Una delle frasi più belle, intelligenti ed efficaci mai pronunciata da Bobo Craxi (che in effetti riportava ciò che una volta gli aveva detto papà Bettino), ben si attaglia a quanto sta avvenendo ai laici che hanno scelto di collocarsi nell’ambito della Casa delle Libertà: “ quando tratti con Berlusconi, finisce sempre che ti trovi a farlo con il cappello in mano”.
Il fine settimana del 18 e 19 febbraio, sarà ricordato come la prova “regina” dell’avvertimento di Craxi.
Erano in calendario le riunioni del Partito Liberale Italiano ( Roma- Sala Capranichetta) e dei Riformatori Liberali, i radicali del centro-destra (Roma- Hotel Ergife).
In entrambe era atteso Berlusconi, per sancire l’accordo dal quale sia i liberali di De Luca, sia i radicali di Della Vedova si attendono seggi in numero tale da garantire loro la sopravvivenza.
Indovinate un po’?
Il Presidente del Consiglio non si è visto ne’ al Capranichetta, né all’Hotel Ergife.
Ha mandato Bondi dai liberali, Cicchitto dai radicali.
L’ultimatum rivolto da entrambi a Berlusconi ( subito una parola definitiva sui posti che ci spettano, altrimenti non si sa che sfracello facciamo) si è necessariamente trasformato nell’ennesimo penultimatum.
Intanto anche i repubblicani di La Malfa sono in attesa di una risposta, sul medesimo oggetto.
Hanno trattato separatamente credendosi ognuno più furbo dell’altro: Non si erano accorti che assai più furbo di loro è Berlusconi.
PLI, RL, PRI: da Berlusconi col cappello in mano
Hanno trattato separatamente credendosi ognuno più furbo dell’altro: Non si erano accorti che assai più furbo di loro è Berlusconi. Che si fa attendere ma non va da De Luca e Della Vedova e tergiversa con La Malfa.

Beh ,mi pare più astuzia che furbizia ,a dire il vero . Comportamento teso non tanto a “fregare l’interlocutore”,ma piuttosto a garantirsi da possibili “ricatti “.
E questa è abilità da apprezzare ,credo. In persona consapevole di come va il mondo, ci si attende che non cada nelle trappole, grandi o piccine.Più difficile appare invece difendersi dalle avidità personali dei collaboratori: i quali ,anche per dimostrare di essere qualcuno ,sono portati a commettere errori.Ma questo appare inevitabile :neppure i tiranni sono mai riusciti a rendersi immuni dal pericolo dei collaboratori.
Caro Schettino, anche gli altri non scherzano nello stare in basso. La via per risalire è quella di mettersi assieme e dar vita da un soggetto nuovo, prendendo atto che le rendite di posizione sono finite.
Ne riparliamo dopo le elezioni?
Mai il partito republicano era caduto così in basso