La chiusura è ancora affidata alla bacchetta di Daniele Gatti, che, la sera del 28 giugno, dirigerà all’Opera di Firenze orchestra e coro del Maggio.
L’edizione numero 78 del Maggio Musicale Fiorentino è giunta alla sua ultima settimana di spettacoli, dopo un’intensa serie di concerti, opere ed una fitta serie di eventi collaterali, che hanno avuto come sede principale il teatro dell’Opera di Firenze, ad un anno esatto dalla chiusura dal “vecchio” Comunale.
Da ricordare, anzitutto, alcune repliche di Pelléas et Mélisande, il capolavoro lirico di Claude Debussy, che, sotto la direzione orchestrale di Daniele Gatti, andrà ancora in scena domenica 21 (ore 15,30), martedì 23 e giovedì 25 (entrambe queste rappresentazioni alle 20,30). Il lavoro teatrale del compositore francese si basa sulla raffinata regia di Daniele Abbado, secondo cui Pelléas et Mélisande «vuole parlare dell’indecifrabilità del destino umano ed è un’opera aperta, misteriosa e poetica; un’opera densa di eloquenza e persuasività, seppure avvolta nel silenzio».
Questo lavoro di Debussy è ispirato al dramma simbolista di Maurice Maeterlinck, ma secondo Abbado sarebbe limitativo ed anche fuorviante aderire a certe “etichette” ed è semmai opportuno considerare Pelléas et Mélisande quale opera anticipatrice del teatro musicale moderno, un’opera “rivoluzionaria ed irripetibile”, per usare le parole di Pierre Boulez. La regia di Abbado si completa con la scenografia e le luci di Giovanni Carluccio, mentre il cast dei cantanti, interamente italiano, vede fra gli interpreti principali Paolo Fanale (Pelléas), Monica Bacelli (Mélisande), Roberto Frontali (Golaud), Roberto Scandiuzzi (Arkël), Silvia Frigato (Yniold) e Sonia Ganassi (Geneviève).
Un altro spettacolo di questa settimana è il balletto Bul-ssang, che andrà in scena al Teatro Goldoni il 26 e 27 giugno (ore 20,30). Realizzato in collaborazione con Fabbrica Europa, Bul-ssang sarà interpretato dal Korea National Dance Company, la prima compagnia nazionale coreana dedicata alla danza contemporanea e fondata nel 2010. Basato su una coreografia di Aesoon Ahn, Bul-ssang è una sintesi di varie culture e danze asiatiche, tra cui il Katnak indiano, la danza dei tamburi coreana jindo, arti marziali cinesi e danze tradizionali giapponesi e mongole, nel loro insieme tese alla riproduzione di un Buddha privo di grandezza, bensì, al contrario, in grado di mostrare il nostro volto mondano.
La chiusura del 78° festival fiorentino è ancora affidata alla bacchetta di Daniele Gatti, che, la sera del 28 giugno, dirigerà all’Opera di Firenze orchestra e coro del Maggio, affrontando una delle partiture più grandiose di Gustav Mahler, la Sinfonia n. 2 in do minore, più conosciuta come “Resurrezione”. Un monumentale capolavoro sinfonico, nel quale il compositore boemo affianca il coro all’orchestra nell’ultimo movimento (come avevano fatto Beethoven nella celebre “Nona” e Mendelssohn nella Sinfonia “Lobgesang”), intonando l’ode Der grosse Appell (“Il grande appello”) di Klopstock, oltre ad utilizzare la voce di contralto solista nel brevissimo – quanto splendido – quarto e penultimo movimento della Sinfonia, ove risuona un canto celestiale con il brano Ulricht (“Luce primordiale”), poesia popolare tratta dalla raccolta Des Knaben Wunderhorn.
Per informazioni ulteriori www.operadifirenze.it

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