Mi chiamerebbe per dirmi che sono la donna della sua vita, sbagliando numero, perché avrebbe voluto chiamare la moglie.
Sicuramente gli controllerei le tasche prima che esca da casa mia. Troverei dentro un mio biglietto d’amore, il mio rossetto, un suo appunto su come organizzare furtivamente una cena al mare. Dopo le tasche, gli pulirei anche il collo (imbrattato di rossetto) e la giacca (con un mio capello).
Gli ridarei l’agenda (che avrebbe scordato nella mia borsa) e il telefono (che avrebbe scordato sul comodino). A parte ricordargli di mettersi le mutande e non mettere il cellulare nella tasca posteriore dei pantaloni, direi che potemmo essere arrivati in fondo. Almeno alla prima parte. Perché una volta in macchina, tornerebbe su per dirmi che il giorno dopo sarebbe stato via tutto il giorno (ma si sarebbe ripetuto, perché me lo avrebbe sicuramente già detto qualche ora prima). Ne approfitterebbe per darmi un altro bacio (è uno dolce). Poi, una volta lungo la strada, mi chiamerebbe per dirmi che sono la donna della sua vita, sbagliando numero, perché avrebbe voluto chiamare la moglie. Io avrei fatto finta di nulla e lui non si sarebbe accorto dell’errore.
Ovviamente, se fossi andata in salotto, avrei trovato il suo portafogli. Lo avrebbe dimenticato con tutte le carte di credito e avrebbe per errore, preso il mio.
Si fionderebbe in ufficio. Lavorerebbe sino alle tre del mattino, poi si ricorderebbe di non aver cenato. Faticherebbe a trovare un posto ancora aperto. Una volta lì, si accorgerebbe di avere preso il mio portafogli e che sono una che gira senza soldi spicci. Penserebbe di chiedermi il permesso di usare il mio bancomat. Ma il telefono sarebbe scarico. Tenterebbe comunque di ritirare soldi. Alla terza password a casaccio, il (mio) bancomat verrebbe risucchiato e l’unica squadra di vigili urbani in servizio a quell’ora lo bloccherebbe per tentata manomissione dello sportello automatico. Dopo essersi fatto riconoscere, i vigili gli presterebbero le loro carte di credito: due prepagate intestate al comune, abusivamente sottratte alla tesoreria. Finirebbe di cenare alle quattro. Ringrazierebbe i vigili e via a piedi perché si dimenticherebbe di essere uscito con la macchina. I due vigili la farebbero comunque rimuovere (anche se parcheggiata bene) per intralcio ad un passaggio pedonale (inventato sul momento). Tornerebbe a casa e la moglie lo accarezzerebbe amorevolmente. Dormirebbe (si e no) 2 ore. Alle 6 si dovrebbe svegliare. Tornerebbe in ufficio dove passerebbe le prime sei ore a farsi dare retta dai dipendenti. Un vecchio uscere, gli indicherebbe la strada sbagliata verso il bagno, facendolo perdere nelle segrete del palazzo. Il vecchio, verrebbe applaudito dai colleghi esausti di uno così pignolo. Un’ora dopo, Ignazio uscirebbe logoro dallo scantinato (ma vivo). Ancora in grado di tentare qualcosa. A quel punto il titolare del ristorante avrebbe già portato ai 5stelle, a Forza Italia, a Forza Roma e Forza Lazio, copia degli scontrini notturni. Due agenzie avrebbero già lanciato la notizia. Lui tenterebbe di trovare le carte di credito (non si ricorderebbe che non erano le sue). Poi, lampo di genio! Verrebbe da me, a chiedermi il portafogli. Uscendo, due fotografi lo chiapperebbero mentre mi bacerebbe appassionatamente. Rientrato in ufficio faxerebbe copia delle carte di credito ai giornali e così verrebbe accusato di mentire. I due vigili, sarebbero già in vacanza (con un viaggio premio offerto da Beppe Grillo e dal Capo dei Vigili Urbani). Alfonso Signorini avrebbe già pubblicato le nostre foto sui siti delle sue nobili testate, Crozza avrebbe già (signorilmente) dileggiato lui, me, la moglie, Travaglio avrebbe già dato alle stampe il suo consueto (equilibrato) editoriale.
Sconsolato, si siederebbe dimenticando il cellulare in tasca, che si spezzerebbe in due. E quando starebbe per alzare la cornetta per telefonare alla moglie, la segretaria gli annuncerebbe una telefonata del Papa, che dal tono, direbbe la segretaria, appare un filino alterato.
Solo a quel punto, si alzerà sudato dal letto! Capirà di essere stato in preda solo ad un terribile incubo. Fortunatamente, è un uomo per bene e non tradisce la moglie (tanto meno con una ragazzina come me). Fortunatamente (per lui e per la moglie), siamo nel 2013 e continua a fare il Senatore ed ha detto di no all’offerta di correre per le primarie a Sindaco di Roma, la città eterna, la capitale.
Più o meno da Napoli (con amore) al mio Ignazio
Se fossi l’amante segreta di Marino Ignazio
Mi chiamerebbe per dirmi che sono la donna della sua vita, sbagliando numero, perché avrebbe voluto chiamare la moglie.
di Florenza Carsi

Lascia un commento