Si proceda a requisizioni temporanee di alloggi per affrontare la drammatica situazione degli sfratti esecutivi e le condizioni di grave disagio sociale dovuto alla impossibilità di rendere concreto il diritto alla casa.
Questo lo spirito che anima la proposta di legge presentata dal Gruppo Consiliare di Rifondazione Comunista – Sinistra Europea in Regione Toscana. Un provvedimento forte – sostengono Monica Sgherri e Paolo Gangemi, rispettivamente capogruppo in palazzo Panciatichi e responsabile enti locali del PRC – legittimo per il diritto e la giurisprudenza vigenti, reso necessario dall’acutezza della fase che stiamo vivendo anche nella nostra regione e che viene da noi proposto come prima tappa di una ripresa più strutturale di una politica residenziale pubblica; nell’alveo di una sempre maggiore centralità del diritto alla casa.
Proposta temporanea di forte aggressione al problema da una parte, che dà anche ampie garanzie ai proprietari dall’altra. Si propone infatti per alloggi sfitti da almeno un 1 anno una requisizione, da parte dei comuni a forte tensione abitativa, di diciotto mesi raddoppiabili a fronte di corresponsione economica pari a quella degli affitti a canoni concordati, corrisposta in parte dall’assegnatario ed in parte dagli enti locali interessati tramite risorse inserite in un Fondo da creare ad hoc; è inoltre prevista, nel caso di stipula di un vero e proprio contratto a canone concordato, la caduta del vincolo della requisizione, mentre è obbligatoria la riconsegna al termine della requisizione dell’immobile nelle stesse condizioni iniziali.
La requisizione in nessun caso essere replicata per lo stesso immobile. Sul versante fiscale numerosi sono i vantaggi per il proprietario, primi fra tutti le esenzioni delle addizionali e del pagamento dell’ICI.
Il diritto alla casa è sempre più una chimera per un numero crescente di persone, che la situazione sociale, economica e lavorativa spinge con forza verso l’emarginazione, inghiottendo in essa anche coloro che già avevano un tetto, seppure in affitto; parliamo di coloro che per morosità si trovano sotto sfratto esecutivo, cioè oltre il 70% della totalità dei medesimi.
La proposta che avanziamo affronta con forza l’emergenza ma ripropone nel suo spirito la necessità di interventi strutturali, cioè dell’edilizia residenziale pubblica in Toscana e nel paese – nel ’84 si costruivano 36 mila alloggi a canone sociale, nel 2004 solo 1900 – così che il diritto alla casa sia concretizzato con l’estinzione di un bisogno primario per la qualità della vita della gente.
L’addetto stampa del Gruppo
Leonardo Becheri

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