente, non con sortite da commedia all’italiana».

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