Per dare una risposta quanto più esauriente possibile alla questione posta dal Vostro giornale sulla “Casa laica alle regionali”, reputo utile rispondere prima ad alcune domande, che ritengo preliminari.
C’è bisogno di riaffermare la presenza di un pensiero laico nella società italiana? Questo trova oggi adeguata espressione nel polo di centrodestra ed in quello di centrosinistra? Chi sono i laici, e c’è spazio per una loro rinnovata ed autonoma presenza sullo scenario della politica italiana?
La storia della società italiana ed europea è certamente una storia caratterizzata da una pluralità di culture politiche. Alcune sono rimaste travolte dagli eventi; il fascismo ed il nazismo, dopo immani atrocità, specie di quest’ultimo, sono finiti nel bagno di sangue della seconda guerra mondiale; il comunismo, nato e vissuto nel sangue, almeno là dove è andato al potere, ha fortunatamente concluso il suo ciclo storico senza ulteriori danni. Il pensiero laico e riformista, dopo la cosiddetta Tangentopoli, ha subito una diaspora, molti dei suoi esponenti sono finiti nella Casa delle Libertà, altri nel centrosinistra, ma la capacità di influire sulle scelte politiche è stata nel primo caso modesta e comunque insuffciente, nel secondo caso pressochè nulla.
In questi ultimi anni si è certamente sentita la mancanza di un approccio pragmatico, riformatore e progressista, ai molti e gravi problemi della società italiana. Anche sullo scenario internazionale, e nel confronto fra le culture, si nota l’assenza di un pensiero laico; con la crisi ed il definitivo tramonto dell’ideologia comunista, in Italia questo confronto sembra delegato unicamente alla Chiesa Cattolica. Dopo dieci anni di esperienza (1994-2004), la crisi in cui versa il sistema politico italiano, nato sulle ceneri dei partiti che avevano governato l’Italia per cinquant’anni, è davanti agli occhi di tutti. Il sistema elettorale vigente ha moltiplicato i partiti piccoli e piccolissimi, e non sembra ragionevole addossarne la colpa alla quota proporzionale del venticinque per cento, se anche con lo sbarramento del quattro per cento continuano a vivere partiti dell’uno per cento.
Si tratta di ben altro, si tratta di una tradizione politica plurale che mal sopporta i limiti dell’attuale sistema elettorale, e ancor meno sopporterebbe delle “coalizioni-partito”. Non credo stia nella nascita di partiti-caserma, o in guide bonapartistiche, la soluzione della crisi che attraversiamo. Penso con ciò di aver già risposto ai primi due quesiti: lo spirito laico deve rinascere nella politica italiana, nessuno dei due poli allo stato attuale è capace di interpretarlo compiutamente.
I laici sono ispirati da principi di tolleranza e pragmatismo, mirano a realizzare il progresso della società con metodo riformatore. Per loro c’è ancora un futuro? Penso di sì, e ciò sarebbe un bene prezioso per la nostra società. Ma occorre che i laici ed i riformisti, oltre alla loro unità, ritrovino anche identità ed autonomia. Il dibattito intorno alla riforma elettorale ha recentemente ripreso vigore, se si concluderà assegnando a ciascun elettore il diritto di esprimere una coalizione con il suo leader, un partito ed un candidato, il bipolarismo ne uscirà rafforzato perché coalizzarsi sarà una libera scelta, non un annullamento.
Alle prossime elezioni regionali, in alcune regioni del centro, i socialisti di De Michelis, i repubblicani di La Malfa ed i liberali di Altissimo e De Luca sono pronti a presentarsi uniti ed autonomamente dai due poli. Se ad essi si uniranno anche i radicali, penso che potrebbe sortire un forte segnale di rinascita dello spirito laico e riformatore.
In Toscana di questo c’è particolarmente necessità. Non la nascita di uno sterile terzo polo, ma di una opposizione senza proclami e senza inciuci, laicamente e pragmaticamente impegnata in un serrato confronto con una maggioranza dimostratasi senza idee sullo sviluppo dell’economia e della società toscana.
DIBATTITO SULLA CASA LAICA:
INTERVIENE L’ON.OTTAVIANO COLZI
Nella tribuna aperta da Pensalibero a tutti i lettori attraverso la quale potersi esprimere sul tema della Casa Comune di tutti i laici e riformisti, pubblichiamo oggi il pensiero dell’On.Ottaviano Colzi a seguito dei già pubblicati interventi di altrettanto illustri esponenti.
Per inviare i vostri pensieri, potete scrivere a info@pensalibero.it. Li pubblicheremo, quale che sia il vostro pensiero.

Lascia un commento