Per la prima volta al Maggio Musicale Fiorentino sarà possibile assistere alla rappresentazione di Candide, opera comica in due atti di Leonard Bernstein, che fece il suo debutto il 29 ottobre 1956 al Colonial Theater di Boston. Dunque, a quasi sessant’anni di distanza dalla prima, uno dei lavori più celebri del compositore americano andrà in scena all’opera di Firenze (sabato 23, ore 20,30; repliche il 29, 31 maggio e il 3 giugno), avvalendosi della regia di Francesco Micheli, direttore artistico dello Sferisterio di Macerata, e di ben 15 solisti, fra cui citiamo lo straordinario tenore Chris Merritt ed il leggendario soprano tedesco Anja Silja. La direzione dell’Orchestra e del Coro del Maggio sono affidati a John Axelrod, mentre le scene sono di Federica Parolini e i costumi di Daniela Cernigliaro. Partecipa anche Maggio Danza, che darà vita a delle coreografie di Alfonso Cayetano.
Candide, su libretto di Hugh Wheeler, è basato sull’omonima novella di Voltaire, ma ampiamente rivisitata, pur mantenendone inalterato il carattere fortemente satirico, accentuato ancor più dalla regia di Micheli, che ambienta la vicenda in una fabbrica di sex toys in Westfalia, contribuendo così ad aumentarne il tasso di trasgressività, ed al tempo stesso, si suppone, anche di comicità.
Del resto lo stesso Bernstein, omosessuale dichiarato, ebreo e sospettato di “comunismo” nel clima fanatico degli Stati Uniti in pieno maccartismo, non avrebbe potuto trovare un testo più adatto del Candide, per esprimere un’ironia graffiante e corrosiva contro lo stupido ottimismo dell’America degli anni ’50. Tutto questo attraverso un genere musicale difficilmente catalogabile, che è un po’ opera lirica, un po’ operetta, ma soprattutto musical. Numerose, infatti, in questo capolavoro, le arie tipiche della commedia musicale americana, che si uniscono alla forte presenza del coro (ben 78 elementi), alla danza, a 9 attori e a 15 figuranti. Si potrebbe definire una sorta di Kolossal, in cui trova spazio anche la voce di Lella Costa, nella parte di Voltaire, ma che nella versione registica di Micheli è una donna delle pulizie-narratrice.
Uno spettacolo, dunque, da non perdere e con il quale l’opera di Firenze potrà omaggiare l’eccezionale figura di compositore, direttore d’orchestra e divulgatore musicale Leonard Bernstein, a 25 anni dalla sua scomparsa.

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