Due passaggi della relazione di Enrico Boselli al Congresso nazionale dello SDI e alcune considerazioni sullo stato della “famiglia” laica e socialista alla vigilia delle elezioni.
Ha detto Boselli: “La scelta di candidare l’ex procuratore capo di Milano Gerardo D’Ambrosio e’ profondamente sbagliata”. E poi, ancora: “Non ci convince un partito democratico che fa affiorare una sorta di asse tra il clericalismo dei seguaci del card. Ruini e il giustizialismo dei simpatizzanti di D’Ambrosio”.
La platea ha applaudito a lungo queste parole. I temi della laicità dello stato e la critica al permanente giustizialismo dei DS sono stati i soli argomenti capaci di galvanizzare i delegati provenienti da ogni parte di Italia.
E’ la migliore dimostrazione – se ce ne fosse bisogno- che la base socialista che milita nello SDI non è pienamente convinta della scelta di schierarsi all’interno dell’UNIONE: tanto da applaudire soltanto i passaggi di Boselli che suonano polemici nei confronti degli alleati (DS per quanto riguarda la candidatura di D’Ambrosio, Margherita per la laicità).
Ora, quella stessa platea di delegati dovrà convincere gli elettori a votare la Rosa nel Pugno per sostenere un progetto che non ha alcuna possibilità di passare all’interno dell’Unione.
Ancora peggio vanno le cose per i laici e socialisti che hanno scelto di schierarsi con la Casa delle Libertà.
Riconosciamo a De Michelis di aver compiuto una scelta dignitosa, nella situazione di difficoltà determinata da Bobo Craxi,, in preda a inconsapevole furore autodistruttivo: se non altro si misurerà con il corpo elettorale, sia pure a mezzadria con la DC di Rotondi. Si tratta di una necessità, tipicamente elettorale: ma chi non è ricorso ai ripieghi elettorali tra tutti i partiti, grossi o piccoli, di centro-sinistra o di centro-destra?
Gli altri laici del centro-destra nemmeno sembrano avere il coraggio di navigare in mare aperto. Tutti a pressare Berlusconi perché garantisca loro qualche posto per la sopravvivenza: così i repubblicani, i riformatori liberali radicali di Della Vedova, i liberali di De Luca.
Peccato, perché più ci si avvicina alle elezioni e più ci si rende conto che ci sarebbe stato un grande spazio tra i due poli.
Come già abbiamo detto e scritto, questo discorso lo riprenderemo dopo le elezioni.
Congresso SDI: I fischi antigiustizialisti, gli applausi laici.
I temi della laicità dello stato e la critica al permanente giustizialismo dei DS sono stati i soli argomenti capaci di galvanizzare i delegati. Ora, quella stessa platea dovrà convincere gli elettori a votare la Rosa nel Pugno per sostenere un progetto che non ha alcuna possibilità di passare all’interno dell’Unione. Ancora peggio vanno le cose per i laici e socialisti che hanno scelto di schierarsi con la Casa delle Libertà….

Una sola ,mesta ,annotazione : nelle condizioni in cui siamo ,non andare a votare significa solo SCEGLIERE di favorire la compagnine elettorale più agguerrita e meno incline ai distinguo ,ai comportamenti ragionati . Significa dar via libera alla squadra più compatta ,come corpo elettorale…..dare il via libera al clima da stadio. Ffate vobis !
Ci sarebbe da disperarsi, ma la vita non finisce il 9 aprile. Non so se andrò a votare, ma poco importa il risultato. Se vince Berlusconi (in rimonta) si sfascia L’UNIONE, più di quanto già non lo sia. Se vince Prodi, si sfasciano entrambi i poli.
Peccato che i laici e i socialisti nel centro-destra abbiano rinunciato a dar vita ad un unico soggetto autonomo come hanno tentato nel centro-sinistra con la Rosa nel Pugno (operazione frettolosa ed elettoralistica destinata all’insuccesso, ma meglio che niente). Sarebbe stato più semplice riprendere il discorso unitario all’indomani delle elezioni.