L’idea che abbiamo lanciato all’inizio di dicembre per sostituire con una cauzione le firme per le candidature alle elezioni ha raccolto, in un mese, molti consensi, significative adesioni e, naturalmente, anche qualche dissenso. Percentualmente i favorevoli sono stati poco più del 70 per cento. Un dato estremamente significativo che dimostra come il problema sia sentito. Una democrazia, per essere realmente tale, deve dare a tutti, indistintamente, la possibilità di misurarsi alle elezioni. Il sistema delle firme, oltre ad essere molto complesso, si presta a brogli ed abusi notevoli. In più è fortemente discriminante per i nuovi soggetti. Quasi si volesse rendere difficoltoso l’ampliamento dei soggetti politici da sottoporre al vaglio degli elettori.
Il sistema attuale si preoccupa solo di tutelare le forze politiche esistenti. Prima con l’esenzione dall’obbligo di presentare le firme, poi con i rimborsi elettorali che sono solo un finanziamento nemmeno tanto mascherato. Paradossalmente dopo la vittoria al referendum per l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, questi ultimi sono addirittura aumentati, sia pure sotto la voce “rimborsi elettorali”. Bisogna far passare il nostro sistema politico da “chiuso” ad “aperto” e quella della cauzione al posto delle firme è una delle misure possibili sulla strada indicata. Ci torneremo, anche con nuove proposte e battaglie
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